Venerdi, 17 Agosto 2018

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Riciclo Plastica: Buoni i Risultati Raggiunti, Ma Servono Più Informazioni e Incentivi Alle Famiglie


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Negli ultimi tempi ci siamo occupati spesso delle tematiche relative al riciclo dei rifiuti, presentando le performance raggiunte nei vari territori e le percentuali di riciclo raggiunte per le varie tipologie di rifiuti, dal vetro, al legno, passando per raee e plastica.
Per quanto riguarda la plastica, nei giorni scorsi il Codacons ha presentato in collaborazione con Corepla (Consorzio Nazionale per il recupero degli imballaggi in plastica) un'interessante ricercainteressante ricerca incentrata sulle abitudini degli italiani, in fatto di raccolta differenziata e gestione dei rifiuti di plastica. Vediamo alcuni dei punti chiave emersi da questa indagine.
L'opinione dei consumatori sulla plastica è fondamentalmente positiva, ma non senza riserve.

Infatti, se praticamente la totalità degli intervistati ritiene che la plastica rappresenti un fattore di progresso, quattro su dieci sono concordi nel chiedere un maggior servizio di raccolta e il riutilizzo dei manufatti in plastica. Un cittadino su quattro, inoltre sostiene l'opportunità sul piano culturale ed economico dell'utilizzo di materiali alternativi. In ogni caso le bottiglie di plastica rappresentano l'imballaggio più conferito alla raccolta differenziata, forse anche per l'enorme diffusione di bottiglie di plastica nelle nostre case (siamo tra i maggiori consumatori al mondo di acqua in bottiglia).

Sempre per quanto riguarda la raccolta differenziata, l'85% dei consumatori dichiara di farla in modo attivo, ma l'indagine mette in luce pesanti differenze territoriali. Infatti, nel Lazio circa un quarto dei consumatori sostiene di non fare la raccolta differenziata, mentre in Sicilia la percentuale dei non ricicloni sale al 50% del campione, così come in Calabria e in Puglia, dove riferisce l'indagine, si è riscontrata la stessa tendenza. In Abruzzo i consumatori che effettuano la raccolta differenziata sono addirittura in misura minore rispetto a quelli che non la fanno.
Ma il fatto di non fare la raccolta differenziata non è solo un problema di pigrizia, ma anche di mancanza di informazioni. Infatti, rileva l'indagine, un consumatore su cinque lamenta una scarsa informazione sui servizi e sulle tipologie di rifiuti da mettere nella raccolta differenziata.
Anche in questo caso però esistono evidenti differenze territoriali, con regioni virtuose come Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Sardegna, Liguria e Umbria che lamentano il fatto di non sapere cosa differenziare e come farlo, e regioni meno virtuose come Campania, Puglia e Abruzzo dove prevale la risposta: "Non so dove va a finire e quindi non ci credo”. Secondo l'indagine gli italiani sono molto interessati dal conoscere l'intero ciclo della raccolta e del trattamento dei rifiuti, visto che il 47% del campione si domanda che fine fanno i rifiuti.
In Risposta a questi dubbi il presidente di Corepla, Giuseppe Rossi, ha spiegato che ogni rifiuto di plastica viene classificato in base alla sua composizione, in 37 classi diverse. Il procedimento prevede poi che il rifiuto venga lavato due volte e poi messo all'asta per essere venduto alle aziende. Questo procedimento, che, prosegue Rossi, fino ad ora ha portato a vendere tutta la plastica raccolta, ha permesso al Consorzio di raccogliere nel 2010, 615 mila tonnellate di imballaggi di plastica, mentre le stime per il 2011 parlano di una raccolta di circa 650 mila tonnellate. Quantità decisamente rilevanti, che però rappresentano solamente un terzo di tutta la plastica che si immette in consumo.
Per il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, la raccolta differenziata è un processo fondamentale senza la quale : “saremo prima o poi tutti nell'immondizia”. Per incentivare la cultura della raccolta e del riciclo nei cittadini il Codacons propone una forma di incentivazione che permetta alla famiglie che fanno la differenziata di avere uno sconto del 3% sulla TIA e una sorta di punizione per quei comuni che non la fanno, attraverso : “ il blocco delle contribuzioni regionali e statali: un mese di blocco per ogni punto non raggiunto della percentuale della differenziata che si sono posti come obiettivo”
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