Mercoledi, 24 Gennaio 2018

Back RISPARMIO ENERGETICO Categorie Green Economy I Cambiamenti Climatici Sono Sempre Più Integrati Nel Business Plan Delle Aziende Italiane

I Cambiamenti Climatici Sono Sempre Più Integrati Nel Business Plan Delle Aziende Italiane


business paln, cambiamenti climatici,

Nei giorni scorsi il WWF si è espresso in modo molto netto sul rapporto tra cambiamenti climatici ed eventi estremi, sottolineando che i primi moltiplicano il rischio dei secondi. C'è da chiedersi se, visto che in Italia negli ultimi 80 anni si sono verificate 5400 alluvioni e 11 mila frane, le aziende di casa nostra siano a conoscenza del problema e pongano in essere azioni concrete per combattere le cause dei cambiamenti climatici. La risposta a questo quesito ci è arrivata dal rapporto “Italy 100 Report 2011” realizzato da Carbon Disclosure Project e Accenture, in collaborazione con Banca Monte dei Paschi di Siena.

Secondo quanto emerge dall'indagine le aziende italiane sarebbero molto interessate al problema, tanto che l'82% di quelle intervistate incorpora il cambiamento climatico nel proprio business plan e più di nove su dieci prevedono una riduzione delle proprie emissioni (numero in crescita di oltre 40 punti percentuali rispetto a due anni fa). Anche se attualmente il numero di aziende che sta definendo e implementando obiettivi e iniziative per la riduzione delle emissioni è inferiore, ma in ogni caso rilevante e pari al 67% del campione.

Secondo Diana Guzman, Southern Europe Director, di Carbon Disclosure Project, nel 2011 si è assistito ad un netto incremento (+66%) del numero di aziende che hanno reso noto le proprie strategie sui cambiamenti climatici e la riduzione delle emissioni, tuttavia si potrebbe e forse dovrebbe fare di più sul fronte della trasparenza. Questo perchè la misurazione e la trasparenza portano ad un carbon management migliore e le aziende che si muovono in questa direzione stanno conquistando una posizione di leadership nella comprensione dei rischi e delle opportunità correlate al cambiamenti climatici e alla competizione in un economia con risorse limitate. 
Il rapporto ha poi analizzato in dettaglio le risposte di 35 tra le 100 più grandi aziende italiane per capitalizzazione di borsa, in base a due parametri:
  • la qualità delle informazioni utilizzate per divulgare in modo trasparente le politiche relative alle emissioni (disclosure)
  • la qualità delle iniziative finalizzate alla gestione dei cambiamenti climatici (performance)
Per quanto riguarda il primo parametro i punteggi più alti sono stati raggiunti nei settori “Energy” e “industrial”. Al primo posto troviamo Fiat con un punteggio di 93, seguita de Enel con 89 e da Terna con 87. Completano la Top five Banca Monte dei Paschi di Siena con 86 e Fiat Industrial con 84.
Le aziende che hanno ottenuto le migliori performance nell'indice CPLI (Carbon Performance Leadership Index), che misura la qualità delle iniziative finalizzate alla gestione dei cambiamenti cliamatici (secondo parametro), il rapporto evidenzia Fiat ed Enel con un ranking score di A.
Infine il rapporto definisce con chiarezza che le aziende italiane stanno cambiando visione nei confronti dei cambiamenti climatici, visti non più come, conformità e gestione del rischio, ma anche come un acceleratore delle performance aziendali e della creazione di valore. Il 76% delle imprese del campione ritiene che i rischi associati ai cambiamenti climatici avranno il potenziale per produrre una variazione sostanziale delle attività di business, delle entrate o delle spese. Dall'altra parte il 79% delle aziende ritiene che il cambiamento climatico possa rappresentare un'opportunità per il business, ad esempio con un incremento dei prodotti esistenti o la creazione di nuovi prodotti o servizi.
 
Attivati subito

RISORSE:

 

 

Valore Conto 468 x 60




blog comments powered by Disqusblog comments powered by Disqus
  • Ecocar

  • Consigli e Guide

  • Ultime Solare

  • Eolico

  • Biomasse

Edilizia

edilizia

Famiglia

famiglia

Lavoro

Lavoro

Incentivi

incentivi

Consumatori

consumatori
Facebook
Twitter
Rss
FriendFeed