Domenica, 20 Agosto 2017

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Le Mamme Italiane Sono le Migliori Al Mondo


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Almeno in qualcosa l’Italia primeggia in positivo: Le mamme. E’ questo il verdetto di Joe Queenan, giornalista del Wall Street Journal. E proprio in un articolo nella pagina della opinioni, l’italo-americano (ebbene sì, è un po’ di parte) afferma che le mamme italiane sono le migliori al mondo. Non è un giudizio campato in aria; dietro c’è una seria (?) riflessione e persino il contributo editoriale di scrittrici che hanno affrontato il tema della maternità e dell’educazione. A partire da varie pubblicazioni, Queenan ha passato in rassegna i vari modelli, in vero tutti ‘etnici’, e ha decretato il vincitore.

Cina: la mamma tigre. Estremamente ‘aggressiva’, come si evince dal nome. Le madri made in China sono molto esigenti, vietano videogiochi e trastulli vari ai bambini, li mettono sotto con lo studio.  

Poi, a diciotto anni, li sbattono fuori di casa. Il risultato sono figli iper-produttivi, talentuosi, ma forse un po’ nevrotici per il poco affetto che gli viene dato. Il modello è stato incoronato dalla giornalista Amy Chua, professoressa di Legge all’Università di Yale.

Stati Uniti: la mamma ansiosa. Non un granché. E’ iperprotettiva, piena di paure ma, allo stesso tempo, pretende che il figlio diventi un genio. La classica mamma sconclusionata che si vede nei film.

Francia: la mamma ‘rilassata’. Da affetto ai suoi figli, ma non rinuncia alla sua femminilità e alla vita sociale. Garantisce ampia libertà alla prole, non è molto protettiva.

Galles: la mamma ‘zitta’. Elogiata in “Come i gallesi hanno inventato la moderna maternità” di Adddwyn Griffin, si distingue per il silenzio d’oro. Non ricorda ai suoi figli quanto sono speciali, centellina l’affetto, ma è presente sempre. Baluardo di educazione, ma senza strafare.

Infine, la mamma italiana. In cosa si contraddistingue le mamme made in Italy da tutte le altre? Innanzitutto, e Queenan tiene a sottolinearlo, preparano ottimi manicaretti. Poi sono quelle che in assoluto danno più affetto. Sono quindi molto premurose. Ma a cosa più importante è che si fanno ‘letteralmente in quattro per i figli’ cercando di garantire loro massima comprensione, massima comodità, la migliore educazione. Anche a scapito di sé stesse.
Ovviamente, Queenan ha stilato questa classifica un po’ per gioco. Lo scherzo, se così si può chiamare, ha però messo in allarme alcune ‘esperte’ in maternità qui in Italia. Anna Chiara Santamaria, autrice del libro “Ma davvero” (che parla proprio di mamme ed educazione) considera l’articolo del Wall Street Journal come una dimostrazione del vincolo culturale che ancora limita le donne italiane: “Questa idealizzazione del ruolo della madre da noi è diventato bagaglio culturale ed emotivo pesante da gestire. Le giovani madri vorrebbero tornare al lavoro, leggere qualche libro o continuare a uscire la sera senza essere giudicate o sentirsi in colpa”. Silvia Vegetti, psicologa e autrice di molti saggi sul tema, critica l’impostazione di Quenan: “E’ un modello datato. L’identità materna si sta ridefinendo anche da noi. Le donne stanno uscendo dal calco ideale cattolico, rifiutano una figura tradizionale e santificata”.
 
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