Mercoledi, 22 Maggio 2019

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Pressione Fiscale al 53%: Prioritaria una Riduzione Delle Tasse e Della Spesa Pubblica


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“Basta con un fisco lunare fatto da 62.500 norme tributarie, che ci fa spendere oltre diciotto miliardi per gli adempimenti e che ad un titolare di partita IVA costa 4.945 euro all’anno, rispetto ai 1.320 dei francesi, ai 1.290 dei britannici ed ai 1.180 dei tedeschi.” Queste sono alcune delle parole che hanno caratterizzato la relazione annuale del presidente, di ConfesercentiConfesercenti, Marco Venturi. Una relazione piuttosto dura nei confronti della politica in generale e della manovra del governo. Vediamone qualche spunto.
Secondo Venturi, In Italia siamo campioni della complessità e perfino in un campo dove non brilliamo di certo, quello dell'innovazione è ostacolato, visto che su ogno brevetto pesano tre tasse. Sarà forse anche per questo che in Italia si registra il 26,6% di brevetti in meno rispetto alla media europearegistra il 26,6% di brevetti in meno rispetto alla media europea . Ma le tasse caratterizzano in pieno la vita degli italiani visto che: “le paghiamo per raccogliere i funghi, per sposarci, sulle suppliche, sui funerali e chi è contrario alle centrali nucleari le finanzia già attraverso la bolletta elettrica”. Per Confesercenti la priorità deve essere quella di abbassare la pressione fiscale, quella effettiva che sfiora il 53%sfiora
il 53% e ci piazza sul podio dell'area Ocse, cercando di compensare le minori entrate con la riduzione della spesa pubblica. In proposito Venturi, sottolinea che, sono sono sessant’anni che si fa politica con la spesa pubblica ed: “è arrivata l’ora del redde rationem”. É necessario interrompere questo sistema che finisce sempre con le mani nelle tasche dei contribuenti.
Critiche piovono anche nei riguardi della recente manovra finanziariamanovra
finanziaria, che pur risultano corposa si presenta soprattutto come una promessa, ad esempio per quanto riguarda tagli ai costi della politica (regioni e province) che partiranno dal 2013 e l'abolizione dell'Irap che, secondo Venturi, “vivrà una lunga agonia”. In più l’IVA subirà una revisione graduale, mentre sulla sanità invece che porre in essere una riduzione degli sprechi, si aumentano i ticket per i contribuenti.
Nella manovra finanziaria inoltre, non vi è traccia, di riduzione della pressione fiscale, che è prevista stabile fino al 2014. Dubbi anche sulla riforma delle aliquote, visto che appare vaga, e sostiene Confesercenti, ci lascia nell'incertezza totale: “ perché non sappiamo quali saranno i nuovi scaglioni, che fine faranno le detrazioni e quali saranno le deduzioni”. In proposito ricordiamo che secondo la Cgia di Mestre, con le Tre Aliquote previste dalla riforma fiscale vi saranno risparmi tangibili solo per il 4% dei contribuenti più ricchirisparmi
tangibili solo per il 4% dei contribuenti più ricchi. Secondo Venturi lo Stato è poi svelto ad incassare e troppo lento quanto deve rimborsare.


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Obiettivo della riforma deve essere allora quello di lasciare più risorse nelle casse delle imprese e nelle tasche dei dipendenti e dei pensionati, unico modo, per : “rilanciare gli investimenti e far ripartire i consumi” Le caratteristiche di una riforma utile devono essere proprie queste riduzione del prelievo e sostegno verso chi crea lavoro e ricchezza per il Paese. Ricchezza che, secondo Venturi non viene creata con il libero orario delle aperture dei negozi (previsto in manovra per le zone turistiche), perchè un tale provvedimento finisce solo col favorire le grandi strutture commerciali. Per Confesercenti tale misura costituisce un percorso che finirà per bruciare occupazione, autonoma e dipendente, e favorire un ulteriore impoverimento del tessuto urbano, con inevitabili conseguenze sul turismo. Mentre le richieste dell'associazione nei confronti del governo consistono in un poker d'assi, fatto di: IVA, risorse, promozione e stagionalità.

 

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