Giovedi, 24 Maggio 2018

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ISTAT: CALA LA PRODUTTIVITÀ SOPRATTUTTO AL NORD, MENTRE IL CENTRO HA RETTO L'IMPATTO DELLA CRISI


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L'Istat ha pubblicato oggi le stime a livello regionale dei principali aggregati economici del 2009, come il prodotto interno lordo, le unità di lavoro, il valore aggiunto, i redditi da lavoro dipendente e la spesa per consumi finali delle famiglie. A livello nazionale il Pil nel 2009, nel pieno della crisi economia si è ridotto del 5%, mentre il Pil per abitante a prezzi di mercato, ovvero il rapporto tra il Pil e il numero di residenti è sceso del 3,7%. Il calo maggiore a livello territoriale della produttività è stata registrata nel Nord-Ovest, con il Pil che si è ridotto del 6% e il Pil per abitante del 4,6%. Segue il Nord-Est con una diminuzione del Pil del 5,6% e del Pil per abitante del 4,5%. Risultati migliori, anche se pur sempre negativi per le Regioni del Centro e del Mezzogiorno dove il Pil è calato rispettivamente del 3,9% e del 4,3%, mentre il Pil per abitante ha subito una variazione negativa del 2,9% (Centro) e del 2,7% (Sud). In sintesi si è riscontrata una contrazione maggiore nelle zone d'Italia storicamente più dinamiche dal punto di vista economico. Il Pil per abitante a livello assoluto continua comunque ad essere sensibilmente maggiore nel Centro- Nord, rispetto al Mezzogiorno. L'Istat riporta un valore per abitante di 30036 euro nel Nord-Ovest, di 29746 euro nel Nord-Est, di 28204 euro nel Centro, contro i 17324 euro del Mezzogiorno.


NORD OVEST
Il Nord Ovest è risultata nel 2009 l'area dove la crisi economica ha fatto sentire maggiormente i propri effetti. La flessione del Pil va imputata soprattutto al calo industriale, che ha subito una diminuzione del valore aggiunto del 14,9%, contro il -2,8% dei servizi e il -0,6% del settore agricolo. Le regioni che hanno manifestato il calo maggiore sono state Lombardia e Piemonte con, rispettivamente un calo del Pil del 6,3% e del 6,2%, ed un calo del Pil per abitante del 5% e del 4,6%.
A livello occupazionale l'input di lavoro in termini di unità lavorative annue diminuisce del 3,1%, contro una media nazionale del 2,6%, soprattutto in Lombardia e Piemonte che fanno registrare una diminuzione del 3,1% e del 3,6%. Cala anche la produttività del lavoro, che in Lombardia fa segnare una flessione del 3,8% e in Piemonte del 3,3%.
La Spesa delle famiglie cala dell'1,7% nell'intero Nord-ovest, ma è maggiore ancora una volta in Lombardia (-1,9%) , mentre risulta inferiore in Piemonte (-1,5%). I redditi dal lavoro dipendente invece fanno segnare una crescita dell'1,8% nella media dell'area


NORD EST
Anche in quest'area si è assistito nel 2009 ad un forte calo del valore aggiunto del settore industriale, in diminuzione del 13,5%, contro una flessione del 2,6% del settore dei servizi e una crescita dello 0,5% del comparto agricolo. Il settore industriale fa registrare performance particolarmente negative in Veneto (-14,1%), Emilia Romagna (- 13,7%) e Friuli Venezia Giulia (-13,4%). per quanto riguarda il Pil per abitante la flessione più consistente è stata registrata in Veneto ed Emilia Romagna, con una riduzione del 4,9%.
L'area ha mostrato un calo delle unità di lavoro, nel 2009, pari al 2,5%, mentre la produttività del lavoro diminuisce del 3,7%, contro un dato nazionale del 2,9%. I redditi da lavoro dipendente registrano una dinamica positiva maggiore alla media nazionale di un decimo di punto, ovvero pari a 2,2%, contro 2,1%. Sul fronte dei consumi la spesa delle famiglie cala in media dell'1%, con il Veneto a mostrare il dato peggiore (-1,8%) e il Friuli Venezia Giulia quello migliore (-0,1%). I dati migliori dell'intera Area sia in termini di Pil per abitante che per quanto riguarda le dinamiche occupazionali si sono registrate nella Provincia Autonoma di Bolzano.


CENTRO
Come riportato anche dal “Rapporto sulle Economie Territoriali “ dell'Ufficio Studi di Confcommercio-Imprese per l’ItaliaRapporto
sulle Economie Territoriali “ dell'Ufficio Studi di
Confcommercio-Imprese per l’Italia, le regioni del Centro risultano essere quelle che più hanno retto l'impatto della crisi economica.


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Il calo del Pil (-3,9%) registrato nel 2009, è il risultato di un brusco calo del settore agricolo (-7,3%) pari a più del doppio della media nazionale (-3,1%) , alla riduzione del 10,5% del valore aggiunto industriale e del 2,4% di quello dei servizi. Il Lazio risulta essere la regione del Centro Italia con i dati migliori, con un calo del 3,3% del Pil, mentre l'Umbria quella peggiore con una diminuzione pari al 5,9%. Il Pil per abitante cala nella media della zona del 2,9%, contro un dato nazionale del 3,9%, con Lazio e Toscana che registrano le migliori performance, con rispettivamente una riduzione del 2,6% e del 2,8%. L'imput di lavoro diminuisce dell'1,8%, contro una media nazionale del 2,6%, e la produttività del 2,5%, rispetto al 2,9% registrato della media italiana.
In riferimento alla spesa delle famiglie per consumi finali, risulta ancora il Lazio a segnare il risultato meno negativo con un -1,2%, rispetto al 2,1% dell'intera ripartizione. Infine I redditi dal lavoro dipendente invece fanno segnare una crescita dell'1,9% nella media dell'area


MEZZOGIORNO
Il calo del Pil del Meridione (-4,3%) è la sintesi delle performance negative di industria (-11,9%), agricoltura (-4,7%) e servizi (-2,6%). Tra le regioni più colpite troviamo Abruzzo e Campania con una contrazione del Pil pari rispettivamente al 6,9% e al 5,2%, soprattutto imputabili al crollo del valore aggiunto dell'industria (-14% e -13,8%). L'Abruzzo fa registrare anche un calo nel settore dei servizi quasi doppio rispetto alla media territoriale (-4,6% contro -2,6%), anche a causa delle conseguenze del Terremoto registrato proprio nel 2009.Il Pil per abitante fa registrare una diminuzione del 2,7%, contro il 3,7% nazionale, mentre la spesa delle famiglie diminuisce del 2,8%.
Sul fronte del lavoro diminuiscono le unità di lavoro del 3% e cala la produttività dell'1,6%, che però risulta in tutte le regioni del Mezzogiorno meno negativa della media nazionale (-2,9%).
Infine i redditi dal lavoro dipendente invece fanno segnare una crescita del 2,6% nella media dell'area.

[Via: IstatIstat ]

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