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Giovedi, 18 Ottobre 2018

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Il Salvadanaio

Le Città con il Costo Della Vita Più Alto per gli Stranieri

Tokyo, città più care, stranieriMercer ha pubblicato la classifica aggiornata “Cost of living surveyCost of living survey” in cui si classificano le città più care per gli stranieri, ovvero per coloro che vi si recano per vivere o per lavoro. É soprattutto quest'ultimo aspetto lo scopo della classifica, fornire alle multinazionali e ai governi dei dati per determinare le retribuzioni dei dipendenti in base al costo della vita della varie città.
L'indagine ha preso in considerazione, come lo scorso anno, 214 città nei cinque continenti e ha misurato il costo comparativo di oltre 200 articoli di ogni località. Dai trasporti, al cibo, all'abbigliamento, ai prodotti per la casa, fino all'intrattenimento. Ovviamente non manca il costo dell'alloggio che è una delle voci principali per classificare le città. A proposito viene utilizzata come città base di riferimento New York, mentre i costi sono valutati in dollari americani.

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IMU: Presto Passerà ai Comuni con un Abbassamento Delle Aliquote

Imu, comuni, aliquoteAbbiamo visto che non solo i cittadini ma anche i Comuni si sono lamentati della nuova IMU, sottolineando come questa sia una tassa statale, travestita da municipale che garantisce ai municipi un gettito pari al 72% di quello della vecchia ICI.
Proteste che non sono cadute invano, infatti dal prossimo anno qualcosa cambierà. A sottolinearlo è l'Anci che, non senza soddisfazione, annuncia che dal 2013 l'IMU, tornerà ad essere un'imposta municipale, come inizialmente concepita e poi modificata per questioni di bilancio. Il Governo si è impegnato a trasferire il gettito interamente ai Comuni, in cambio dell'azzeramento del fondo di riequilibrio per il federalismo, mentre per quest'anno si procederà come stabilito con una parte di entrate che andrà allo Stato centrale (9 miliardi di euro) e l'altra ai Municipi (12 miliardi di euro).  

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Le Manovre Correttive Sono State Recessive, Specie per il Sud

Pil, manovre economiche, effetti recessiviGli effetti delle manovre economiche del biennio 2010-2011 sono stati recessivi ma hanno evitato conseguenze ben peggiori. Ad analizzare gli impatti delle manovre sul Pil e sul territorio ci ha pensato la Svimez (Associazione per lo Sviluppo dell'Industria nel Mezzogiorno).
Secondo i calcoli pubblicati le manovre di finanza pubblica hanno avuto un effetto depressivo sul Pil dell'1,10%, differente a livello territoriale. Infatti si sono persi 0,8 punti di Pil nelle regioni centro-settentrionali e 2,08 punti in quelle meridionali, a causa, soprattutto, dei tagli alle spese per investimenti. Gli effetti delle 4 Manovre hanno avuto perciò un effetto sul Pil più pesante nel Mezzogiorno. Tuttavia senza le manovre correttive la situazione sarebbe stata drammatica, con l'aumento dello spread tra Btp e Bund che avrebbe avuto un impatto sul Pil del -2,33% nel Centro Nord e del -3,80% al Sud.

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Quanti Laureati Lavorano a 4 Anni Dalla Laurea

Laureati, lavoro, UniversitàL'Università ha perso il suo ruolo di ascensore sociale e sempre più giovani decidono di non iscriversi per il fatto di non vedere la laurea come un'opportunità concreta di trovare lavoro o fare carriera. Oggi vogliamo approfondire, con l'aiuto dell'Istat, il rapporto tra laureati e lavoro valutando quanti lavorano a quattro anni dalla laurea
Nel 2011 il 69,3% di coloro che sono in possesso di una laurea triennale conseguita nel 2007 svolge un'attività lavorativa, il 16,8% è alla ricerca di un'occupazione, mentre il 13,8% residuo non lavora e non cerca lavoro (spesso perchè impegnato in altre attività formative). Tra i laureati a ciclo unico e specialistici la quota di occupati si attesta intorno al 74,5%, mentre il 12,9% sono in cerca di lavoro e il 12,6% sono inattivi.

