Venerdi, 24 Novembre 2017

Green Economy

Protezione Dell'Ambiente: gli Investimenti Delle Imprese Industriali Crescono Ma Rimangono Al 5%

inquinamento, protezione ambiente, imprese, investimentiCresce l'incidenza degli investimenti delle imprese italiane per la protezione dell'ambiente che passa dal 3,8% del 2008 al 5,1% del 2009. Un dato positivo, rilevato dall'Istat che però va inquadrato nel periodo economico di riferimento connesso ad un forte impatto della crisi economica-finanziaria sulle imprese. Ciò ha fatto si che, nel 2009, gli investimenti complessivi delle imprese si contraessero del 16,9%, di qui si spiega in parte l'aumento dell'incidenza degli investimenti dedicati all'ambiente. Dall'altra parte va evidenziato che le imprese nel momento più duro del primo picco della crisi economica, pur in un ottica di riduzione degli investimenti, hanno aumentato del 12% la spesa complessiva per investimenti per la protezione dell'ambiente che è passata dai 1,853 miliardi di euro del 2008 ai 2,075 miliardi dell'anno di riferimento.

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Energie Rinnovabili: l'Unico Limite Allo Sviluppo È la Scarsità Delle Terre Rare

energie rinnovabili, terre rareLo sviluppo delle energie rinnovabili è in pericolo, colpa della scarsità delle Terre Rare. Cosa c’entrano le Terre Rare con l’energie rinnovabili? Moltissimo. La Green Economy sta crescendo parallelamente allo sviluppo di nuove tecnologie per sfruttare al meglio le fonti e raggiungere tassi di produttività paragonabili alle fonti tradizionali (la cosiddetta Grid parity). Queste tecnologie non possono prescindere da alcune sostanze particolari, rare in natura e denominate, per l’appunto, "Terre Rare". Non solo, anche tecnologie che ormai hanno invaso la nostra vita quotidiana si basano su questi elementi chimici. Una lista concisa di questi comprende indio, gallio, tellurio (essenziali per il fotovoltaico), neodimio e disprosio (essenziali per l’eolico).
La geografia delle Terre Rare è squilibrata. In Europa, infatti, sono quasi del tutto assenti.

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Le Lauree Ambientali Triennali Offrono Buone Opportunità di Lavoro e di Inquadramento Professionale

lauree triennali, lavoro, IsfolNei giorni scorsi abbiamo visto come, secondo il Rapporto Green Italy sia forte la richiesta di professioni verdi da parte delle imprese, indicando anche quali sono i profili più ricercati. Oggi torniamo sull'argomento per segnalare che i laureati ambientali, hanno buone chances di trovare un'occupazione dopo il conseguimento del titolo. I dati precisi derivano dalla ricerca dell'Isfol : “Lauree ambientali triennali. Inserimento lavorativo e prosecuzione degli studi”, riportata dall'Adnkronos, in cui vengono analizzate le opportunità lavorative di chi scegli un percorso di studi triennale in ambito ambientale. L'occasione per presentare la ricerca è stata il convegno 'Ripensare lo sviluppo. Ambiente: innovazione, occupazione, partecipazione”, organizzato in occasione dei 25 anni dalla nascita del 'Progetto Ambiente' dell'Isfol, impegnato da anni in attività di ricerca e sperimentazione formativa sulle tematiche dello sviluppo sostenibile.

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Green Economy: È Forte la Richiesta di Professioni Verdi. Ecco i Profili più Ricercati

Green Economy, professioni verdi, lavoroIn un momento così difficile per l'occupazione soprattutto quella giovanile c'è un'area dell'economia che potrebbe riservare buone possibilità di trovare un posto di lavoro, sia ora che nel prossimo futuro. Stiamo parlando della Green Economy e in particolare dei lavori dedicati a questo settore, i cosiddetti Green Jobs, o professioni verdi. A sostenerlo, oltre alle varie associazioni di categoria che promuovono le energie rinnovabili è anche il rapporto Rapporto GreenItaly, curato da Symbola e Unioncamere, del quale abbiamo già visto come un'impresa su quattro punti proprio alla green economy per uscire dal tunnel della crisi e creare occupazione.
Negli ultimi tre anni infatti (2008-2011) il 23,9% delle imprese italiane ha investito o ha pianificato investimenti in tecnologie e prodotti green, coniugando in questo modo, qualità innovazione e sostenibilità.

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Riduzione Emissioni: l'Italia Migliora ma Rimane Al 30° Posto su 58 Paesi

riduzione emissioni, anidride carbonicaÉ stato pubblicato ieri nel corso della Conferenza Onu sul Clima di Durban, il rapporto annuale realizzato da Germanwatch in collaborazione con Climate Action Network Europe e Legambiente per l’Italia, sulle performance climatiche dei maggiori produttori di gas serra.
Sui 58 Paesi presi in considerazione dallo Studio, l'Italia si è conquistata il 30° posto tra i paesi responsabili delle emissioni di gas serra, una piazza non certo di pregio che però migliora il 41° posto raggiunto nella precedente edizione del rapporto.
In testa alla classifica troviamo Svezia, Regno Unito e Germania, che però non rappresentano il podio, in quanto i primi tre posti risultano non assegnati.

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