Mercoledi, 13 Dicembre 2017

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LA RICCHEZZA IN ITALIA È POCO DISTRIBUITA: IL 10% DELLE FAMIGLIE DETIENE IL 45% DEL VALORE PRODOTTO


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In Italia permane una grande differenza nella distribuzione della ricchezza, con il 10% delle famiglie più ricche che detiene il 45% della ricchezza prodotta, mentre la metà più povera delle famiglie italiane detiene solo il 10% della ricchezza totale. Questo il quadro di sintesi che emerge dal rapporto della Banca d'Italia "La ricchezza delle famiglie italiane 2009La
ricchezza delle famiglie italiane 2009". Vediamone ora qualche dato più in dettaglio.
A fine 2009 la ricchezza lorda delle famiglie italiane è stata stimata dalla banca d'Italia in 9448 miliardi di euro, (8600 miliardi netti) pari a circa 350mila euro in media a famiglia. Questo dato rappresenta la somma delle attività reali (abitazioni, terreni) e di quelle finanziarie (azioni, depositi, titoli di stato), al netto delle passività finanziarie (mutui, finanziamenti). Rispetto al 2008 la ricchezza netta delle famiglie è aumentata dell'1,3% in termini reali per effetto dell'aumento delle attività finanziarie dell'1,1% e di quello delle attività reali dello 0,4%. A livello globale invece, la quota di ricchezza netta mondiale (stimata in 160mila miliardi di euro) posseduta dalle famiglie italiane sarebbe, secondo recenti studi, pari al 5,7%. Una quota particolarmente elevata se si considera che l'Italia rappresenta poco oltre il 3% del Pil mondiale e meno dell'1% della popolazione del pianeta. A livello pro-capite l'Italia si colloca nelle prime dieci posizioni tra i Paesi più ricchi del mondo.
Il livello di ricchezza in abitazioni detenuta dalle famiglie è pari a circa 4800 miliardi di euro, in crescita in termini reali dello 0,4% e pari a circa 200mila euro a famiglia. Ricordiamo, in proposito che secondo quanto riportato dall'Agenzia del Territorio nel volume: “Gli Immobili in Italia 2010”Agenzia
del Territorio nel volume: “Gli Immobili in Italia 2010”, il valore della ricchezza residenziale è pari a 6244 miliardi di euro (abitazioni 5931 miliardi di euro + pertinenze 313 miliardi di euro), considerando sia le persone fisiche che quelle giuridiche.
Tra le attività reali la quota relativa alle abitazioni risultava pari a fine 2009 ad oltre l'82% del totale, seguito da circa un 6% rappresentato dalle attività reali dei fabbricati non residenziali, mentre i terreni e gli oggetti di valore ammontano rispettivamente al 4% e al 2% circa.
Per quanto riguarda invece le attività finanziarie, a fine 2009, il 44,2% della ricchezza era detenuto in obbligazioni private, titoli esteri, prestiti alle cooperative, azioni, partecipazioni e fondi comuni di investimento. Il contante, i depositi bancari e il risparmio postale rappresentavano meno di un terzo del complesso delle attività finanziarie (29,8%), mentre la quota investita in titoli pubblici italiani era pari al 5,3% .


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Le riserve tecniche di assicurazione, che rappresentano le somme accantonate dalle assicurazioni e dai fondi pensione per future prestazioni in favore delle famiglie, coprivano il 17,7%, mentre il rimanente 3% era rappresentato dai crediti commerciali e da altri conti attivi.
Come sottolineato sia dall'AbiAbi che dalla Cgia di MestreCgia
di Mestre l'indebitamento privato delle famiglie nel nostro Paese è tra i più bassi a livello internazionale, nonostante secondo la stessa Banca d'Italia i debiti delle famiglie siano cresciuti nell'ultimo anno (luglio 2009- luglio 2010) del 20,8%Banca
d'Italia i debiti delle  famiglie siano cresciuti nell'ultimo anno
(luglio 2009- luglio 2010) del 20,8%.
Nel confronto internazionale le famiglie italiane risultano relativamente poco indebitate, l’ammontare dei debiti, infatti è pari al 78% del reddito disponibile lordo, contro il 100% circa di Germania e Francia ed il 130% di Stati Uniti e Giappone.
Le passività finanziarie delle famiglie italiane sono costituite per la maggior parte dai mutui per l'acquisto dell'abitazione (40,6%), mentre la quota di indebitamento da prestiti è pari al 21,4% e quella per le esigenze di consumo al 12,5%. I debiti commerciali e gli altri conti passivi coprono circa il 21,5%, mentre le riserve tecniche di assicurazione il rimanente 4%.

 

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