Mercoledi, 17 Ottobre 2018

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La Classifica Dei Brand Con la Maggiore Sostenibilità Ambientale


Toyota, interbrand, sostenibilità ambientale
Toyota, 3M e Siemens sono le tre aziende al vertice della classifica “Best Global Green BrandsBest Global Green Brands” realizzata da Interbrand e in cui vengono messi in fila 50 top brand a presenza globale in base alle politiche adottate in termini di sostenibilità ambientale. L'indagine tiene conto anche dell'aspetto comunicativo delle aziende circa i propri comportamenti "verdi", combinando la percezione pubblica della sostenibilità ambientale con le “prove” delle performance ambientale raggiunte, sulla base dei dati disponibili. Nello specifico questi dati derivano sia dalle stesse società sia da quelli del colosso dell'informazione finanziaria Thomson Reuter che nel proprio ASSET4 misura le performance dei comportamenti sostenibili dal punto di vista ambientale di oltre 3mila società.

Sulla base di queste ipotesi di indagine le aziende che dominano la classifica sono quelle che hanno saputo intervenire in maniera più efficace nelle attività ritenute rilevanti per consumatori e stakeholders, mettendo in atto processi sostenibili e comunicando al meglio i risultati raggiunti. I brands che si sono distinti meglio nel compiere questo duplice compito di azione e comunicazione sono quelli dell'automotive e dell'elettronica di consumo, con in testa ToyotaIl colosso di auto giapponesi domina la classifica grazie allo status di icona della mobilità sostenibile che ha saputo creare con la Prius, divenuta sinonimo di veicolo Ibrido. Positivo è stato anche l'accordo con l'Americana Tesla, che con la roadster ha inventato il concetto si supercar elettrica .

Senza dimenticare la scelta di adottare fin dal 1992 la “Carta della Terra”, una linea programamtica che ha portato la sostenibilità ambientale all'interno del core management di Toyota, permettendo di ridurre i consumi energetici, quelli idrici, le emissioni e la produzione di rifiuti tossici. Per Toyota, sottolinea l'indagine, le percezione dei consumatori supera le performance reali in termini di sostenibilità ambientali (gap -7,64 a favore delle percezioni).
La multinazionale americana 3M si piazza al secondo posto grazie all'introduzione nel 1975 di un politica ambientale che ha portato ad offrire un ampia soluzione di soluzioni verdi. L'importanza posta nei confronti dei comportamenti ambientali è dimostrata anche dalla scelta della Società di legare le performance ambientale a incentivi monetari (e non monetari ) per i dipendenti.
Decisamente positivo ai fini del ranking è poi l'operato del laboratorio di ricerca della società che si è adoperato nel tempo nella sostituzione di polimeri e monomeri a base di petrolio con materiali rinnovabili. Per 3M, spiega l'indagine, la percezione dei consumatori è sostanzialmente in linea con le performance reali in termini di sostenibilità ambientale (gap 0,74).
Chiude il podio la tedesca Siemens che concentrate il proprio programma di “Green Buildings” è riuscita a risparmiare un quota di energia pari a d 23,mila mWh per anno, oltre che una spesa di circa 1,8 milioni di dollari. Inoltre le recenti acquisizioni di aziende che operano nel campo delle energie rinnovabili hanno posto le basi affinchè Siemens rimanga per lungo tempo una società leader del settore. Il 2010 poi si è dimostrato un anno di punta per quanto riguarda la sostenibilità ambientale visto che la società ha lanciato il piano “One Siemens” finalizzato alla creazione di valore sostenibile. All'opposto di Toyota, però Siemens pecca in termini di comunicazione delle proprie attività sostenibili, infatti le performance reali superano le percezioni dei consumatori (gap 6,44).
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UNO SGUARDO RAPIDO ALLA CLASSIFICA
Nel ranking dei 50 top green brands non figura nemmeno una società italiana, mentre sono presenti 18 multinazionali europee, pari al 36% del totale (7 tedesche, 3 francesi, 2 olandesi, 2 inglesi, 1 finlandese, 1 spagnola, 1 svedese ed 1 svizzera). Le Società con sede negli Stati Uniti sono 24 (il 48% del totale), quelle giapponesi 6 (12%), mentre si registra la presenza di 2 società Sud coreane (4%).
Per quanto riguarda i settori di attività spiccano 11 società attive nel settore dell'elettronica, 7 in quello automobilistico, 7 in quello dei servizi finanziari e 6 in quello dei beni di largo consumo.

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