Mercoledi, 12 Dicembre 2018

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ISTAT: NEI PRIMI 9 MESI DEL 2010 IL POTERE D'ACQUISTO DELLE FAMIGLIE È CALATO DELL'1,2%


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Nel terzo trimestre 2010 la propensione al risparmio delle famiglie italiane, ovvero il rapporto tra il risparmio lordo e il reddito disponibile, è stata pari al 12,1%, in diminuzione di 0,7 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e dello 0,9% rispetto al terzo trimestre dello scorso anno. A rivelarlo è l'Istat nel consueto rapporto trimestrale sugli indicatori che riguardano le famiglie consumatrici, delle famiglie produttrici (imprese individuali, società semplici fino a cinque addetti e liberi professionisti) e delle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie.
Nello specifico il reddito disponibile delle famiglie, rileva l'Istat, non risulta in calo rispetto al trimestre precedente, mentre la spesa per consumi ha registrato un aumento dello 0,8%. Su base annua il reddito disponibile delle famiglie risulta in aumento dell'1,4% a fronte di un incremento del 2,4% della spesa delle famiglie per consumi finali. Ciò nonostante il potere d'acquisto delle famiglie è diminuito dello 0,5% sia rispetto al trimestre scorsopotere
d'acquisto delle famiglie è diminuito dello 0,5% sia rispetto al
trimestre scorso che al corrispondente trimestre dello scorso anno. Complessivamente nei primi 9 mesi del 2010 le famiglie hanno subito una riduzione del potere d'acquisto dell'1,2% su base annua, continuando il trend negativo dell'anno precedente (sebbene in misura attenuata) quando la perdita di potere d'acquisto era stata del 3,2% (sul dato 2008).
Sul fronte del tasso di investimento, ovvero del il rapporto tra gli investimenti fissi lordi, (es acquisto di abitazioni o investimenti strumentali in piccole imprese) e il reddito disponibile lordo, l'Istat registra un aumento dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e di 0,3 punti percentuali su base annua.
La quota di profitto delle società non finanziarie si è attestata al 41,7%, nel terzo trimestre 2010, in aumento di 0,4 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. In crescita anche il risultato lordo di gestione, che fa registrare un +2,8%. Il tasso di investimento delle società non finanziarie è stato pari al 23,4% , in aumento di un decimo di punto percentuale rispetto al secondo trimestre 2010, ma dell'1,4% su base annua. Particolarmente marcata, è secondo l'Istat, la ripresa dell'attività di investimento delle società non finanziarie, in quanto su base annua risulta un aumento degli investimenti fissi lordi 9,8%


I COMMENTI DELLE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI
Per Federconsumatori e Adusbef i dati Istat risultano fortemente sottostimati, visto che secondo quanto rilevato dall'Osservatorio Nazionale Federconsumatori i redditi delle famiglie sono calati, dal 2007 ad oggi, del 9,6%. La situazione, secondo le associazioni non migliorerà nel 2011, a causa dei rincari attesi e porterà ad una crescita del Pil inferiore all'1%.
Il Codacons esprime preoccupazione sui dati presentati dall'Istat, soprattutto perchè è dal 2002 che i redditi reali delle famiglie stanno scendendo ininterrottamente in picchiata, senza che nessuno li difenda e li tuteli dall'inflazione.


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L'associazione si chiede, giustamente a nostro giudizio, quale potrà essere il futuro delle famiglie quando i prezzi ricominceranno a salire, se pure in una situazione di prezzi stabili si è assistito ad un calo del reddito disponibile.
Le famiglie continua l'associazione, devono intaccare i risparmi per arrivare alla fine del mese e non a caso la propensione al risparmio delle famiglie, rilevata dall'Istat ha raggiunto il livello più basso dal 2000.
Secondo Adiconsum, infine, il 2011 rischia di essere ancora pesante del 2010 in termini di potere d’acquisto delle famiglie in considerazione dell’aumento dei prezzi all’ingrosso nel settore alimentare, della rilevante speculazione che sta avvenendo sulle materie prime, nonché delle variazioni delle tariffe dei servizi quali assicurazioni, carburanti, gas metano e trasporti dei pendolari. L'associazione chiede a Governo e Parlamento misure a sostegno delle famiglie a partire dall’abbattimento della fiscalità e dal rifinanziamento dei fondi sociali a favore della famiglie e all'Abi di prorogare il Piano Famiglie sulla sospensione della rate dei mutui.

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Famiglie sulla sospensione della rate dei mutui.
[Via: IstatIstat ]

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