Giovedi, 18 Ottobre 2018

Back RISPARMIO ENERGETICO Categorie Green Economy Cambiamenti Climatici: le Lobby Che Lottano Contro la Green Economy

Cambiamenti Climatici: le Lobby Che Lottano Contro la Green Economy


clima, cambiamenti climatici, multinazionali

Greenpeace è sempre stata molto attiva e con pochi peli sulla lingua nel cercare di sensibilizzare l'opinione pubblica, segnalando le aziende che con i loro comportamenti mettono più a rischio l'ambiente. Allo stesso modo è sempre stata pronta a riconoscere gli sforzi di chi ha cambiato rotta nelle proprie politiche industriali inserendo innovazioni di processo o di prodotto volte a minimizzare il proprio impatto ambientale. Ora, a pochi giorni dalla conferenza sul clima di Durban, in Sud Africa, Greenpeace ha deciso di pubblicare nel rapporto “Who is holding us back?Who is holding us back?” i nomi di chi si sta opponendo al raggiungimento di accordi internazionali per la salvaguardia del clima.

Si tratta spiega la ONG di multinazionali dell'inquinamento, tra le principali produttrici di Gas serra che traggono profitto da una situazione come quella attuale, senza nuovi impegni che le possano vincolare ad impegni e a costi per riconvertire le proprie azioni. Aziende che pur facendo pressioni per bloccare leggi a salvaguardia dell'impatto ambientale e della riduzione delle emissioni, spesso esprimono pubblicamente la propria preoccupazione verso i cambiamenti climatici, finendo insomma per perseguire un doppio gioco tutto a svantaggio di chi vuole invece che il pianeta respiri e che la Green Economy, con le energie rinnovabili in testa, prenda finalmente piede.
Greenpeace fa i nomi di queste multinazionali, sostenendo che Eskom, BASF, ArcelorMittal, BHP Billiton, Shell e Koch Industries, così come le associazioni del settore delle quali sono membri, sono in prima linea per influenzare i Governi e i processi politici in materia di legislazione sul clima.

Lo scenario tratteggiato da Greenpeace è molto forte in quanto descrive queste aziende e le loro associazioni di categoria impegnate dietro le quinte, per cercare di confondere il pubblico con campagne che negano i cambiamenti climatici, fornendo supporto finanziario ad alcuni gruppi politici che la pensano (o sono pronti a pensarla) come loro e arrivando fino a far assumere i propri uomini in rilevanti posizioni pubbliche.
L'organizzazione non governativa 350.org stima che il 94% dei contributi dell'US Chamber of Commerce (la Camera di Commercio americana), per capirci si parla di cifre che superano i 3 miliardi di dollari, siano stati usati per sostenere quei candidati che negano l'esistenza dei cambiamenti climatici. E tra i più grandi lobbisti compaiono aziende come la Royal Dutch Shell, US Chamber of Commerce, Edison Electric Institute, PG&E, Southern Company, ExxonMobil, Chevron, BP e ConocoPhillips. A queste si aggiungono associazioni di categoria come l'American Petroleum Institute, la Canadian Association of Petroleum Producers, l'Australian Coal Association, l'Energy Intensive User Group in Sud Africa o le associazioni europee dell'acciaio e della chimica come la Cefic, la BusinessEurope e l'Eurofer che hanno preso apertamente posizione contro le misure tese a tagliare le emissioni di gas serra e hanno prodotto campagne a sostegno dell'utilizzo indiscriminato delle fonti fossili di energia.
Tutto questo a discapito di quello che vuole la gente (almeno in Europa), visto che secondo l'ultimo sondaggio dell'Eurobarometro, quasi 8 intervistati su dieci concordano sul fatto che affrontare il cambiamento climatico possa rilanciare l'economia e creare nuovi posti di lavoro. Allo stesso tempo anche Analisi della Commissione Europea testimoniano che sarebbe nell'interesse economico dell'Europa introdurre una legislazione sul clima più rigorosa per quanto riguarda gli obiettivi di riduzione di CO2.
Tuttavia sempre in Europa la richiesta di portare la riduzione dei gas serra dal 20 al 30% entro il 2020 è stato respinta a seguito di forti pressioni da parte dell'industria inquinante. Tutto questo nonostante la stessa Commissione Europea avesse dimostrato i vantaggi economici di un tale ulteriore passo verso la riduzione dei gas serra.
 
Attivati subito
RISORSE:

Importo  € Durata mesi
Finalità Anno di nascita  
PrestitiOnlinePrestitiOnline è un servizio di CreditOnline Mediazione Creditizia S.p.A.
P. IVA 06380791001 - Iscrizione Albo Mediatori Creditizi presso Banca d’Italia n°631



blog comments powered by Disqusblog comments powered by Disqus
  • Ecocar

  • Consigli e Guide

  • Ultime Solare

  • Eolico

  • Biomasse

Edilizia

edilizia

Famiglia

famiglia

Lavoro

Lavoro

Incentivi

incentivi

Consumatori

consumatori
Facebook
Twitter
Rss
FriendFeed