Sabato, 25 Novembre 2017

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Quanto Dichiarano i Contribuenti Soggetti Agli Studi di Settore


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C'è un'Italia in crisi a causa della contrazione dei redditi e del mercato del lavoro e un'Italia in crisi nera, da parecchio tempo, ovvero quella dei professionisti e dei lavoratori autonomi, quantomeno stando ai redditi dichiarati. Il dipartimento delle finanze ha, infatti, pubblicato i dati relativi alle dichiarazioni fiscali 2011 (anno d'imposta 2010) dei contribuenti soggetti agli studi di settore. Si tratta di quasi 3,5 milioni di contribuenti, i cui redditi sono cresciuti dell'1% rispetto al dato 2009.
L'aumento maggiore dei compensi/ricavi dichiarati si è avuto nel manifatturiero (+1,9%), seguono le attività professionali (+1,7%) e i servizi (+1%), mentre i dati del commercio sono rimasti stabili.
Sul fronte del reddito abbiamo un valore di 27.300 euro per le persone fisiche (+3,9%), 37.500 euro per le società di persone (+4,3%) e 31.600 per le società di capitali ed enti (+19,7%).

Tra i professionisti che dichiarano di più, in quanto a redditi annui troviamo i notai con 318 mila euro (+2,4% rispetto all'anno precedente), seguono i farmacisti con 110 mila euro (in linea con le dichiarazioni 2010) e gli studi medici con 69.820 euro (+2,2%). Ma se fin qui nulla di strano, soprattutto considerato la necessità di queste professioni e la scarsa concorrenza a cui sono sottoposte (specie per notai e farmacisti), ci sono come sempre risultati che fanno storcere il naso.

Come ad esempio i redditi dichiarati da titolari di bar (16.800 euro medio annuo), quelli dei ristoratori (14.300 euro) e dei titolari di autosaloni (14.800 euro). I gioiellieri arrivano a 17 mila euro, 7 mila euro in più dei titolari degli istituti di bellezza (6.500 euro), mentre i pellicciai, i negozi di abbigliamento e le tintorie dichiarano rispettivamente 12.200 euro, 8.600 euro e 9.700 euro. E a chi queste cifre provocano reazioni più forti di una semplice smorfia, va ricordato che l'anno precedente le dichiarazioni di questi contribuenti erano decisamente più basse. Ad esempio gli istituiti di bellezza dichiaravano 5.300 euro, i negozi di abbigliamento 7.700 euro, i pellicciai 8.800 euro.
Ma non tutti i redditi dono cresciuti, infatti i compensi dichiarati da commercialisti ed esperti contabili sono calati da 65.900 a 61.300 euro, quelli degli avvocati da 66.100 a 57.600, ma senza entrare nel dettaglio sono calati i redditi anche di architetti, pasticceri, negozianti di giocattoli e macellai.
Ricordiamo in chiusura che quelli pubblicati sono i redditi medi dichiarati, che tuttavia sono inferiori a quelli dei contribuenti congrui, ovvero quelli che dichiarano ricavi almeno pari a quanto previsto dal Ministero delle Finanze attraverso gli studi di settore.
La Cgia di Mestre ha analizzato i redditi dei contribuenti congrui (con più di 30 mila euro di ricavi) scoprendo che il reddito medio degli istituti di bellezza sale per i contribuenti congrui a 11.390 euro, quello dei sarti passa da 8.170 a 18.300 euro, quello dei negozi di abbigliamento da 8.600 a 18.660. Il reddito dei taxisti sale da 14.750 a 19.200, quello degli albergatori da 14.690 a 25.950 euro e quello dei bar da 16.780 a 22.380.
 
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