Sabato, 26 Maggio 2018

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Evasione Fiscale: Scatta il Reato Penale per chi Non Paga le Tasse


evasione fiscale, reato penale

Una delle critiche più ricorrenti che i cittadini hanno rivolto alla manovra Monti, oltre alla tassazione eccessiva e alla riforma delle pensioni, riguarda la poca incisività nei confronti della lotta all’evasione fiscale. In realtà da questo punto di vista non mancano interventi importanti: ne ha parlato il viceministro all'Economia, Vittorio Grilli presentando nel dettaglio l’articolo 11 del decreto Salva-Italia.
La novità più evidente è che, a partire dal prossimo gennaio, l’evasione fiscale diventerà un reato penale. Attualmente infatti la normativa italiana prevede esclusivamente l’applicazione di ammende amministrative in caso di mancato pagamento delle tasse (se non per particolari e rare forme di evasione che superavano certe soglie di imponibile evaso, per le quali era previsto anche il carcere ndr).

La lotta all’evasione fiscale non punta solo ai maxi evasori ma parte dal piccolo. Come cambierà la nostra vita quotidiana? Prima di tutto è stata abbassata da 2500 euro a 1000 euro la soglia di tracciabilità al di sopra della quale non sono ammessi pagamenti in contanti. Ciò significa che molte prestazioni potranno essere pagate solo con carta di credito, bancomat o assegni.

Saranno inoltre attuati una serie di controlli sui movimenti bancari e i contribuenti, tramite gli intermediari finanziari (siano essi banche, poste o assicurazioni), saranno sottoposti alla richiesta di informativa tramite indagini finanziarie obbligatorie. In particolare è previsto l’obbligo per tutti gli operatori finanziari di comunicare all’anagrafe tributaria ogni tipo di rapporto in atto con il contribuente. Comunicare informazioni false per occultare tentativi di evasione fiscale, costituisce un reato punibile penalmente. Sarà un provvedimento emanato dall’agenzia delle entrate a stabilire modalità e contenuti della comunicazione.
L’ammontare minimo della sanzione prevista è di 3 mila euro. Una misura identica a quella che colpirà i professionisti e i contabili che non dichiareranno alle autorità competenti, eventuali pagamenti in contanti sopra i 1000 euro, dei propri clienti. In caso di violazione delle norme anti riciclaggio la sanzione prevede un pagamento che va dall’1 al 40% della somma trasferita per importi compresi tra i 1000 e i 50 mila euro. In caso di importi superiori invece la sanzione minima viene quintuplicata ( la soglia minima è quindi del 5 per cento).
Quel che resta invariata è invece la legittimazione attiva per l’autorizzazione alle indagini finanziarie: la competenza per l’applicazione delle presunzioni necessarie è della Direzione regionale delle entrate o del comando regionale della guardia di finanza.
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