Martedi, 17 Luglio 2018

Back RISPARMIO ENERGETICO Categorie Green Economy l'Italia Frena le Rinnovabili per Puntare Sul Petrolio

l'Italia Frena le Rinnovabili per Puntare Sul Petrolio


petrolio, rinnovabili, trivelle

La pubblicazione del quinto conto energia e del nuovo decreto sulle rinnovabili hnno scatenato grosse polemiche tra gli addetti ai lavori e tra le associazioni ambientaliste, in quanto si è accusato il Governo di voler mettere un freno allo sviluppo delle rinnovabili, specie per ciò che riguarda il solare fotovoltaico. Settore, quello delle rinnovabili che è uno dei pochi ad essere cresciuto (grazie anche agli incentivi) in questi anni di crisi. Il Governo da par suo annuncia di voler preseguire a sviluppare le rinnovabili, ma di fatto, da un lato taglia gli incentivi e dall'altra sembra avere in mente una strategia energetica diversa. Il Ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, ha infatti annunciato che l'Italia possiede ingenti riserve di gas e petrolio, tali da soddisfare il 20% dei consumi nazionali dal 10% attuale.

Perciò via libera alle trivelle alla ricerca dell'oro nero e del gas, con la prospettiva di creare 25 mila posti di lavoro, generare 15 miliardi di euro di investimenti, ridurre la bolletta per le importazioni di energia di 6 miliardi, aumentare il Pil di mezzo punto e il gettito fiscale locale e nazionale di 2,5 miliardi di euro. Insomma per il Ministro dello Sviluppo Economico le trivellazioni sono un'opportunità per il Paese a patto che sia adeguata la nostra normativa di autorizzazione e concessione, in quanto richiede passaggi autorizzativi lunghissimi ed è più restrittiva rispetto alle normative europee.

Insomma bisogna fornire qualche agevolazione ai petrolieri. In realtà, stando a quanto riporta il WWFWWF, in Italia la vita per i petrolieri non è poi così male, visto che: “su 136 concessioni di coltivazione in terra di idrocarburi liquidi e gassosi attive in Italia nel 2010, solo 21 hanno pagato le royalty alle amministrazioni pubbliche italiane,su 70 coltivazioni a mare, solo 28 le hanno pagate. Su 59 società che nel 2010 operano in Italia solo 5 pagano le royalty” Insomma non proprio un sistema adeguato per creare gettito locale.
Inoltre sottolineava il WWF, il petrolio presente in Italia è di scarsa qualità e localizzato in territori densamente urbanizzati e nei mari, vicino a coste e specchi di acqua marina di alto pregio ambientale. E per concludere l'associazione del Panda metteva in luce che il nostro Paese, al contrario di quanto asserito da Passera è uno di quelli in cui vigono le regole più vantaggiose per le aziende che ricercano ed estraggono idrocarburi.
Sul tema è intervenuta anche LegambienteLegambiente che ha criticato il Ministro Passera per la sua azione di freno contro le rinnovabili, perpetrata attraverso limiti annui sugli investimenti, burocrazia e riduzione degli incentivi, allo scopo di favorire le fonti fossili. L'associazione ha ricordato che la strada (unica) per ridurre le bollette passa proprio per le fonti rinnovabili e per l'efficienza energetica. Ingredienti di una ricetta democratica,  valida per tutto il Paese, a differenza di ciò che accade puntato sull'estrazione di petrolio, attività che permette a pochi di arricchirsi e che danneggia il patrimonio ambientale di tutti.
Inoltre, Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, ha tenuto a precisare che le riserve stimante dal Ministro Passera in 187 milioni di tonnellate, agli attuali tassi di consumo, verrebbero consumate in soli due anni e mezzo, mentre i 25 mila nuovi posti di lavoro, corrispondono alla metà delle persone attualmente impiegate nel settore delle rinnovabili che rischiano (o rischierebbero) il posto con i nuovi decreti in materia di energia pulita. Insomma anche sul fronte occupazionale i vantaggi non sarebbero poi così significativi, soprattutto considerando il fatto che con una seria prospettiva basata sullo sviluppo delle rinnovabili, i nuovi occupati potrebbero arrivare a 250 mila unità.  
 
Attivati subito
RISORSE:

Importo  € Durata mesi
Finalità Anno di nascita  
PrestitiOnlinePrestitiOnline è un servizio di CreditOnline Mediazione Creditizia S.p.A.
P. IVA 06380791001 - Iscrizione Albo Mediatori Creditizi presso Banca d’Italia n°631


blog comments powered by Disqusblog comments powered by Disqus
  • Ecocar

  • Consigli e Guide

  • Ultime Solare

  • Eolico

  • Biomasse

Edilizia

edilizia

Famiglia

famiglia

Lavoro

Lavoro

Incentivi

incentivi

Consumatori

consumatori
Facebook
Twitter
Rss
FriendFeed