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Mercoledi, 20 Giugno 2018

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Il Salvadanaio

Tagli Alla Spesa: Dalla Spending Review Scure Sull’Istruzione

tagli alla spesa, spending review, istruzioneSono in vista nuovi tagli alla spesa. La spending review, nata per razionalizzare l’intervento delle istituzioni dal punto di vista finanziario, potrebbe però risolversi nell’ennesima cura dimagrante in stile Tremonti. L’ultimo governo Berlusconi aveva tagliato la spesa in modo lineare, andando a colpire settori nevralgici dello Stato, per giunta essenziali per far ripartire il sistema paese. La scuola, l’università e la ricerca sono state le vittime designate delle manovre precedenti.
La spending review potrebbe rappresentare il colpo di grazia per le università italiane, già costrette a boccheggiare e vivere – quasi – alla giornata. Sono previsti, infatti, 200 milioni di tagli per gli atenei, sottratti dal Fondo Ordinario. Questa cifra va sommata a quella, già apocalittica, di 1,1 miliardi sottratti dal 2008 al 2011. Il dispiacere per i tagli è esacerbato dai finanziamenti, via via sempre più consistenti, alle scuole private.

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Spese Mediche: i Conti in Tasca Alla Sanità italiana

Spese mediche, sanità, costiUltimamente si parla molto di spending review e di tagli agli sprechi: tra le voci che concorrono a formare il debito pubblico però ce ne se sono alcune ritenute intoccabili, tra queste spiccano le spese mediche. E se invece la nostra Sanità spendesse più del dovuto per dispositivi medici, farmaci per uso ospedaliero e servizi regionali? Se fosse possibile risparmiare anche in questo settore? Del resto i numeri forniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità sono chiari: ogni anno in Italia si spendono 2401 euro pro capite per la salute, di questi 1864 € sono a carico dello Stato. Se ne deduce che la spesa sanitaria copre il 10% del Pil.
E’ questa la riflessione da cui prende le mosse l’analisi condotta dall’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici (Avcp).
L’articolo 17 della Legge 111 del 15 luglio 2011 ha imposto all’ Avcp un’analisi volta ad ottenere un’ottimale razionalizzazione delle spese mediche.

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Il Turismo Produce il 6% Del Valore Aggiunto Dell'Italia

turismo italiano, valore aggiunto, economiaDopo aver visto che il turismo italiano è da 8 in pagella, vogliamo oggi vedere in dettaglio il peso del turismo nell'economia italiana. Secondo le stime dell'Istat presentate nel Conto Satellite del Turismo (CST), il valore aggiunto prodotto in Italia delle attività connesse al turismo è stato, nel 2010, pari a 82,833 miliardi di euro, vale a dire pari al 6% del valore aggiunto totale dell'economia.
Il turismo internazionale (turismo inbound) copre il 36,8% del totale della spesa interna per turismo. Nel 2010 i turisti stranieri hanno speso oltre 29 miliardi di euro in Italia, il 63,6% dei quali in alloggio e ristorazione.
Il turismo domestico, invece copre il 63,2% della spesa interna per turismo con circa 50 miliardi di euro. Anche per i turisti italiani la spesa maggiore risulta essere quella per l'alloggio e la ristorazione (52,3%).

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Pubblica Amministrazione: Con l'1% di Efficienza in Più il PIL Aumenta Dello 0,9%

pubblica amministrazione, efficienza, crescita PilLa Pubblica Amministrazione è protagonista, in questi giorni di estate, dell’agenda politica. Si susseguono ipotesi di tagli che preoccupano alcuni partiti e vedono d’accordo altri. Tutto è inserito nella più generale questione della Spending review.
Il ‘caso Pubblica Amministrazione’ va considerato in termini di bilancio finanziario. Vanno trovati in fretta 9 miliardi di euro per scongiurare l’aumento dell’Iva a ottobre, che avrebbe effetti disastrosi sulla già apocalittica situazione dei consumi in Italia.
Tuttavia, entra in gioco anche in fattore di crescita. Se si razionalizza la Pubblica Amministrazione, aumenta il Pil. Efficienza, in questi casi come in molti altri, vuol dire produttività. A dichiararlo è stato nientemeno che Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, che è intervenuto all’assemblea degli industriali pugliesi, tenutasi a inizio luglio. “C'è una stima del centro studi di Confindustria -da cui risulta che una riduzione dell'uno per cento dell'inefficienza della Pubblica Amministrazione porterebbe automaticamente all'incremento dello 0,9% del Pil”.