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Il Turismo Italiano è da 8 In Pagella

turismo, offerta turisticaUna delle poche risorse su cui l'Italia può contare per uscire dalla crisi è la qualità del turismo. L'offerta turistica italiana, infatti, si è meritata un 8 in pagella di media da parte di coloro che hanno effettuato vacanze nel nostro Paese lo scorso anno, secondo quanto raccolto dall'Osservatorio nazionale del turismo Unioncamere-Isnart. Secondo i dati pubblicati l'offerta turistica nel suo complesso ottiene i voti più alti per quanto riguarda il Lago (8,5) e quelli più bassi in riferimento al mare (7,8). Tra le tante voci di analisi, le strutture ricettizie italiane hanno raggiunto i voti più alti per quanto riguarda cortesia ed ospitalità, qualità del cibo, accoglienza, pulizia dell'alloggio e offerta culturale. I voti più bassi, sempre e comunque superiori al 7, sono stati assegnati invece al traffico e al costo dei trasporti locali.

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Il 43% Dei Giovani Trova Lavoro Grazie a Famiglia e Amici

giovani, lavoro, famigliaIl rapporto tra giovani e lavoro è sempre più complesso nel nostro Paese, tanto che l'Italia è quarta per tasso di disoccupazione giovanile tra i Paesi Ocse. Ma non è questa l'unica anomalia tra mercato del lavoro e giovani. Infatti, secondo quanto è emerso dai dati dei Giovani di Confindustria, presentati al convegno di Santa Margherita Ligure, il 43% dei giovani trova lavoro grazie a famiglia e amici, il 10% inizia una attività autonoma e solo il 3% ci riesce tramite l'Università o la scuola. Ma non finisce qui perchè a tre anni dalla laurea ben il 26% dei giovani non ha ancora un impiego, e, aggiungiamo noi, la stragrande maggioranza degli altri lo avrà a tempo determinato. Difficoltà lavorative e prezzi delle case alti fanno si che su 13 milioni di under 35, ben 9 vivano ancora a casa con i genitori e solo in 2 milioni hanno dei figli.

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Troppo Alti gli Abbandoni Scolastici e Troppo Basso il Numero di Laureati

Università, Laureati, EurostatIl rapporto Almalaurea ha messo in luce che l'Università italiana ha perso il suo ruolo di ascensore sociale e sono sempre di meno gli iscritti e coloro che portano a termine gli studi. Questo è un grosso problema per l'Italia che risulta essere, secondo l'Eurostat, all'ultimo posto in Europa per la percentuale di laureati nella fascia di età 30-34 anni con il 20,3% contro una media europea del 34,6%. l'Italia perde terreno anche nei confronti degli altri grandi Paesi europei a partire dal Regno Unito dove la percentuale di laureati trentenni è del 45,8% e passando per Francia (43,4%), Spagna (40,6%) e Germania (30,7%). Ma se la distanza con questi Paesi è capibile, lo è molto meno quella da Romania (20,4%), Repubblica Ceca (23,8%), Portogallo (26,1%) e Grecia (25,9%).
L'Obiettivo definito dall'Unione Europea sarebbe del 40% entro il 2020, ma l'Italia punta ad un modesto 26-27%.

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Consumatori Consapevoli: Più Bilancio Sociale ed Energia Verde Dalle Aziende

consumatori consapevoli, carrello, spesaIl rapporto tra consumatori e azienda sta cambiando. E’ finito il tempo in cui la comunicazione tra queste due facce del sistema economico era basata su circuiti monodirezionali. I consumatori non sono più un soggetto da ‘conquistare’ o, peggio, da istruire. Adesso bisogna ascoltarli e accogliere le loro istanze. Perché? E’ merito dei nuovi media e del web 2.0. La circolazione massiccia di notizie su internet, l’interazione sempre più fitta tra gli utenti, ha reso i consumatori sempre più consapevoli. La fruizione del prodotto non è più semplice ‘assorbimento’ ma coinvolge altri aspetti. Sono ora importanti la composizione degli ingredienti, l’origine e, di riflesso, le caratteristiche del produttore. Ecco cosa ha dichiarato a Repubblica Maurizio Pallante, autorità nel campo della Green Economy e fondatore del Movimento Descrescita Felice: “I consumatori oggi sono molto più consapevoli del passato: si informano sui prodotti che acquistano, sui produttori e le tecniche utilizzate”.

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Benessere in Azienda: la Soddisfazione Dei Dipendenti è il Segreto Del Successo

Googleplex, benessere in azienda, soddisfazione dipendentiIl benessere in azienda, ovvero la soddisfazione dei lavoratori dipendenti, è alla base del successo di un’impresa. Fino a poco tempo fa (e purtroppo in alcune realtà ancora oggi) questo assioma delle multinazionali era ancora un segreto in Italia. Oggi anche alcune aziende nazionali cominciano ad aprirsi in questo senso.
Il principio è elementare: se il lavoratore non si trova bene, lavora male. Più si aumenta il comfort e maggiore sarà il rendimento.
Quando si parla di responsabilità sociale di impresa si pensa solitamente alle iniziative ambientali per ridurre sprechi ed emissioni, ma esiste anche un altro tipo di responsabilità, correlata alla scelta di investire nella soddisfazione personale dei dipendenti. Questa è una verità che prescinde dalla dimensione o dalla collocazione geografica dell’azienda.
Aziende come Google e Facebook sono un esempio da questo punto di vista.

