Mercoledi, 18 Ottobre 2017

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Famiglie: Solo il 49% Riesce a Pagare le Spese e i Sovraindebitati Finiscono Nelle Mani Degli Usurai


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La crisi sembra colpire sempre più duramente sui bilanci delle famiglie italiane. Secondo quanto riporta l'indagine realizzata da Coldiretti-Swg meno della metà degli italiani (il 49%) dichiara di riuscire a pagare le spese, senza permettersi alcun tipo di lusso o risparmio e il 5-10% della popolazione non è in grado di garantirsi il minimo indispensabile.
Questa situazione, che vede la fine del mese sempre più lontana ha inciso anche sul tasso di risparmio e di indebitamento delle famiglie, oltre che sulla riduzione dei consumi.

Su questo tema è intervenuta anche Adiconsum che ha promosso l'incontro : “ Sovraindebitamento e usura Specchio della crisi?”, in cui è emerso che l'indebitamento medio degli italiani cosiddetti sovra-indebitati' è cresciuto rispetto allo scorso anno del 15,78%, passando da 19 mila a 22 mila euro.
Ciò ha portato ad un forte incremento delle richieste di accesso al Fondo anti-usura, ma, ha spiegato l'associazione, su 3176 domande, meno di un terzo, solo il 30,99% sono state accettate, mentre le rimanenti 2192, pari al 69% sono state scartate. Paradossalmente tra le principali cause di bocciature delle domande che pervengono al fondo ci sono la mancata capacità di rimborso (nel 44,25% dei casi) e l'alto indebitamento (32,84%). Condizioni che se non esistessero, avrebbero portato le famiglie a chiedere un prestito presso un canale tradizionale come le banche e che se non vengono accolte nemmeno dai fondi anti usura, accelerano il percorso di queste famiglie verso gli strozzini.

Nel commentare questi dati il segretario generale dell'Associazione, Pietro Giordano, ha sottolineato che “Il sovra indebitamento ha assunto una caratteristica troppo forte in questo Paese e le famiglie rischiano sempre di più di andare in bocca agli strozzini".
Alla crisi economica e alle difficoltà nell'onorare i propri prestiti o ad arrivare alla fine del mese si aggiunge anche un forte preoccupazione per il futuro, che per Coldiretti-swg, rigurda il 62% degli italiani che sono convinti che la situazione economica dell'Italia sia destinata a peggiorare. Inoltre più della metà del campione (il 54%) ritiene di aver dato al Paese più di quanto abbia ricevuto.
La crisi è intervenuta anche a modificare le abitudini alimentari degli italiani, visto che quasi 6 su dieci hanno ridotto lo spreco. Una situazione da ritenersi, comunque positiva visto l'alto livello di spreco alimentare rilevato in Italia, che secondo le stime equivale un valore annuale di 37 miliardi di euro in grado di garantire l'alimentazione per 44 milioni di persone, la popolazione di un Paese come la Spagna.
La riduzione degli sprechi è una scelta oculata che nasce soprattutto dalla necessità, più che da una maggiore sensibilità, aspetto che speriamo rimanga anche una volta che la crisi sarà passata. Tuttavia vi è un altro aspetto che contraddistingue il rapporto tra crisi e prodotti alimentari, se da un lato chi può risparmia dall'altro si registra un aumento dei furti alimentari. Sempre secondo i dati della Coldiretti, elaborati dal Barometro dei furti nella vendita al dettaglio" del Centre for Retail Research, che abbiamo già avuto modo di vedere, nel 2011 nei supermercati italiani si è assistito ad un aumento dei furti del 7,8%. Tra i beni più presi di mira ci sono i formaggi, Parmigiano Reggiano e Grana Padano in primis, la carne, i salumi, vini e liquori.
Il valore complessivo di questi furti ha raggiunto i 3 miliardi di euro, il dato più elevato degli ultimi 5 anni, anche se, rileva l'indagine si ruba più nelle boutique che nei supermercati.

                                                                                                                                                               

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