Mercoledi, 24 Gennaio 2018

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I BAMBINI CHE SEGUONO UNA CATTIVA ALIMENTAZIONE HANNO UN QUOZIENTE INTELLETTIVO PIÙ BASSO


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Secondo uno studio dell’Università di Bristol, diffuso dal Journal of Epidemiology and Community Health, esiste una correlazione positiva tra una cattiva alimentazione e la scarsità del quoziente intellettivo. L'indagine svolta su 14mila bambini nati nel 1991 e 1992, non riguarda solamente il mondo anglosassone ma interessa da vicino anche il nostro Paese. Anche in Italia, infatti, l'obesità infantile è sempre più diffusa, tanto che secondo il sistema di sorveglianza "Okkio alla Salute " dell'ISS, il 23% dei bambini è in sovrappeso, mentre l'11% è obesoil
23% dei bambini è in sovrappeso, mentre l'11% è obeso. Dati da non sottovalutare e molto vicini a quelli emersi da un'indagine svolta nell’ambito del progetto europeo Periscope (Pilot European Regional Interventions for Smart Childhood Obesity Prevention in Early Age) dal Movimento Difesa del Cittadino (MDC), in collaborazione con la Asl di Brindisi, l'Università danese di Aalborg e l'Università polacca di medicina della Silesia. Secondo questa indagine, condotta su un campione di circa 1200 bambini in età compresa tra i 3 e i 6 anni negli asili di Italia, Danimarca e Polonia, è proprio nello Stivale che si riscontra la maggiore prevalenza di sovrappeso e obesità (21,3%). Silvia Biasotto, responsabile del Dipartimento Sicurezza Alimentare MDCMDC , ritiene che questo risultato sia colpa soprattutto della scarsa attività fisica svolta e delle troppe ore passate davanti alla tv. Dal punto di vista alimentare, poi, i bambini italiani risultano i più indisciplinati, soprattutto per quanto riguarda l'assunzione di frutta e verdura, in rapporto ai coetanei danesi e polacchi. Nello specifico il 27,5% dei bambini italiani non mangia mai verdura cruda e il 40% non consuma mai verdura cotta. Anche sul fronte dell'attività fisica i bambini italiani risultano i più pigri, con circa la metà di loro che, secondo quanto dichiarato dai genitori, non può giocare all’aperto contro l’1% dei danesi e polacchi nonostante, in questi Paesi il clima non sia ospitale come in Italia. A questo si aggiunge il fatto che anche le famiglie italiane risultano più pigre di quelle Danesi e Polacche, col risultato che i bambini italiani che raggiungono l'asilo a piedi sono in netta minoranza.


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Risultati analoghi sono emersi anche in un'altra indagine condotta da Mdc, questa volta riferita ai soli bambini del Lazio di età compresa tra i 6 e i 13 anni. In questo caso, nonostante si sia riscontrato un alto numero di ragazzi che praticano sport (quasi l'80%), diverse sono state le lacune alimentari rilevate. I ragazzi laziali, infatti, non gradiscono proprio i cibi più raccomandati dagli esperti, come pesce, legumi e verdure, con queste ultime che risultano in assoluto le più rifiutate a tavola (29%). Di positivo c'è però che prodotti come bevande zuccherate, caramelle e fritti, non rientrano mai, o quasi, nella dieta delle giovani generazioni e che le famiglie tendono a preferire alimenti freschi da cucinare a scapito di quelli già pronti.

 

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