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Imprenditori Stranieri: Dal 2005 Sono Cresciuti Del 49%

imprenditori stranieri, immigrati, lavoroNegli anni della crisi, il peso economico della popolazione straniera in Italia si è fatto più evidente, con un contributo rilevante sia in termini di occupazione che di creazione di ricchezza. A rivelarlo è uno studio della Cna (Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della piccola impresa) secondo cui la crescita degli imprenditori stranieri tra il 2005 e il 2011 è stata del 48,7%, mentre il peso dell'imprenditoria straniera è salito dal 5,7% al 9,1%. Inoltre in questo arco di tempo l'occupazione degli stranieri in Italia è quasi raddoppiata (+97%), mentre quella dei cittadini italiani si è ridotta del 3,4%. Il risultato è che il peso dell'occupazione straniera è passato dal 5,2% al 9,9% del totale.
In termini di valore apportato, spiega lo studio, la ricchezza prodotta dagli stranieri è passata dal 7,1% del 2005 al 12% del 2010, per un totale di 167,537 miliardi di euro.  

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Anziani Sempre Più Poveri e Soli, 1 su 4 Non Arriva a 500 Euro Al Mese

anziani, povertà, solitudine, crisiAnziani sempre più a rischio solitudine e povertà, due emergenze sociali che sono state acuite dalla crisi economica. É questa l'immagine che esce dal V Rapporto Nazionale sul Filo d'ArgentoV Rapporto Nazionale sul Filo d'Argento, il servizio di telefonia sociale di Auser, secondo cui gli anziani devono fare i conti oltre che con l'isolamento fisico e relazionale anche con redditi bassi e povertà, condizioni sempre più diffuse tra gli over 65.
Il numero di anziani seguiti nel corso dello scorso anno da parte dei volontari dell'Associazione è cresciuto del 3,5%, mentre i servizi erogati agli utenti sono aumentati del 7,3%. Questo perchè si è assistito ad un arretramento dei servizi socio assistenziali pubblici, di fatto rendendo il volontariato non più un servizio integrativo, ma praticamente sostitutivo. Secondo, il presidente nazionale Auser, Michele Mangano, è "giusto e razionale combattere gli sprechi e i privilegi (nella Sanità), ma non devono essere colpiti i cittadini anziani bisognosi di cure e assistenza”.

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Imprese: la Riforma Del Lavoro Non è una Priorità, Ecco Ciò Che Serve

riforma del lavoro, imprese, pLa riforma del lavoro è stata al centro del dibattito politico ed economico per molti mesi. Essa ha surriscaldato il clima sociale e ha anche rischiato di causare spaccature all’interno del sistema paese. Le imprese hanno però di recente ridimensionato la sua portata. A fine giugno, infatti, è stato pubblicato da Business International un rapporto che rivela che, secondo le imprese, le vere priorità del paese sono altre.
Il rapporto, che prende il nome di “Europa 2020: come prosperare in una decade a crescita zeroEuropa 2020: come prosperare in una decade a crescita zero”, è stato stilato prendendo a riferimento un esteso sondaggio che ha coinvolto aziende italiane di tutti i tipi, da quelle grandi alle Pmi.
Sono emersi molti dati interessanti, vere e proprie istantanee del sentire delle imprese. Qualunque tentativo di dialogo con le parti sociali dovrebbe prendere in considerazione le istanze delle aziende, che nel rapporto appaiono palesi e non fraintendibili.

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La Crisi Economica, Sociale e Ambientale Secondo il Social Watch

Social Watch, crisi, economia, societàIl Social Watch è una rete internazionale di cui fanno parte oltre 500 organizzazioni presenti in più di 70 Paesi e che si occupa di monitorare l'operato dei governi per l'abbattimento delle barriere sociali, la realizzazione dei diritti e per l'equità. Il rapporto annuale 2012 di Social Watch Italia (relativo al 2011), presenta un Paese in forte crisi economica, sociale e ambientale, che ha visto attuarsi politiche che sono andate rendere inefficace la disponibilità e l'erogazione dei servizi essenziali, portando inevitabilmente ad un peggioramento della qualità della vita di una importante parte della popolazione. Cresce inoltre il divario tra gli italiani con redditi più elevati e quelli con redditi più bassi, che aumentano anche di numero. In Italia oramai il 10% dei nuclei più agiati possiede quasi la metà della ricchezza delle famiglie (il 45,9%).

