Mercoledi, 24 Luglio 2019

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Risparmio e Ambiente: Enea Vara il Modello Simbiosi Industriale


Green economy, risparmio, ambiente

Risparmio e rispetto per l’ambiente. Sono queste le due bandiere che L’ENEA (Ente per le Nuove tecnologie l’Energia e l’Ambiente), istituto che da sempre promuove una svolta in senso ambientalistico nel modo di concepire l’economia, sta cercando di portare avanti. Come? Varando un modello di governance e di business in grado di integrare risparmio e rispetto per l’ambiente. Il modello in questione prende il nome di Simbiosi Industriale. Già da queste semplici parole si intuiscono le caratteristiche di fondo del modello. Esso consiste nell’integrare un’azienda ad un'altra e nella condivisione di alcune attività produttive. In particolare le aziende che applicheranno questo modello condivideranno le risorse (in modo da diminuire gli sprechi) e condivideranno anche i materiali di scarto, in modo da risparmiare sullo smaltimento degli stessi.  

Roberto Morabito, responsabile dell’Unità Tecnica Tecnologie Ambientali dell’Enea ha parlato nei seguenti termini dell’ultima invenzione dell’istituto: “La simbiosi industriale può essere considerata tra gli strumenti più innovativi che oggi si possono mettere in campo sui percorsi della green economy e dello sviluppo economico sostenibile”. Il modello ha abbandonato da tempo i contorni dell’astrattezza e si è imposto, almeno nelle sperimentazioni, come risorsa concreta per abbattere la crisi economica. Simbiosi Industriale, infatti, è stato provato sul campo, nella fattispecie in Sicilia, dove ha preso il nome di “Ecoinnovazione Sicilia”. Sono stati registrati ottimi risultati e si è creata la prima piattaforma italiana di condivisione costi e risorse.

Ma a chi è diretto il modello? Principalmente alle aziende che operano nella green economy, tradizionalmente più agili e, soprattutto, interessate alle istanze ambientaliste. Questa tipologia di aziende ricopre un ruolo importantissimo nell’economia, soprattutto in prospettiva futura. Cionondimeno, le società della Green Economy soffrono il morso della crisi proprio come le altre e rischiano quindi di soccombere. Il Commissario dell’Agenzia, Giacomo Lelli, ha confidato di nutrire grande fiducia nel ‘sogno verde’, ossia nella diffusione delle istanze ambientalistiche nel maggior numero possibile degli strati della società. “Il tema della green economy, non deve essere associato solo ad alcuni settori dell’economia ma deve essere inteso come un nuovo sistema socio-economico che si realizza con strumenti e tecnologie innovative”. Giacomo Melli considera il modello Simbiosi Industriale come il veicolo per percorrere la via del nuovo, per completare questa fase di transizione.
La prospettiva diventa incalzante se si pensa che i paesi emergenti (quelli che spingono per scalzare le economie dell’Occidente) sono quasi già oltre la fase di transizione. La Green Economy (Cina esclusa) ha già attecchito in quella parte di mondo, da noi di meno. Questo particolare è importante, visto che ad essa è associata da alcuni una crescita economica non indifferente. Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente al Parlamento, si è trovato d’accordo con Giacomo Lelli: “L’Europa non può ripartire sulla base dell’economia convenzionale, deve puntare su parametri sostenibili innovativi che le economie emergenti già hanno”.
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