Venerdi, 17 Agosto 2018

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Raccolta Differenziata: un Comune su Sei Supera il 60%. Bene il Nord, Male le Metropoli


Comuni ricicloni, raccolta differenziata, Legambiente, rifiuti urbani
Sono 1290 i Comuni Italiani che si sono guadagnati per il 2011 l'appellativo di Comuni Ricicloni, assegnato ogni anno da Legambiente ai comuni più virtuosi nella gestione dei rifiuti e della raccolta differenziata. Rispetto allo scorso anno quando i comuni Ricicloni furono 1488, è stato elevato da 50% al 60% il livello di raccolta differenziata necessario per fregiarsi del titolo di Comune riciclone, di qui il calo totale dei promossi. Se si fosse mantenuto lo standard del 2010, i comuni con un livello di raccolta differenziata di almeno il 50% sarebbero pari a 1.738, ovvero il 16,8% in più dello scorso anno.

Tra i comuni premiati nel 2011 ve ne sono poi 731 (il 56,7%) che compaiono nella classifica dei Comuni Ricicloni da tra anni consecutivi, nonostante lo standard di presenza cresca di anno in anno. Per redigere la classifica, Legambiente ha preso in considerazione l'Indice di Buona Gestione dei vari comuni, un “voto” che sintetizza la gestione dei rifiuti urbani secondo molteplici aspetti quali: il recupero di materia, la riduzione del quantitativo di rifiuti prodotti, la sicurezza dello smaltimento e l'efficacia del servizio. Per cui per ottenere una buona posizione in classifica i Comuni devono, oltre che impegnarsi, sul fronte dell'incremento della percentuale di raccolta differenziata, anche nella diminuzione della produzione pro capite totale di rifiuti, all’'incremento della raccolta differenziata dei Rifiuti Urbani Pericolosi (Rup) e alla promozione del compostaggio domestico. A vincere la classifica dei Comuni Rinnovabili 2011 è stato, come lo scorso anno, Ponte nelle Alpi,in provincia di Belluno, ma è comunque il Nord Italia, metropoli escluse. a ben figurare. Le regioni più virtuose sono infatti tutte del Nord, con in testa il Veneto, dove si conta una percentuale del 65,6% di amministrazioni virtuose sul totale dei comuni, seguito a dal Friuli Venezia Giulia con il 34,2% e dal Trentino Alto Adige col 28,3%.

Tra le carte vincenti, sottolinea Legambiente, vi è quella di associarsi in consorzi per ottimizzare tutto il processo di gestione e smaltimento dei rifiuti urbani. Infatti, tra le prime 100 posizioni, sono parecchi i comuni che fanno parte di un consorzio, tra cui 59 veneti e 33 trentini. In proposito, il vice direttore nazionale di Legambiente, Andrea Poggio, ha sottolineato che : “"Il proliferare dei consorzi è la prova che fare sistema nel proprio territorio ha ricadute importanti sull'economia locale e nazionale, alimentando il commercio e il mercato dei materiali di cui si avvalgono migliaia di imprese che riutilizzano la materia prima"”. Senza dimenticare che i Comuni Ricicloni hanno evitato che finissero in discarica quasi 7 milioni di tonnellate di rifiuti, risparmiando all'ambiente anche circa 3 milioni di tonnellate di CO2.

LE GRANDI CITTÀ SI CONFERMANO GRANDI ASSENTI
Tra le grandi città italiane Milano raggiunge il 35% di raccolta differenziata, un valore pari circa a quello di 15 anni fa, sebbene si segnali per l'avvio di un sistema di raccolta dell'umido che sta dando buoni risultati. Torino ha raggiunto il 42% di differenziata, ma in alcuni quartieri dove ha attivato il servizio “porta a porta” ha superato il 60%. Bocciate risultano essere invece Roma, dove la raccolta domiciliare col sistema misto continua a non funzionare e Napoli, che è sempre alla prese con l'emergenza e in attesa che a settembre venga estesa la raccolta porta a porta. Molto positivo è il giudizio su Salerno che insieme a Novara è l'unico capoluogo riciclone con più di 100 mila abitanti.
Per il presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, è proprio nelle metropoli che è urgente investire, iniziando ad estendere la raccolta porta a porta e continuando con la costruzione degli impianti di riciclaggio (a partire dall’organico) e di smaltimento finale, per i rifiuti residuali non altrimenti riciclabili. 

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CREDIT
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