Martedi, 19 Giugno 2018

Back RISPARMIO ENERGETICO Categorie Green Economy L'ITALIA DEL RICICLO: LA CRISI FA CALARE I QUANTITATIVI MA AUMENTANO I TASSI DI RICICLO E L'EXPORT

L'ITALIA DEL RICICLO: LA CRISI FA CALARE I QUANTITATIVI MA AUMENTANO I TASSI DI RICICLO E L'EXPORT


italiadelriciclo2810.gif
http://www.wikio.it
  • Prec.
  • 1 of 2
  • Succ.

Come la maggior parte dei settori economici anche quello del riciclo ha subito una calo in termini assoluti dei quantitativi gestiti, strettamente legato alla flessione della produzione industriale e al calo della domanda di materie prime ricavate dai rifiuti. Nonostante questo lo studio annuale “L'Italia del Riciclo", promosso da FISE Unire (l'Associazione di Confindustria che rappresenta le aziende del recupero rifiuti) e dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, sottolinea come il settore abbia reagito meglio di altri alla contrazione economica, dimostrandosi sempre più un pilastro della Green Economy italiana. Crescono, infatti, i tassi di riciclo di tutte le filiere e aumentano le esportazioni di materiali riciclati, dirette soprattutto verso i Paesi in forte sviluppo economico (soprattutto la Cina) che offrono nuovi sbocchi al settore.
Dall'analisi globale dei sei principali flussi di materiali (rottami ferrosi, alluminio, carta, legno, plastica e vetro) relativa al 2009 rispetto ai dati dell'anno precedente, emerge un calo dei quantitativi trattati è stato di quasi un quarto (24,7%) da 31 a 24 milioni di tonnellate. Tale riduzione è imputabile soprattutto al forte calo dell'industria siderurgica e quindi dell'impiego di rottami ferrosi che è diminuito del 34,4% (-6,7 milioni di tonnellate). L'alluminio avviato al riciclo è calato del 27,9%, la carta del 10%, la plastica del 9,9%, il legno del 4,4% e il vetro del 3,2%.
Contestualmente però sono aumentate le percentuali di riciclo sull'immesso al consumo, tranne per quanto riguarda l'alluminio che ha fatto registrare un calo dell'7,5%. Carta e acciaio invece hanno fatto registrare un aumento delle percentuali di quasi l'80%.
Per quanto riguarda l'alluminio riciclato  l'talia e' seconda solo alla Germania in Europa, e nonostante il calo ha comunque superato l'obiettivo di riciclo 2008. 186 mila le tonnellate di alluminio primario, per un fatturato stimato pari a 410 milioni di euro.
A tal proposito il Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, Edo Ronchi, ha sottolineato come in Italia non esista solo la crisi dei rifiuti di Napoli, ma una diffusa attività di riciclo che, in non pochi settori, risulta essere fra le più avanzate d'Europa. Esistono intere regioni dove la raccolta differenziata arriva a quasi il 50% dei rifiuti e settori come quello degli imballaggi dove si ricicla il 64% dell'immesso al consumo. La media italiana per la raccolta differenziata è però, secondo l'ultimo rapporto Istat (2009), pari a 30,4% di quella totaleIstat
(2009), pari a  30,4% di quella totale.
Fatta eccezione per la carta da macero, però il nostro Paese nello scorso anno ha importato 6 milioni di materiali da destinare al riciclo, registrando un saldo negativo tra l'export e l'import di 6,17 milioni di tonnellate contro i 2,44 milioni di tonnellate dell'anno precedente (-60,5%). Le esportazioni verso i paesi asiatici, Cina in testa, sono stati favorite dai bassi costi di trasporto dei materiali.

 


COLLEGAMENTI SPONSORIZZATI



Anche per questi numeri il Presidente di Unire, Corrado Scapino, ha sottolineato che il settore del recupero dei rifiuti risulta essere un punto di forza dell'economia nazionale, dal punto di vista strategico e di politica industriale. Soprattutto i dati positivi sulla raccolta e i tassi di riciclo avvicinano il riciclo italiano verso i picchi di eccellenza europei. Il vero salto di qualità però deve essere supportato anche da un reale impegno del Governo, soprattutto per quanto riguarda la concorrenza nel mercato tra soggetti pubblici e privati e la semplificazione delle procedure, rendendo conveniente alle imprese l'investimento in tecnologie nel territorio. I rischio è quello di vedere il settore delocalizzato all'estero, così come avviene in altri settori produttivi, soprattutto nelle regioni ad alta crescita economica e a bassi costi di “produzione”/lavoro.
Il rapporto ha sottolineato anche il decollo del sistema di raccolta e avvio al recupero dei rifiuti elettronici (RAEE) che ha fatto registrare una forte crescita passando dalle 126 mila tonnellate del 2008, alle 193mila tonnellate dello scorso anno (+53,2%).
il rapporto completo “L'Italia del Riciclo” è disponibile per il download sul sito della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile

Fondazione
per lo Sviluppo Sostenibile
   


Importo  € Durata mesi
Finalità Anno di nascita  
PrestitiOnlinePrestitiOnline è un servizio di CreditOnline Mediazione Creditizia S.p.A.
P. IVA 06380791001 - Iscrizione Albo Mediatori Creditizi presso Banca d’Italia n°631

RISORSE:

 

 

CREDIT
Si ringrazia l'utente kingdesmond1337kingdesmond1337 di flickr per l'immagine


blog comments powered by Disqusblog comments powered by Disqus
  • Ecocar

  • Consigli e Guide

  • Ultime Solare

  • Eolico

  • Biomasse

Edilizia

edilizia

Famiglia

famiglia

Lavoro

Lavoro

Incentivi

incentivi

Consumatori

consumatori
Facebook
Twitter
Rss
FriendFeed