Mercoledi, 17 Luglio 2019

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La Burocrazia Costa ad Ogni Piccola e Media Impresa 5269 Euro l'Anno


burocrazia, piccola media impresa, costi amministrativi

In una vecchio articolo riportammo i dati di un'indagine dell'Agenzia delle Entrate secondo cui la burocrazia in Italia, alle piccole e medie imprese, quelle cioè con meno di 250 dipendenti costa circa 2029 euro l'anno. Una cifra decisamente alta che costituisce un grande ostacolo all'attività d'impresa, tanto che secondo la legge Taglia-oneri amministrativi (art. 25 del dl 112/2008.) entro il 2012 tale cifra si sarebbe dovuta ridurre di un quarto. Non sappiamo bene che fine abbia fatto questa promessa, che poi risultava essere il frutto di un accordo europeo, visto che la burocrazia nonostante qualche sforbiciata (come ad esempio il decreto sviluppo) continua a rappresentare un fardello per le imprese italiane. Nello specifico il rapporto Paying Taxes, redatto da Banca Mondiale in collaborazione con PWC, sia nell'edizione 2011 che in quella 2012 ha riscontrato che le imprese italiane (non solo quelle medio piccole) impiegano 285 ore l'anno a causa della burocrazia, soprattutto a causa delle tasse sul lavoro che richiedono 214 ore. 

Un risultato che ci pone al 127° posto nel mondo, dietro Antigua e Serbia.
Tornando alle piccole e medie imprese anche la Cgia di Mestre ha voluto calcolare il peso della burocrazia per le imprese con meno di 250 dipendenti, scoprendo che ciascuna subisce un onere annuo di 5.269 euro. Ora non sappiamo se i parametri della Cgia e quelli dell'Agenzia delle Entrate siano stati gli stessi, tuttavia ci limitiamo a registrare che, comunque la si metta, il peso in termine di tempo e di costi per le PMI è tutt'altro che basso e quantomeno non in diminuzione.
L'inefficienza della Pubblica Amministrazione, spiega il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi, “si abbatte in maniera più decisa sulle piccole e micro imprese che su quelle medio grandi”. Questo perchè queste sono più strutturate e possono affrontare con minori difficoltà e con costi più contenuti, gli adempimenti fiscali richiesti dalla legislazione italiana.

Sebbene ciò non sposti di una virgola il fulcro della questione che vede nella troppa burocrazia un limite per l'attività di impresa in generale e un disincentivo per attrarre investimenti esteri.
Tornando ai dati, anche la Cgia, concorda con il fatto che il settore che incide maggiormente sui tempi e sui bilanci delle PMI è quello del lavoro e della previdenza. La tenuta dei libri paga, le comunicazioni legate alle assunzioni o alle cessazioni di lavoro, le denunce dei dati retributivi e contributivi da fare mensilmente e l'ammontare delle retribuzioni e delle autoliquidazioni incidono mediamente per 2.270 euro ad impresa (il 43,1% del totale).
778 euro ad impresa ( il 14,8% del totale) è invece il costo per impresa della burocrazia relativa alle tematiche ambientali che comprende tra le voci maggiori di “costo” le autorizzazioni per lo scarico delle acque reflue, la documentazione per l’impatto acustico, la tenuta dei registri dei rifiuti e le autorizzazioni per le emissioni in atmosfera. Altri 629 euro (11,9% del totale) sono ricollegabili ai costi amministrativi che ciascun impresa deve sostenere per far fronte agli adempimenti in materia fiscale ( esempio dichiarazioni dei sostituti di imposta, comunicazioni periodiche ed annuali etc).
Tra gli altri costi amministrativi la Cgia ha individuato quelli relativi alla privacy che pesano per 500 euro ad impresa (il 9,5%), quelli per la sicurezza sul lavoro (351 euro ad impresa, 6,7%), quelli per la prevenzione incendi (322 euro; 6,1%), quelli relativi agli appalti (277 euro; 5,3%), e quelli connessi alla tutela del paesaggio e dei beni culturali (142 euro; 2,7%).

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