Mercoledi, 24 Gennaio 2018

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Social Card: Presto le Ricariche Saranno Legate Al Costo di Residenza


social card, carta acquisti, povertà

Fin dal suo debutto nel 2008, la social card non ha mancato di suscitare polemiche e tra chi la definiva uno strumento inadeguato e chi criticava lo stanziamento economico mensile come troppo esiguo. La realtà è che nell'ultimo triennio le condizioni economiche dell'Italia e delle famiglie sono peggiorate, con l'Istat che rileva che più di una famiglia su dieci è in stato di povertà (l'11,1%) e la Caritas che rilancia sostenendo che le stime ufficiali sono decisamente sottostimate, in quanto in Italia i poveri sono più di 8 milioni.

Qualunque sia il dato corretto, è chiaro che in Italia esiste un problema povertà che sta diventando sempre più serio, per cui qualsiasi misura che vada ad alleviare, seppur minimamente, la pressione delle famiglie più bisognose non può che essere ben accetta, social card inclusa. Detto questo si rileva che anche a distanza di anni  la social card non smette di suscitare polemiche, soprattutto in vista delle modifiche previste dalla nuova sperimentazione. Infatti, a breve in 12 Comuni con più di 250 mila abitanti, cioè Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Venezia, Verona, dovrebbe partire una sperimentazione che prevede una ricarica mensile della social card non più uniforme, ma variabile.

Nello specifico le famiglie bisognose avranno a disposizione una ricarica mensile che varia dai 40 ai 137 euro, in base a parametri quali la città di residenza del beneficiario e il numero di componenti del nucleo familiare.
Le polemiche nascono soprattutto dalla decisione di voler legare la ricarica della social card al costo di residenza, per il fatto che a ricevere le ricariche maggiori sarebbero i cittadini bisognosi delle regioni del Nord, dove il costo della vita è più elevato, mentre il maggior numero di famiglie povere si registra al Sud. Per tentare di uscire da questo inghippo (senza troppi risultati per la verità), i tecnici del Ministero del Lavoro hanno pensato di destinare maggiori risorse per le ricariche, alle città del Sud, dove quindi ci saranno più social card rispetto al Nord ma di valore inferiore. Sui 50 milioni di euro previsti per la sperimentazione, circa un quinto dovrebbero essere destinati alle famiglie bisognose di Napoli, nove milioni andranno a Roma, sei a Palermo, 5 a Milano, 3 a Bari e Catania.

Inoltre tra le novità è previsto un maggior coinvolgimento degli enti caritativi che con l'ausilio dei Comuni dovranno individuare i beneficiari a cui assegnare le carte acquisti che, lo ricordiamo sono destinate a cittadini italiani e comunitari e agli stranieri in possesso del permesso di soggiorno da almeno cinque anni. Per quanto riguarda i requisiti reddituali per aver diritto alla social card, ilSole24ore sottolinea, che i beneficiari dovranno avere un Isee inferiore o uguale a 3 mila euro e non avere diritto ad altri benefici economici concessi dalle Istituzioni pubbliche di valore superiore ai 500 euro mensili. Inoltre saranno privilegiati nella concessione della social card i senza tetto, le famiglie numerose e i nuclei familiari monogenitoriali con figli minorenni.

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