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Quanto Guadagnano i Manager Delle Risorse Umane in Italia

manager risorse umane, direttore del personale, stipendioDopo aver visto che anche i manager non se la passano molto bene in tempo di crisi, specie sul fronte occupazionale vogliamo analizzare oggi la retribuzione media dei manager delle risorse umane in Italia. Una ricerca in tal senso è stata condotta dalla società di consulenza Towers Watson in collaborazione con l'associazione direttori risorse umane (Gidp/Hrda) su un campione di 66 aziende con un fatturato medio di 138 milioni di euro e 400 dipendenti. Si tratta dunque di aziende di un certo peso e questo aspetto va tenuto a mente, considerando che il tessuto imprenditoriale italiano è fatto di imprese più piccole. In ogni caso secondo i dati presentati lo stipendio base di un manager HR (direttore delle risorse umane) ammonta a 104.483 euro lordi annui, ai quali va aggiunto un 20% di componente variabile, legata ai risultati raggiunti nel breve e medio termine.

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Pensioni: Giovani a Rischio Futuro con il Calcolo Contributivo

giovani, pensione, sistema contributivoLa riforma delle pensioni ha apportato sensibili miglioramenti sul fronte dei conti pubblici. La spesa per la previdenza, alias per le pensioni, gravava in maniera insostenibile sul bilancio dello Stato. A partire dal 2012 graverà un po’ di meno. Il risparmio è sensibile e crescerà di anno in anno almeno fino al 2040. Tuttavia, come tutti sanno, la riforma che ha rivoluzionato le pensioni ha causato malcontento, poiché ha introdotto un regime, quello contributivo, inedito per la situazione italiana. I problemi, però, rischiano di non finire qui: le vittime ‘designate’ della riforma potrebbero essere non i pensionati / pensionandi di oggi, e nemmeno quelli di domani. Bensì, quelli di ‘dopodomani’: i giovani. Perché i giovani più di ogni soffriranno del nuovo sistema? La risposta gravita attorno alla definizione di regime contributivo.

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Tariffa Del Commercialista: Presto Sarà Possibile Fare a Meno di Pagarla?

commercialista, tasse, paecellaLa difficoltà di comprensione delle norme e degli oneri fiscali per chi non è avvezzo alla materia finanziaria e tributaria rende necessario il ricorso ad un professionista. La tariffa del commercialista diventa quindi una spesa quasi obbligata da inserire nel bilancio. Questo è vero soprattutto per lavoratori autonomi, non necessariamente grandi imprenditori ma anche collaboratori freelance e liberi professionisti. Il continuo mutare delle norme peraltro richiede aggiornamenti costanti. Poiché “la legge non ammette ignoranza” rivolgersi ad un commercialista serve ad evitare sanzioni (anche se questo non sempre è vero se si va ad analizzare le norme che disciplinano la responsabilità di questa figura professionale e che molto spesso addossano la colpa degli errori al cliente). La tariffa del commercialista varia in base al numero di attività che la consulenza impone ma difficilmente scende al di sotto dei mille euro l’anno.

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Istruzione e Formazione: il Programma LLP per Realizzare gli Obiettivi Europei

Istruzione, formazione, Unione EuropeaIstruzione e Formazione. Sono questi i punti cardine del programma LLP, complesso sistema di iniziative gestito dall’Unione Europea, volto alla promozione di questi due importanti pilastri della vita sociale ed economica del continente.
Il programma LLP ha preso nel 2006 il posto di Leonardo, imponendosi come faro per chiunque voglia apportare il proprio contributo al perfezionamento dei servizi di istruzione e formazione.
Di recente, la Commissione europea ha fatto emettere un bando con il quale ha invitato tutti gli addetti ai lavori a presentare progetti. L’apporto dell’LLP è stato determinante: ha stanziato ‘per la causa’ circa 3,8 milioni di euro.
La prospettiva di fondo è quella di realizzare progetti che contribuiscano al raggiungimento degli obiettivi strategici europei. Il termine per il loro raggiungimento è stato fissato per il 2020.  

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Noleggio Camper: con la Crisi è l’Alternativa Più Gettonata per una Vacanza

camper, vacanza, turismoLa crisi economica colpisce anche il settore del caravanning: comprare un veicolo ricreazionale è un investimento troppo impegnativo e gli appassionati delle vacanze en plein air optano per il noleggio di camper e caravan.
E’ quanto emerge dal Rapporto nazionale sul Turismo en plein air in camper e in caravan 2012, pubblicato in Italia per la prima volta grazie alla collaborazione di APC-Associazione Produttori Camper e Caravan.
Nel 2011 sono stati venduti un totale di 8.709 veicoli, di cui 7.010 camper (-7,2% rispetto all’anno precedente) e 1.699 caravan (-5,7%). Il business del caravanning continua in ogni caso a generare in Italia più di 600 milioni di euro di fatturato.
Il noleggio di camper rappresenta senza dubbio una risposta alla crisi, che permette di risparmiare sui costi di gestione senza rinunciare alle vacanze ecosostenibili.

