Sabato, 25 Novembre 2017

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Fisco

Società in Fallimento: Dall'Inizio Della Crisi Sono Aumentate Del 61%

società, fallimenti aziendali, fiscoQuesta volta è il fisco a fotografare la crisi economica, e lo ha fatto ‘puntando l’obbiettivo’ su un soggetto spesso trascurato, ma purtroppo in continua crescita: le società in fallimento. I dati, diffusi dal Dipartimento delle Finanze pubbliche, sono impietosi: dal 2008 (anno in cui la crisi è atterrata sull’economia reale in Europa) sono aumentate del 61,7% le società che hanno dichiarato all’Ires lo stato di fallimento. Analogamente, sono aumentate del 52,8% le società estinte.
Una delle cause del numero così elevato di fallimenti è lo scandaloso fenomeno dei ritardi nei pagamenti da parte dello Stato. A denunciare il fatto è la Cgia di Mestre che fornisce un dato davvero allarmante: nel 2011, il 31% delle società in fallimento ha avuto come causa principale l’impossibilità di riscuotere i crediti dallo Stato.  

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Lotta All’Evasione Fiscale: Necessari Dati Certi e Redistribuzione Del Reddito Riscosso

evasione fiscale, equità, Agenzia delle EntrateAlessandro Penati è docente alla facoltà di Scienze bancarie e finanziarie alla Cattolica di Milano. Dalle pagine di Repubblica, nei giorni scorsi, ha diffuso le sue idee per contrastare l’evasione fiscale.
L’ideale a cui mira Alessandro Penati è quello rappresentato dagli Stati Uniti e dalla Gran Bretagna. Negli Usa l’evasione fiscale corrisponde al 15% del gettito che spetterebbe allo Stato, in Gran Bretagna all’8%. In Italia – ed è già un primo ostacolo – è impossibile calcolare percentuali precise. Questo perché a reperire i dati certi sulla situazione fiscale sono una marea di ricerche e di studi occasionali, ma nessun rapporto ufficiale e unico, che esca magari una volta all’anno e che illustri il cosiddetto tax gap: la differenza tra le entrate effettive del fisco e quelle che invece dovrebbero verificarsi.

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I Redditi Dichiarati Dalle Varie Professioni in Base Agli Studi di Settore

Studi di settore, dichiarazioni dei redditi, professioniOgni volta che in Italia escono le statistiche relative ai redditi dichiarati dagli italiani si capisce perchè siamo un Paese in crisi, perchè all'indubbia contrazione del reddito disponibile si associano diverse professioni che non garantiscono un reddito dignitoso a chi le svolge né alle loro famiglie. Abbiamo già visto come secondo le dichiarazioni Irpef due terzi dei contribuenti dichiarino un reddito inferiore ai 20 mila euro e oltre 10 milioni paghino zero irpef (anno 2008-2009), oggi vogliamo approfondire il tema degli studi di settore , secondo i dati diffusi dal Dipartimento delle FinanzeDipartimento delle Finanze, relativi all'anno d'imposta 2009.
In generale i contribuenti soggetti agli studi di settore sono circa 3,5 milioni, in calo nel 2009 di 7 decimi di punto percentuale anche per la scelta di molti di passare al “vecchio” regime dei minimi che non è soggetto agli studi di settore.

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Evasione Fiscale: la Classifica di Chi Evade di Più in Italia

registratore di cassa, scontrini, evasione fiscaleIn questi ultimi giorni è montata la polemica sull'evasione fiscale di esercizi commerciali e professionisti, bollati come nemici giurati dello scontrino o della ricevuta. In rete, sono nati diversi siti (come ad esempio tassa.li e evasori.info) e gruppi sui social network che si propongono di segnalare in modo più o meno preciso (senza citare i nomi) i professionisti, i lavoratori autonomi e gli esercizi commerciali che non rilasciano ricevute fiscali. Ovviamente l'evasione fiscale va combattuta in ogni sua forma, per cui ben vengano iniziative spontanee di cittadini come quelle nate in rete, o i controlli mirati di Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza. Tuttavia è bene sapere che la voce relativa all'imponibile evaso di lavoratori autonomi e piccole imprese è una delle meno pesanti, seppur in ogni caso significativa, nella classifica dell'evasione fiscale in Italia.

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La Mancata Crescita Ci Costa Quasi il Triplo Dell’Esplosione Del Debito Pubblico

crescita, pil, manovra correttiva, debito pubblicoIl 2011 italiano è stato un anno all'insegna della crisi che, soprattutto nel secondo semestre dell'anno, è diventata molto seria, imponendo una rettifica dei conti tramite la manovra finanziaria estiva, l'elezione di un Governo Tecnico e una nuova Manovra correttiva conosciuta come Salva Italia. Mentre si attende una fase due da parte del Governo Monti, dedicata alla crescita (cd “Cresci-Italia”), si registra come la crisi del debito coinvolga ancora pesantemente il nostro Paese e che il prossimo biennio sarà particolarmente duro anche sul fronte lavorativo e dei consumi. Allo stato attuale la correzione dei conti attuata dalle diverse manovre si è fatta sentire e si farà sentire soprattutto sulle tasche dei cittadini, in quanto la componente relativa alla tassazione è stata superiore a quella dedicata ai tagli della spesa (che comunque hanno effetti indiretti anche sui cittadini) e alle misure di rilancio economico.

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