Domenica, 18 Agosto 2019

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IL CANONE RAI È LA TASSA PIÙ EVASA, NON LO PAGA IL 41% DELLE FAMIGLIE E IL 96% DELLE IMPRESE


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Nei giorni scorsi il Ministro per lo Sviluppo Economico, Paolo Romani, ha avanzato la proposta di estendere l'obbligo di pagamento del canone Rai a tutti coloro che sono titolari di un contratto di fornitura elettrica, siano essi famiglie o pubblici esercizi. Secondo il Ministro è ragionevole supporre, infatti, che se uno ha l'elettricità ha anche l'apparecchio tv, seguendo in pratica l'adagio: “dove c'è fumo, c'è arrosto”. Chi è titolare di un contratto di fornitura elettrica ma non ha la televisione dovrà dimostrarlo e in quel caso sarà esentato dal pagamento del canone Rai. L'idea del Ministro è già stata inserita in un provvedimento e potrebbe essere annessa al prossimo decreto Milleproroghe. L'obiettivo del provvedimento è quello di ridurre l'evasione sul canone Rai, visto che secondo il Ministro 3 italiani su 10 che dovrebbero pagare il canone non lo fanno. Un secondo obiettivo del Ministro è quello di abbassare il canone, visto che la metà delle nuove risorse incassate andrà alla riduzione dell'abbonamento. Come è intuibile la proposta ha suscitato numerose reazioni tra chi è favorevole al provvedimento, come Adiconsum e chi la ritiene inutile, perchè sostanzialmente aggirabile come il Codacons. Quello che è certo è che agli italiani pagare il canone Rai, proprio non piace. Secondo uno studio condotto da KRLS Network of Business Ethics, per conto dell’Associazione Contribuenti Italiani, infatti, il Canone Rai è la tassa più evasa dagli italiani.
Dalla ricerca è emerso che la tassa concessione televisiva (Canone Rai) è evasa dal 41% delle famiglie, con punte che arrivano fino all'87% in regioni come Campania, Calabria e Sicilia, mentre quella delle imprese si attesta intorno al 96%.


L'EVASIONE DI FAMIGLIE E IMPRESE
L'associazione spiega che in Italia esistono due canoni: quello ordinario, dovuto dalle famiglie e quello speciale a carico di imprese, lavoratori autonomi, enti pubblici non economici ed enti privati. Il primo è dovuto per il possesso di "apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle radioaudizioni, mentre il secondo si paga anche per il possesso di computers, monitors e altri apparecchi multimediali. L'evasione del canone Rai da parte delle famiglie è quasi raddoppiata negli ultimi cinque anni, passando dal 22% del 2005 al 41% del 2010, contro una media europea dell'8%. Tra i maggiori evasori, rileva Contribuenti.it, vi sono le famiglie residenti nelle provincie di Caserta, Ragusa e Catanzaro, dove l'evasione sfiora il 90% delle famiglie, mentre, dall'altra parte le provincie più virtuose sono quelle di Aosta, Ferrara e Pisa dove l'evasione è pari al 12%.
Ma l'evasione maggiore si riscontra nell'ambito delle imprese. Secondo la ricerca in Italia esistono circa 4,5 milioni di imprese di cui il 98% collegata con Internet con almeno un computer, per cui almeno 4,4 milioni dovrebbero pagare il canone speciale. Tuttavia secondo i dati pubblicati dalla Rai, risulta che i canoni speciali riscossi sono meno di 180 mila, col risultato che almeno 4,2 milioni di imprese non pagano il canone Rai (pari al 96% del totale). Se queste imprese pagassero il canone speciale di 195,31 euro, nelle casse della Rai entrerebbero ulteriori 820 milioni di euro. Se poi si considerassero anche i lavoratori autonomi, i circoli, le associazioni e tutti gli altri soggetti speciali che dovrebbero pagare il canone speciale, si arriverebbe a superare il miliardo di euro l'anno. Tra i maggiori evasori figurano le imprese con sede nelle provincie di Milano, Venezia, Torino e Roma con percentuali del 98%, mentre le percentuali più “basse” di imprese che evadono il canone si trovano ad Aosta, Napoli, Pescara e Firenze con il 92%.


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I MOTIVI DELL'EVASIONE
Secondo l'Associazione il 36% delle famiglie non paga il canone Rai perché c'è la pubblicità sulla tv pubblica, il 31% per la scarsità di scarsità dei controlli e la percezione che chi evade non viene punito, il 24% per la scarsità qualità dei programmi e la troppa presenza della politica e il 9% perché non ha soldi. Mentre per quanto riguarda le imprese l'83% evade perché l’Amministrazione finanziaria, durante le verifiche fiscali non richiede le attestazioni del pagamento del canone, ne’ lo sanziona. Nel commentare questo ultimo dato, il presidente dell’Associazione Contribuenti Italiani, Vittorio Carlomagno, ha definito come incredibile il fatto che l'amministrazione finanziaria si dimentichi di richiedere il pagamento della tassa di concessione governativa durante le verifiche generali, pur avendo la delega all’accertamento.


CANONI DELLA TV PUBBLICA A CONFRONTO
In chiusura segnaliamo che nonostante la credenza comune in Italia il canone Rai per le famiglie (109 euro) non è tra i più alti d'Europa. Secondo i dati presentati dall'Associazione Contribuenti Italiani, infatti, il record del canone più elevato appartiene all'Islanda con 346 euro, seguita dalla Svezia con 210 euro, dalla Finlandia con 208,5 euro, dalla Germania con 206 euro, dall’Inghilterra con 176 euro e dalla Francia con 116 euro. Si segnala però come in Paesi come la Spagna, il Portogallo, l'Olanda e l'Ungheria , il canone della Tv pubblica sia a costo zero per gli utenti.

  [Via: Contribuenti.itContribuenti.it ]


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