Lunedi, 10 Dicembre 2018

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ISTAT: AL 20% DELLE FAMIGLIE PIÙ RICCHE VA IL 37,5% DEL REDDITO, AMPIO IL DIVARIO TERRITORIALE


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Nello scorso anno il 15,2% delle famiglie ha presentato tre o più sintomi di disagio economico, più o meno in linea con il risultato dell'anno precedente (15,8%). Lo rileva l'Istat nella sesta edizione dell'indagine campionaria annuale “Reddito e condizioni di vita” che fa parte di un più ampio progetto europeo che ha l'obiettivo di analizzare la qualità della vita dei cittadini nell'UE.
L'indagine che ha coinvolto un campione di circa 20mila famiglie ha riguardato le condizioni di vita osservate a fine 2009 in merito ad occupazione, difficoltà economiche, spese per la casa e i redditi percepiti nel 2008.
Sul fronte del disagio economico l'Istat rileva che si mostra molto più elevato nelle famiglie più numerose (25,1% in quelle con cinque o più componenti), in quelle residenti nel Mezzogiorno (25,1%) e tra le famiglie con tre o più minori (27,1%).
Rispetto all'indagine precedente l'Istat ha rilevato un aumento dal 32% al 33,3% delle famiglie che non potrebbero far fronte a spese impreviste di 750 euro e di quelle che sono state in arretrato con debiti diversi dal mutuo (dal 10,5% al 14%). Cresce anche il numero di famiglie che nell'ultimo anno si sono indebitate (dal 14,8% al 16,5%), mentre resta stabili il numero di famiglie che non può permettersi di riscaldare adeguatamente l’abitazione (10,6%). Non risultano variazioni di rilievo nemmeno nella quota di famiglie che hanno avuto difficoltà a pagare le spese mediche (11,1%) e quelle per i trasporti (8,7%). Le famiglie senza figli sono quelle che incontrano meno frequentemente difficoltà economiche, nel 2009, infatti solo il 10,6% ha dichiarato di arrivare con molta difficoltà alla fine del mese. Tra le famiglie con tre o più figli invece tale percentuale cresce fino al 31,5% (quasi una su tre), mentre il 7,3% ha dichiarato di aver avuto insufficienti risorse per le spese alimentari, il 29,2% per le spese di vestiario e il 22% di quelle che vivono in affitto o hanno contratto un mutuo sono state in arretrato con il pagamento delle rate.
In termini di occupazione il coloro che hanno subito il maggior peso della crisi economica sono i figli che vivono nella famiglia di origine, mentre i genitori hanno potuto contare sulla cassa integrazione, evitando conseguenze sociali drammatiche.
Nel 2008 il reddito medio familiare netto è risultato pari a 29606 euro, circa 2647 euro al mese, anche se la metà delle famiglie ha percepito meno di 24309 euro al mese. Profondo il divario territoriale con il reddito mediano delle famiglie del Sud e delle Isole inferiore di circa un quarto rispetto a quello delle famiglie del Nord.


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Di tutto il reddito percepito nel 2008, il 37,5% è andato al 20% più ricco delle famiglie, mentre il 20% delle famiglie con i redditi più bassi ha percepito solo l'8,3% del reddito totale. Un dato che rinnova il problema della distribuzione delle risorse che in Italia risulta poco omogeneo, come abbiamo visto anche nel recente rapporto della Banca d'Italia, secondo cui 10% delle famiglie più ricche detiene il 45% della ricchezza prodottaBanca
d'Italia, secondo cui 10% delle famiglie più ricche detiene il 45%
della ricchezza prodotta.


I COMMENTI DEI CONSUMATORI
Il Codacons sottolinea come i dati Istat certifichino come un terzo della popolazione sia a rischio povertà. L'associazione ha poi criticato il Governo che dopo la social cardsocial
card, che peraltro ha aiutato solamente la metà delle persone che l'esecutivo si proponeva di aiutare, non ha più fatto nulla.
Critica anche Federconsumatori, secondo cui la situazione delle famiglie nel 2010 è ulteriormente peggiorata con la disoccupazione che ha raggiunto l'8,5%la
disoccupazione che ha raggiunto l'8,5% e il monte ore di cassa integrazione che ha superato il miliardomonte
ore di cassa integrazione che ha superato il miliardo. Grave risulta poi, ricorda l'associazione, la situazione della disoccupazione giovanile che ha superato il 25%disoccupazione
giovanile che ha superato il 25% e dei pignoramenti immobiliari cresciuti del l 31,8% rispetto al 2009.

pignoramenti
immobiliari cresciuti del l 31,8% rispetto al 2009.

  [Via: IstatIstat ]


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