Mercoledi, 13 Dicembre 2017

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Rifiuti Urbani: Cala la Produzione Totale ed Aumenta la Quota di Raccolta Differenziata


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Buoni risultati giungono sul fronte della produzione dei rifiuti urbani che, secondo il “Rapporto Rifiuti Urbani 2011Rapporto
Rifiuti Urbani 2011” dell'Ispra, è calata dell'1%, tra il 2008 e il 2009, attestandosi a circa 32,1 milioni di tonnellate. Il calo nella produzione di rifiuti urbani si è registrato su tutto il territorio nazionale, anche se non in maniera uniforme. Nel Centro Italia, infatti, la riduzione è stata dell'1,6%, segue il Nord con -1,4% e il Mezzogiorno con -0,4%. La riduzione media registrata nel 2009, risulta molto più marcata di quella dell'anno precedente quando il calo della produzione dei rifiuti urbani era stato solo dello 0,2% sul valore del 2007. Questo miglior risultato si spiega in parte con la contrazione di alcuni indicatori economici registrati tra il 2008 e 2009, che sono direttamente correlati alla produzione dei rifiuti urbani, come il Pil, diminuito del 3% e la spesa delle famiglie, calata del 2%. A livello pro capite la produzione di rifiuti è scesa, nello stesso arco di tempo dell'1,6%, per un valore complessivo di circa 532 kg per abitante, 9 kg in meno dell'anno precedente. Rispetto al 2006, fa notare l'Ispra, quando la produzione pro capite di rifiuti aveva raggiunto il valore massimo di 550 kg l'anno, la riduzione è stata di 18 kg per abitante per anno. In questo caso nel 2009 i valori maggiori di produzione di rifiuti pro capite si registrano al Centro con 604 kg per abitante all'anno, contro i 530 kg del Nord e i 493 kg del Sud.
Tra le regioni i valori di produzione dei rifiuti urbani  pro capite più alti si sono registrati in Emilia Romagna con 666 kg per abitante l'anno, che precede la Toscana (663 kg),la Valle d’Aosta (621 kg) e Liguria (605 kg). Dall'altra parte la produzione di rifiuti pro capite minore spetta a quattro regioni del Mezzogiorno con in testa la Basilicata con 382 kg di rifiuti per abitante l'anno, seguita dal Molise (426 kg), dalla Campania (467 kg) e dalla Calabria (470 kg). Sul fronte della raccolta differenziata, il rapporto sottolinea che anche nel 2009 è continuato il trend di crescita registrato negli anni precedenti e che si è raggiunto un livello di differenziata pari al 33,6% della produzione totale di rifiuti, contro il 30,6% del 2008. Buoni i risultati del Mezzogiorno che pur non brillando in assoluto come performance di raccolta differenziata, ha aumentato la quota dei rifiuti urbani raccolti in modo differenziato, tra il 2008 ed il 2009, del 29,4% (+ 450 mila tonnellate). Segue il Centro con una crescita del 6,9% (+115 mila tonnellate di rifiuti) e il Nord con il 4,2% (+280 mila tonnellate).



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Se si passa dall'analisi della crescita ai valori assoluti si scopre che al Nord il valore della raccolta differenziata supera le 7 milioni di tonnellate, contro le 2 milioni di tonnellate del Sud e le circa 1,8 milioni del Centro. Nel 2009 la media nazionale di raccolta differenziata pro capite ha raggiunto i 179 kg per abitante all’anno, con valori più alti al Nord (circa 255 kg abitanti) e sotto la media sia al Centro (150 kg) che al Sud (94 kg). A livello regionale le regioni con le più alte percentuali di raccolta sono il Trentino Alto Adice con il 57,8%, Seguito dal Veneto con il 57,5% e il Friuli Venezia Giulia con il 49,9%. Viceversa quelle con i valori più bassi sono la Sicilia con un livello di raccolta differenziata del 7,3%, seguita dal Molise (10,3%) e dalla Basilicata (11,3%). Tra le regioni del Mezzogiorno paradossalmente, vista la situazione generale dei rifiuti, quella con il più alto valore di raccolta differenziata è la Campania, dove viene differenziato il 29,3% dei rifiuti. Un valore di qualche punto inferiore alla media nazionale, ma quasi doppio, ad esempio rispetto ad una regione come il Lazio, dove il livello di differenziata arriva al 15,1%. Napoli capitale dell'emergenza rifiuti mostra un livello di differenziata pari al 24,4%, un valore nettamente superiore a quello di città come Roma ( 16,1% di differenziata),  e maggiore di quello di Pescara (22,2%) e di Genova (23,2%).

 

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