Giovedi, 21 Giugno 2018

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DATI ISTAT: GLI ASILI NIDO COPRONO SOLO IL 12,7% DEI BAMBINI. ITALIA FANALINO DI CODA D'EUROPA


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Dati Istat: Gli Asili Nido Coprono Solo Il 12,7% Dei Bambini. Italia Fanalino Di Coda d'Europa | Famiglia |

Qualche tempo fa abbiamo analizzato il tema dell'occupazione femminile introducendo una correlazione diretta tra il tasso di occupazione femminile, il tasso di natalità e la quantità (e qualità) dei servizi di conciliazione tra lavoro e famiglia
tasso di occupazione femminile, il tasso di natalità e la quantità
(e qualità) dei servizi di conciliazione tra lavoro e famiglia. Allora rilevammo come le regioni italiane con un alto grado di diffusione di servizi per l'infanzia erano quelle anche con un più alto tasso di occupazione femminile. Oggi vogliamo focalizzare l'attenzione sul grado e la diffusione dell’offerta pubblica di asili nido e di altri servizi socio-educativi nel nostro Paese. A tal proposito l'Istat ha pubblicato oggi i dati circa l'offerta di servizi pubblici per l'infanzia dedicata ai bambini da zero a 36 mesi, relativa all'anno scolastico 2008/2009.


QUALI RISULTATI, IN SINTESI
I bambini che risultano iscritti agli asili nido comunali sono 176262, in crescita di 30 mila unità negli ultimi 5 anni (+20,6%), di cui 11mila tra il 2007 e il 2008. Nel quinquennio 2004/2009 i bambini (da zero a 36 mesi) che vivono in un comune che offre servizi per l'infanzia sono passati dal 67,4% al 73,6% (indice di copertura territoriale). La percentuale di comuni che, in questo senso offre il servizio di asilo nido ( o offre trasferimenti alle famiglie per accedere a strutture private) ha fatto registrare un incremento dal  33,7% del 2004 al 40,9% del 2008. A fronte di questi dati però emerge che la quota di domanda soddisfatta è ancora molto limitata. L'indicatore di presa a carico, che misura il rapporto percentuale tra gli utenti iscritti agli asili nido e i bambini residenti (in età di analisi, 0-36 mesi) è passato dal 9,0% nel 2004 al 10,4% nel 2008.
Se nel computo affianchiamo agli asili comunali anche servizi integrativi per l'infanzia come micro nidi e nidi famiglia, allora l'indicatore di presa a carico sale al 12,7%, mentre l'indice di copertura territoriale al 78,4%.


DIFFERENZE TERRITORIALI
Analizzando nel dettaglio i dati scopriamo che le differenze territoriali sono notevolissime, come già emerso nel nostro articolo sull'occupazione femminile.
Il nord est ha aumentato nel quinquennio l'offerta comunale di servizi per l'infanzia in tutte le regioni e fa registrare un indicatore di presa a carico pari al 15,2% nel periodo 2008/2009. L'Emilia Romagna si conferma da primato per la diffusione di asili nido con un indice di presa a carico pari al 24% e di copertura territoriale pari al 81,8%. Questo dato sulla percentuale di comuni in cui sono presenti asili nido è ancora più significativo se si considera che in questi comuni risiede 96,8% della popolazione target.
Anche il Centro Italia ha aumentato l'offerta di asili nido, raggiungendo nel 2008/2009 una percentuale di presa a carico del 14,0%. Molto bene soprattutto Umbria e Lazio, con un indicatore di presa a carico, rispettivamente, del 18,6% e dell'11,8%.
Permangono invece sotto la media nazionale i parametri rilevati al sud e nelle isole, pur con qualche miglioramento di rilievo come per Basilicata, Abruzzo e Molise
che fanno registrare un aumento di unp unto percentuale nell'indice di presa a carico. Fanalino di cosa la Campania e la Calabria con indicatori di presa a carico pari a1,7% e al 2,3%.


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SPESE SOSTENUTE DA COMUNI E FAMIGLIE
Nel 2008 la spesa corrente per gli asili nido sostenuta dai comuni ammontava a circa 1 miliardo e 118 milioni di euro; il contributo delle famiglie (rette versate ai comuni) è stato pari a 244 milioni di euro. Per cui il totale delle spese sostenute è stato pari a circa 1 miliardo 367 milioni di spesa impegnata a livello locale, a cui sono stati aggiunti anche i 4 milioni erogati dal Servizio Sanitario Nazionale. Rispetto all'anno precedente la spesa totale sostenuta dai comuni è aumentata del 9,7% mentre quella a carico delle famiglie del 5%, a fronte di un aumento del numero complessivo di bambini iscritti del 6,7%.
A livello unitario, ciascun bambino ha “richiesto” una spesa di 7.732 euro, 6.345 dei quali a carico dei comuni e 1.387 euro sostenute dalle famiglie.
Se si considerano anche i servizi integrativi per la prima infanzia, la spesa media per bambino a carico dei comuni è stata di 1316 euro e il contributo medio da parte delle famiglie di 220 euro per un totale di 1.537 euro di spesa


ANALISI, OBIETTIVI E COMMENTI
L'Istat conclude il suo rapporto affermando che appare lontano il raggiungimento dell'obiettivo di Lisbona che indica nel il 33% il rapporto da raggiungere entro fine 2010 tra bambini iscritti agli asili nidi e quelli residenti (indicatore di presa a carico). Tuttavia nel rapporto pubblicato sono esclusi dall'analisi i bambini iscritti negli asili nido totalmente privati, in quanto l'analisi ha considerato solo gli asili nido comunali e quelli privati sovvenzionati. A tal proposito, sulla base dell'indagine “Aspetti della vita quotidiana” svolta dall’Istat con riferimento al 2008, lo stesso istituto di statistica stima un dato totale di bambini che frequentano gli asili tra il 12,8% e il 17,8%. Al meglio, insomma, raggiungiamo la metà dell'obiettivo che l'Unione europea chiede agli Stati Membri e la nostra punta di diamante (l'Emilia Romagna) rimane comunque distante 9 punti percentuali dagli obiettivi di copertura della domanda (24% contro 33%).
Secondo la Federazione Italiana Scuole Materne, l'Italia è il fanalino di coda dell' Europa per asili nido. Il Segretario della Fism, Luigi Morgano, al convegno Fism di Firenzeconvegno Fism di Firenze ah confermato sostanzialmente i dati rilevati dall'Istat per quanto riguarda la copertura media del servizio (12,7%), affermando che però stati come la Danimarca raggiungono il 60% , L'Irlanda il 40% e i Cugini d'oltralpe francesi il il 29%.

  [Via: Testo Integrale rapporto Istat  Testo Integrale rapporto Istat ]


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CREDIT
Si ringrazia l'utente luviluvi di flickr per l'immagine

 


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