Sabato, 25 Novembre 2017

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La Mancata Crescita Ci Costa Quasi il Triplo Dell’Esplosione Del Debito Pubblico


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Il 2011 italiano è stato un anno all'insegna della crisi che, soprattutto nel secondo semestre dell'anno, è diventata molto seria, imponendo una rettifica dei conti tramite la manovra finanziaria estiva, l'elezione di un Governo Tecnico e una nuova Manovra correttiva conosciuta come Salva Italia. Mentre si attende una fase due da parte del Governo Monti, dedicata alla crescita (cd “Cresci-Italia”), si registra come la crisi del debito coinvolga ancora pesantemente il nostro Paese e che il prossimo biennio sarà particolarmente duro anche sul fronte lavorativo e dei consumi. Allo stato attuale la correzione dei conti attuata dalle diverse manovre si è fatta sentire e si farà sentire soprattutto sulle tasche dei cittadini, in quanto la componente relativa alla tassazione è stata superiore a quella dedicata ai tagli della spesa (che comunque hanno effetti indiretti anche sui cittadini) e alle misure di rilancio economico.

Un interessante indagine sul peso delle manovra è stata recentemente pubblicata da Eutenke.Info ed è disponibile a questo indirizzoquesto indirizzo.
 Cominciamo col dire che già da quest'anno l'insieme delle manovre 2011 determina una correzione dei conti di 48,344 miliardi di euro, che diventeranno 78,575 miliardi nel 2013 e 81,218 miliardi nel 2014. Di questa cifra il 37,32%, pari a 30,311 miliardi è composto da tagli alle spese, mentre il rimanente 62,68% (50,907 miliardi) da nuove entrate. L'anno appena cominciato sarà quello più sbilanciato verso la tassazione con il 79,54% della correzione dei conti (38,455 miliardi di euro) rappresentato da introduzione di nuove imposte (o dall'incremento di quelle già esistenti), mentre solo il 20,46% (9,889 miliardi) è costituito da tagli alla spesa.
Analizzando le misure messe in atto dai due governi, l'indagine sottolinea che il 73,62% della correzione dei conti complessiva (al 2014) è stata varata dal Governo Berlusconi (pari a 59,794 miliardi di euro) , mentre il restante 26,38% dall'attuale Governo Monti (21,424 miliardi ) .

Scendendo ancora più nello specifico il Governo Berlusconi ha contribuito alla parte costituita dai tagli di spesa per il 69,21% (20,978 miliardi) e a quella degli incrementi di imposte per il 76,25% (38,816 miliardi), mentre il Governo Monti ha contribuito per il 30,79% ai tagli alla spesa (9,333 miliardi) e per il 24,75% agli incrementi di imposte (12,091 miliardi).
Gli effetti delle manovra porteranno ad un aumento sensibile della pressione fiscale, visto anche la mancata crescita del Pil dovuta alla recessione. In concreto quest'anno si dovrebbe arrivare al 45,09% rispetto ad una pressione fiscale attesa del 42,71% al luglio 2011 (+2,39 punti percentuali), mentre, nel 2013 l'aumento sarà di 3,10 punti percentuali per una pressione fiscale attesa che arriverà al 45,66% e nel 2014 si scenderà al 45,52%.
Infine, spiega l'indagine, degli 81,218 miliardi di euro di correzione complessiva (al 2014) solo 49,436 miliardi di tradurranno in azzeramento del deficit e produzione di avanzo di bilancio. Ciò significa che per poter incidere sul disavanzo/avanzo per meno di 50 miliardi siamo costretti, a causa dei maggiori oneri dovuti dall'aumento del costo debito pubblico e alla mancata crescita, a varare manovra per oltre 80 miliardi. In concreto i maggiori oneri derivanti dall'aumento del costo del debito sono cresciuti di 8,042 miliardi di euro, rispetto alle stime della scorsa estate, mentre le minori entrate a causa della mancata crescita sono quantificate in 22,837 miliardi. Ciò significa, conclude il rapporto che “La mancata crescita economica costa quasi il triplo dell’esplosione del costo del debito pubblico”.
 
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