Mercoledi, 24 Luglio 2019

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STUDI DI SETTORE: NONOSTANTE I CORRETTIVI ANTICRISI MOLTI LAVORATORI AUTONOMI HANNO PAGATO PIÙ TASSE


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Abbiamo visto ieri che nel decreto Milleproroghe approvato dal consiglio dei Ministridecreto
Milleproroghe approvato dal consiglio dei Ministri è stata inserita la proroga al 2011 e al 2012 dei termini di approvazione al 31 dicembre degli studi di settore da utilizzare per la gestione di ricavi e compensi. Di studi di settore si è occupato anche l'ufficio studi della Cgia di Mestre che ha analizzato il tema delle revisioni apportate dall'amministrazione finanziaria agli studi di settore riferiti alla dichiarazione dei redditi 2010. In concreto l'elaborazione dell'associazione ha riguardato 10 studi di settore su un totale di 69 studi  interessati dalle revisioni del fisco del 2009.
Dall'analisi dei dati emerge come, secondo l'associazione, nonostante l'introduzione dei correttivi anticrisi e della loro regionalizzazione, molti lavoratori autonomi, soggetti agli studi di settore, hanno pagato più tasse rispetto all'anno precedente. Per il segretario dell'Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi, il fisco ha dimostrato ancora una volta insensibilità di fronte alle difficoltà conclamate dei piccoli imprenditori. Infatti, nonostante la crisi abbia tagliato nell'ultimo biennio il valore aggiunto medio delle imprese del 5,8%ultimo biennio il valore
aggiunto medio delle imprese del 5,8% , molte aziende hanno pagato 2500-2700 euro in più di tasse rispetto alla dichiarazione dei redditi 2009. Si tratta nello specifico delle aziende che vendono prodotti informatici (soprattutto hardware) che sia al nord, che al centro che al sud hanno subito un aggravio del peso delle tasse di 2.773 euro (+6,6%) rispetto alle dichiarazione dei redditi del 2009. Anche le aziende specializzate nella confezione di prodotti non alimentari di tutto il territorio nazionale, sono risultate molto colpite dalla revisione, con un aumento del peso delle tasse di 2529 euro (+4,9%) in più rispetto alla dichiarazione precedente.
Aumenti rilevanti nel peso fiscale sono stati sostenuti dai commercianti di detersivi (825 euro in più di tasse su tutto il territorio nazionale, +1,9%) e dalle ferramenta e dai venditori di articoli per la casa del nord che hanno versato quasi 569,4 euro (+0,8%) in più dell'anno precedente.

 


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Più contenuti invece gli aumenti subiti dai laboratori conciai del Nord che hanno registrato una maggiorazione del carico fiscale di 62,4 euro (+0,4%).
Secondo l'Associazione non per tutti i lavoratori autonomi la situazione è peggiorata, infatti in molti settori interessati dall'introduzione dei correttivi anticrisi, si è registrata una diminuzione del carico fiscale. Tra questi si segnalano soprattutto coloro che operano nella riparazione dei trattori agricoli, dei prodotti elettronici audio e video e in quella degli elettrodomestici. Riduzioni del carico fiscale sono state registrate anche nel settore della vendita dei prodotti per il giardinaggio e l'agricoltura e in quello dei calzolai.
Per Giuseppe Bortolussi, però non è da escludere che con la revisione dello scorso anno almeno un 20-25% delle imprese interessate abbia pagato di più, nonostante le misure anticrisi. L'associazione chiede però più attenzione alle Commissioni preposte affinché sia realizzato un monitoraggio serio sugli effetti delle future nuove revisioni.

  [Via: CgiaCgia ]


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