Venerdi, 24 Novembre 2017

Green Economy

Uscire Dalla Crisi: la Ricetta Passa per Rinnovabili ed Innovazione

green economy, energie rinnovabili, innovazioneGreen Italy è il nuovo libro di Ermete Realacci, deputato del Partito Democratico e presidente di Symbola, la Fondazione per le qualità italiane. Il testo indica la strada per uscire dalla crisi, strada caratterizzata dall’economia sostenibile e dall’innovazione. Realacci parte da alcuni dati che gettano luce su una realtà tra le più positive del panorama economico italiano ma troppo spesso ignorata. Tra il 2008 e il 2011, il 25% circa delle imprese italiane ha investito in prodotti o tecnologie a basso impatto ambientale e a maggior risparmio energetico. La percentuale sale al 57,5% se si restringe il campo alle piccole e medie imprese. Queste aziende virtuose lo sono anche sotto il profilo dell’occupazione: il 38% dei posti di lavoro creati nel settore servizi durante il 2011 proviene proprio dalle ‘imprese della green economy’. In cifre, 160 mila posti di lavoro all’anno, per dieci anni.

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La Spesa Ambientale Delle Regioni Italiane

spesa ambientale, tutela ambiente, protezione territorioQualche tempo fa abbiamo visto che secondo la Cgia di Mestre solo l'1,1% delle imposte ambientali pagate dai cittadini e dalle imprese andrebbe effettivamente alla protezione dell'ambiente e del territorio, mentre la parte rimanente va a coprire altri voci di spesa.
Ma quanto spendono le amministrazioni regionali per l'ambiente?
Secondo le classificazioni Eurostat le spese ambientali riferibili alle regioni comprendono le risorse economiche per la salvaguardia dell'ambiente contro l'inquinamento, contro il degrado del territorio e contro i fenomeni di esaurimento delle risorse. Nel 2009 (ultimo anno disponibile) la spesa ambientale complessiva delle amministrazioni regionali è stata di poco superiore agli 85 euro (85,3 euro) per abitante, con un incremento del 20,9% rispetto al 2004. Di questi circa 52 euro pro capite sono destinati a spese ambientali in contro capitale, mentre 33 euro pro capite a spese in conto corrente.

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Il Contributo Delle Rinnovabili Alla Riduzione Dei Costi Degli Obiettivi di Kyoto

protocollo di Kyoto, riduzione emissioni, energie rinnovabiliOggi è l'Anniversario del Protocollo di Kyoto, entrato in vigore il 16 febbraio 2005 e che impone ai Paesi aderenti una riduzione delle emissioni di elementi inquinanti del 5% (almeno) rispetto ai livelli del 1990, nel periodo 2008-2012.
Tra i Paesi aderenti c'è ovviamente anche l'Italia, che ci ricorda il Kyoto Club è riuscita ad accumulare nel quadriennio 2008-2011 un debito di oltre 700 milioni di euro proprio per il mancato raggiungimento degli obiettivi del Protocollo di Kyoto. Il dato potrebbe essere più che dimezzato tenendo conto della quota attribuita all'Italia per le politiche di forestazione. In questo caso si arriverebbe ad un debito intorno ai 300 milioni di euro.
E il dazio da pagare sarebbe stato ancora maggiore se non fosse intervenuta la crisi che ha avuto come unico effetto positivo quello di ridurre i consumi elettrici e le emissioni.

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Classifica Delle Aziende IT Più Amiche Del Clima

Greenpeace, aziende IT, impatto ambientale, energie rinnovabiliNella classifica “How dirty is your data?”, sottolineava come le aziende dell'Information Technology, specie quelle attive in rete, stessero cambiando il mondo ma facessero ben poco per contenere il proprio impatto ambientale. Soprattutto veniva sottolineato come ci fosse uno scarso interesse nell'alimentare le proprie infrastrutture con fonti rinnovabili. Ma Greenpeace tiene sempre sott'occhio le aziende dell'IT, soprattutto quando si parla di Big Company e ha pubblicato oggi l'annuale classifica “Cool IT Leaderboard”, giunta alla quinta edizione. Si tratta di una classifica dallo sguardo più ampio che analizza le aziende dell'Information Techology secondo tre parametri ognuno dei quali ha un peso diverso sul punteggio finale: Soluzioni Climatiche (40 punti su 100), Impatto Energetico (25 punti su 100) e Comportamenti Politici (35 punti su 100).

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Agriturismo: Aumentano le Imprese e i Servizi Offerti. Più di 1 su 3 È Gestito da una Donna

agriturismo, crisi, attività economicaNonostante la crisi l'amore degli italiani per il mondo dell'agriturismo non sembra diminuire, tanto che, secondo quanto rileva l'Istat, le imprese attive nel settore sono aumentatee nel 2010 del 5% rispetto all'anno precedente, (quando la crescita era stata del 2,9% sul 2008) passando da 19 mila a quasi 20 mila attività. Il dato è molto interessante perchè mostra una tendenza crescente del settore che non si è arrestata nemmeno nel periodo più duro della “prima” crisi economica, confermando il settore dell'agriturismo come una risorsa fondamentale della realtà agricola italiana.
Allargando l'orizzonte temporale di riferimento si osserva che tra il 2005 e il 2010 il settore è cresciuto del 30,3% per quanto riguarda il numero di aziende, del 37,7% relativamente agli agroristori e del 31,1% per gli alloggi.

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