Venerdi, 24 Novembre 2017

Green Economy

BANCA MONDIALE: ENTRO 15 ANNI L'ASIA RIUSCIRA' A STABILIZZARE LE PROPRIE EMISSIONI DI GAS

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bancamondialeasia.gifLa Banca Mondiale ha recentemente pubblicato un report nel quale auspica che entro il 2025 le economie asiatiche in rapida crescita riusciranno a stabilizzare le proprie emissioni di gas, raggiungendo dei limiti compatibili con la crescita economica che, si legge nell’analisi della Banca, non verrà comunque inficiata da una maggiore sostenibilità ambientale.
L’istituzione internazionale ha parlato esplicitamente della situazione di Indonesia, Malesia, Filippine, Thailandia e Vietnam, ma a finire nell’occhio delle osservazioni della Banca è stata, ovviamente, soprattutto la Cina. Proprio la Cina, che è attualmente il più grande produttore di energie rinnovabili al mondo, dovrà compiere ulteriori sforzi verso uno sviluppo maggiormente compatibile con il rispetto ambientale, investendo – con le cinque economie sopra ricordate – almeno 80 miliardi di dollari l’anno, pari allo 0,8% del Prodotto Interno Lordo della regione asiatica individuata.
Saranno inoltre necessarie, ricorda la Banca Mondiale, delle azioni molto rapide, perché presto l’ambiente potrebbe non sopportare adeguatamente la forte crescita della popolazione urbana, e l’industrializzazione massiccia. Ma quali le principali mosse da adottare in quest’ottica
green? La Banca Mondiale suggerisce di approntare delle radicali riforme, prevedendo anche degli interventi piuttosto significativi nei prezzi dell’energia.

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LG ELECTRONICS ANNUNCIA INVESTIMENTI NELLA GREEN ECONOMY PER 20 TRILIONI DI WON

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investimentilg.gifLG Electronics, una delle più note società della Corea del Sud, ha annunciato ai media di aver stanziato circa 20 trilioni di won (pari, al cambio attuale, a oltre 11,5 miliardi di sterline) per una serie di investimenti continuativi da svilupparsi entro il 2020 al fine di ridurre le emissioni di gas del 40% rispetto ai livelli riscontrati nel corso del 2009. In termini assoluti, entro la fine del decennio, LG Electronics si impegna annualmente a ridurre di 50 milioni di tonnellate metriche le proprie emissioni di gas.
LG ha anche dichiarato quali saranno le proprie principali linee di intervento: grandi sforzi saranno concentrati sul fronte della produzione di nuovi prodotti a maggiore efficienza energetica e a sfruttamento dell’energia rinnovabile, che peseranno per quasi il 10% del totale dei ricavi del gruppo entro il 2020.
Altro obiettivo è inoltre il miglioramento della linea di prodotti già esistenti, con una maggiore eco-compatibilità dei frigoriferi, delle televisioni, degli impianti di condizionamento e dei rimanenti beni componenti l’ampia gamma di produzione della LG. Quanto recentemente dichiarato dai manager della compagnia non rappresenta altro che l’atteso, ulteriore passo che la società compie nel mondo della green economy, nella quale auspica l’occupazione di una posizione di maggior rilievo in ambito asiatico e mondiale. Poche settimane fa, infatti, la società annunciò di aver formalizzato un’intesa in base alla quale tutti i suoi prodotti dovranno riportare l’avvenuto superamento dei testi di tre autorità indipendenti in materia di certificazioni ambientali, quali la Intertek, la Underwriters Laboratories e la CSA International.

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IL RILANCIO DELL'ECONOMIA: PROSPETTIVE DI SVILUPPO DELLA GREEN ECONOMY IN ITALIA

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greeneconomy010.gifSecondo quanto riferisce un recentissimo studio condotto dalla CGIL, entro il 2020 in Italia potrebbero trovare lavoro circa 60 mila nuove risorse umane impiegate nel settore della green economy, che comprende le attività direttamente e indirettamente collegate allo sfruttamento delle energie rinnovabili.
Il sindacato riferisce infatti in un’analisi diffusa pochi giorni fa che attualmente sono impiegati nel settore circa 100 mila residenti in Italia, sebbene solo 45 mila di questi siano dei lavoratori direttamente occupati nel settore.
Non solo: più nel lungo termine, le potenzialità di accrescimento delle risorse umane impiegabili nel settore della green economy sono ben più elevate dei numeri stimati per il 2020, con un possibile arricchimento di 250 mila nuove unità lavorative nelle aziende nostrane interessate dalle prospettive di sviluppo dell’economia “verde”.
A proposito di green economy, nel corso del decennio i tre rami da sviluppare saranno ancora lo sfruttamento dell’energia fotovoltaica, eolica e da biomasse, cui tuttavia andranno ad aggiungersi investimenti – anche corposi – in attività collaterali e sinergiche. La realizzazione dell’obiettivo stimato dalla CGIL dipenderà tuttavia da una vasta serie di fattori. Molto sarà determinato dalle modalità di realizzazione degli intenti del Pacchetto Clima Energia 20-20-20, con investimenti necessari per supportare lo sviluppo del settore auspicati in circa 15 miliardi di euro annui.
Per quanto riguarda invece il fatturato prodotto dalle industrie della green economy, le stime parlano di ricavi compresi tra i 2,5 e i 5,5 miliardi di euro all’anno per i prossimi 10 anni. Tuttavia, questa significativa entità non sarà probabilmente sufficiente per garantire una piena autonomia del settore: la CGIL ricorda a tal proposito come, al di sotto di fatturati pari a 4 miliardi di euro, sarà presumibilmente necessario un nuovo ricorso a incentivi pubblici.

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