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Professionisti: con la Crisi Crollano i Redditi

professionisti, crisi, redditiLa crisi morde e lo fa soprattutto con chi rappresenta la spina dorsale del paese, gli stessi che più di ogni altro dovrebbero avere i mezzi per favorire la ripresa del sistema economico.
I professionisti: ecco una delle categoria più vessate dall’attuale ciclo economico. Il loro reddito ha subito un pesante crollo dal 2008 al 2011, ma il trend sta mostrando segnali di continuità anche per il 2012.
E’ un’evidenza emersa dall’ultimo osservatorio Adepp (Associazione degli enti previdenziali privati), che ha elaborato i dati dal 2008 al 2011, presentandoli al recente Festival del lavoro di Brescia, organizzato dall’Organizzazione consulenti del lavoro.
In particolare, è emerso che il reddito dei professionisti è sceso mediamente del 20% tra il 2008 e il 2011. Un periodo nero che è culminato in una schizofrenica discesa proprio l’anno scorso, dopo due anni in cui il fenomeno era stato grosso modo contenuto

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Laurearsi Paga in Termini di Reddito Ma Meno Che Negli Altri Paesi Europei

Laurearsi, reddito, retribuzioneL'avanzare della tecnologia determinata un aumento della domanda di lavoro qualificato e del livello di istruzione della forza lavoro. Secondo il Rapporto IsfolRapporto Isfol, in Italia questo non avviene in modo sufficientemente dinamico. Infatti, il sistema produttivo italiano stenta ad assorbire il numero dei laureati con la conseguenza di un rallentamento nell'associazione dei premi retributivi ai livelli di istruzione più elevati. Nell'Unione Europea si è registrata, anche nell'ultimo quadriennio di crisi, una crescita del 2% delle professioni qualificate ed una flessione dell'1,3% delle occupazioni elementari. In Germania il numero di occupati con professioni qualificate è aumentato del 4,3%, in Francia del 2,8% e nel Regno Unito del 4%. Nel nostro Paese, invece, si è registrata una contrazione dell'1,8% delle professioni qualificate e un aumento dell'1,1% delle professioni elementari.
La tendenza italiana a competere sui costi piuttosto che sull'efficienza rischia, secondo l'Isfol, di deprimere produttività e innovazione, limitando la crescita del capitale umano.

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Telefonia Mobile: per Risparmiare Conviene Cambiare Operatore

telefonia mobile, cambio operatoreGli operatori di telefonia mobile, soggetti ad un regime di forte concorrenza, tendono ad attirare un numero sempre maggiore di clienti mediante offerte e promozioni. Il paradosso che si crea è che i clienti appena acquisiti, che passano da un operatore all’altro, hanno condizioni più vantaggiose rispetto a quelli più fedeli, almeno per un tempo determinato. Ma del resto queste sono le logiche del mercato e non sono applicate solo dagli operatori di telefonia mobile o fissa ma anche per le connessioni adsl, le pay tv e tanti altri servizi.
Una recente indagine di Sos TariffeSos Tariffe ha rilevato che il cambio di portabilità (quindi il passaggio ad un altro operatore mantenendo il proprio numero di telefono) comporta un risparmio immediato che va dal 4 al 32% (oscillazione che varia in base alla fascia di consumo, alla modalità di ricarica o di abbonamento e al tipo di cliente, ad esempio business o privato).

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Assunzioni Lavoro: il 60-70% è a Tempo Determinato

Assunzioni, lavoro, tempo determinatoIl Ministero del Lavoro ha pubblicato il Rapporto Annuale sulle Comunicazioni Obbligatorie, che analizza i movimenti che sono stati rilevati nel mercato del lavoro dipendente, parasubordinato nel triennio 2009-2011. Un periodo che coglie in pieno gli effetti della crisi economica e mostra un sostanziale stallo della domanda di lavoro.
Le attivazioni trimestrali di nuovi rapporti di lavoro mostrano un andamento variabile durante il periodo analizzato con il picco minimo nel IV trimestre 2009 (2,3 milioni circa) e quello massimo nel II trimestre 2011 (2,8 milioni circa). Circa il 60-70% delle assunzioni che annualmente vengono effettuate dai datori di lavoro sono a tempo determinato e riguardano qualifiche professionali di medio-basso livello e a carattere stagionale.
L'indagine, in riferimento agli individui, sottolinea che il numero medio di contratti attivati per le donne lavoratrici è considerevolmente più alto rispetto alla componente maschile (1,79 contro 1,64 nel 2011).

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