Venerdi, 28 Luglio 2017

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Italia Nel 2065: una Nazione Fatta di Anziani e Immigrati


Anziani, Istat,

L’Italia non è “un Paese per vecchi” ma forse lo diventerà. Questa è una delle prime considerazioni che viene in mente quando si leggono i risultati del Rapporto Istat sulle previsioni demografiche. Vi siete mai chiesti come sarà l’Italia tra 50 anni? Quante volte gli anziani raccontano di modi di vivere che non esistono più e che sembrano lontani anni luce, pur essendo in realtà appartenenti solo ad un paio di generazioni fa. Cosa racconteremo noi ai nostri nipoti o pronipoti?

NEL 2065 UN TERZO DELLA POPOLAZIONE SARÀ OVER 65 ANNI
Il calo delle nascite e l’innalzamento dell'aspettativa di vita sono alla base della previsione per cui, nel 2065, un terzo della popolazione italiana avrà più di 65 anni.  

 E purtroppo, visti anche i tagli sulle pensioni, raddoppierà anche il loro “indice di dipendenza” dai giovani (tale valore è infatti intuitivamente direttamente proporzionale al rapporto tra gli over 65 e la popolazione attiva). Una delle prime conseguenze è che la forza lavoro disponibile scenderà sotto al 55 per cento: dal 65,7% odierno si scenderà al 54,7% del 2065. Saranno peraltro sempre più numerose le donne che, a seguito della gravidanza, abbandoneranno il posto di lavoro per seguire il figlio. Di fronte a questo virtuale balzo nel futuro, guidati da Enrico Giovannini, non si può non rimanere perplessi per l’aumento dell’età media della popolazione: se oggi siamo intorno ai 43,5 anni, nel 2059 si raggiungerà il picco di 49,8 anni, valore che poi, nel quinquennio successivo, si assesterà a 49,7. La differenza sarà palpabile: basti pensare che oggigiorno gli over sessantacinquenni sono circa il 20,3% mentre nei prossimi anni la percentuale aumenterà in maniera progressiva fino a sfiorare il 32% a partire dal 2043.

Diametralmente gli under 14 saranno sempre meno: se oggi si contano circa il 14%, nella prossima generazione non supereranno il 12%. Il fenomeno riguarda tutto lo Stivale ma sarà particolarmente sentito nel Mezzogiorno, dove peraltro si assisterà ad un calo demografico generale (la densità di popolazione che risiederà al Sud e nelle isole è 25% circa). E’ chiaro che un quadro del genere implica conseguenze sociali ed economiche non trascurabili.

 

IMMIGRATI IN ITALIA: TRA CINQUANT’ANNI SARANNO TRIPLICATI
Interessante anche il dato riferito all’immigrazione. In base al Rapporto Istat emerge che gli stranieri residenti in Italia triplicheranno nel giro di cinquant’anni. Si stimano circa 14 milioni di immigrati in tutto lo Stivale, circa 10 milioni in più rispetto a quelli attualmente residenti nella nostra Penisola. Tale pronostico può ovviamente oscillare in base alla politica sull'immigrazione che sarà adottata ma in ogni caso la tendenza sembra costante. E’ chiaro che se gli italiani diminuiscono e gli stranieri aumentano, cambierà anche l'incidenza della popolazione straniera sul totale degli abitanti: dal 7,5% si passerà al 22-24%.
 

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