Mercoledi, 13 Dicembre 2017

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Il Contributo Delle Rinnovabili Alla Riduzione Dei Costi Degli Obiettivi di Kyoto


protocollo di Kyoto, riduzione emissioni, energie rinnovabili

Oggi è l'Anniversario del Protocollo di Kyoto, entrato in vigore il 16 febbraio 2005 e che impone ai Paesi aderenti una riduzione delle emissioni di elementi inquinanti del 5% (almeno) rispetto ai livelli del 1990, nel periodo 2008-2012.
Tra i Paesi aderenti c'è ovviamente anche l'Italia, che ci ricorda il Kyoto Club è riuscita ad accumulare nel quadriennio 2008-2011 un debito di oltre 700 milioni di euro proprio per il mancato raggiungimento degli obiettivi del Protocollo di Kyoto. Il dato potrebbe essere più che dimezzato tenendo conto della quota attribuita all'Italia per le politiche di forestazione. In questo caso si arriverebbe ad un debito intorno ai 300 milioni di euro.
E il dazio da pagare sarebbe stato ancora maggiore se non fosse intervenuta la crisi che ha avuto come unico effetto positivo quello di ridurre i consumi elettrici e le emissioni.

Ma non vanno dimenticati gli apporti alla causa forniti dalle misure di efficienza energetica e dalle energie rinnovabili. Soprattutto le energie rinnovabili hanno permesso nel periodo 2008-2011 di ridurre del 40% la quota di emissioni climalteranti prevista dal protocollo di Kyoto come obiettivo per l'Italia.
In concreto l'obiettivo assegnato all'Italia come media nel periodo 2008-2012 era di 485 Mt CO2 eq (milioni di tonnellate di CO2 equivalenti), ovvero il 6,5% in meno rispetto alle 519 mt del 1990. Nel 2008 le emissioni, spiega il Kyoto Club erano arrivate a 542 Mt, mentre un prima stima del 2011 le colloca a 486 Mt.
Ma in termini economici quanto hanno aiutato le energie rinnovabili a ridurre il debito?

Secondo il contatore del Kyoto ClubKyoto Club, aggiornato in tempo reale, le energie rinnovabili dal primo gennaio 2008 ad oggi hanno contribuito a ridurre di più di 590 milioni di euro i costi di Kyoto. Dall'inizio dell'anno il vantaggio economico dato dalle rinnovabili è stato di 31 milioni, un valore che alla fine dell'anno dovrebbe portare il contributo complessivo delle energie verdi in termini di riduzioni dei costi legati alle emissioni a 800 milioni di euro.
Insomma senza le rinnovabili i cui incentivi vengono continuamente criticati perchè troppo pesanti sulle bollette elettriche (fotovoltaico in primis), fatto peraltro smentito e rismentito più volte, il debito italiano per Kyoto sarebbe stato a fine 2012 di circa 1,5 miliardi di euro.
A proposito di Fotovoltaico, il direttore scientifico del Kyoto Club, Gianni Silvestrini, ha sottolineato che il fotovoltaico è arrivato a sfiorare il 25% dei consumi elettrici del settore domestico e il 6% dei consumi elettrici dell'Italia. Inoltre grazie alla riduzione del prezzo dei moduli di circa il 40% avvenuta negli ultimi di anni, ci si avvicina sempre più verso la famosa grid parity, ovvero il punto in cui l'energia elettrica prodotta dal fotovoltaico avrà lo stesso prezzo dell'energia tradizionale (prodotta con combustibili fossili). Per Silvestrini nel giro dei prossimi 3-4 anni il fotovoltaico avrà raggiunto: “la piena competitività e potrà continuare a crescere senza più incentivi".
 
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