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Gruppi di Acquisto: Cosa Fare in Caso di Problemi con i Coupon

Gruppi d'acquisto, social shopping, consumatoriIl fenomeno dei siti di gruppi di acquisto continua a tirare molto in Italia e nel mondo, sebbene il settore non sia esente da critiche, sia da parte dei clienti/esercenti sia da parte di ordini e organizzazioni di categoria che appaiono contrarie alle offerte low cost di alcuni servizi. In ogni caso, si rileva come dal capostipite Groupon i servizi di questo tipo che sfruttano le dinamiche del gruppo d'acquisto si siano moltiplicati a tal punto da far nascere la necessità di aggregatori di offerte. Per cercare di informare al meglio i consumatori, l'associazione Confconsumatori ha redatto un piccolo vademecum con alcune interessanti indicazioni sul fenomeno del social shopping.
I problemi più frequenti, spiega l'associazione, si presentano al momento di spendere effettivamente il voucher/coupon.

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Debito Pubblico: in 50 Anni È Passato da 272 a 31 Mila Euro a Testa

debito pubblico, crisi, Unione EuropeaIl debito pubblico italiano è la vera croce del nostro Paese, soprattutto in questi periodi di crisi dove la bassa crescita del Pil ci espone alle speculazioni internazionali. In media ogni italiano si ritrova sulla testa un debito pubblico di 31 mila euro, contro i 272 euro del 1970. I calcoli arrivano dal Censis, nella ricerca “Dove sta oggi la sovranità”, in cui emerge che la maggioranza degli italiani, consapevole di avere questa spada di Damocle sulla testa, preferisce che ai vertici dello Stato ci siano “persone competenti”, anche se non elette dal popolo.
Alto debito e scarsa crescita del Pil, dicevamo. Due peculiarità che non sono figlie della crisi, ma strutturali del nostro sistema economico da almeno 50 anni. Infatti dal 1970 ad oggi l'aumento medio annuo del debito è stato sempre superiore alla crescita annua del prodotto interno lordo.  

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Imprenditoria Femminile: in Italia il 16% Delle Lavoratrici è Imprenditrice o Autonoma

Donne imprenditrici, imprenditoria femminileLa recente relazione annuale di Bankitalia ha messo in luce le difficoltà delle donne nell'economia italiana, specie per quanto riguarda la partecipazione al mercato del lavoro e la parità retributiva. Tuttavia c'è un aspetto del rapporto tra donne e lavoro, in cui l'Italia fa molto bene, molto meglio per intenderci dei principali Paesi d'Europa. Stiamo parlando dell'imprenditoria. Infatti, secondo l'ultimo rapporto Ocse, “Entrepreneurship at a Glance” l'Italia è il secondo paese d'Europa quanto a imprenditoria femminile. Infatti, il 16% delle lavoratrici italiane è un'imprenditrice o una lavoratrice autonoma, 6 punti in più della media europea e significativamente in più che Germania, Francia ed Inghilterra dove il numero delle imprenditrici sul totale delle occupate oscilla tra il 6% e l'8%.
L'Ocse spiega che le aziende guidate da donne con singolo proprietario e almeno un dipendente sono il 26,8% del totale, anche se per oltre il 90% si tratta di imprese con meno di 5 dipendenti.  

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Calano i Dipendenti Pubblici Ma Aumenta la Spesa per Stipendi

dipendenti pubblici, spesa, stipendiDiminuiscono i dipendenti pubblici ma cresce la spesa per retribuzioni è questa l'anomalia italiana scoperta dalla Cgia di Mestre. Nel periodo 2001-2009, infatti, i dipendenti pubblici sono diminuiti di 111 mila unità, pari ad una contrazione del 3% sul totale della forza lavoro del settore, tuttavia la spesa per stipendi è aumentata del 29,9% (39,2 miliardi euro) in termini assoluti, mentre al netto dell'inflazione è cresciuta dell'8,3% (13 miliardi di euro).
Come sottolinea il segretario dell'associazione degli artigiani mestrini, Giuseppe Bortolussi, questi aumenti non sono andati agli infermieri, ai bidelli o alle maestre, ma è molto probabile che siano finiti nelle tasche dei dirigenti del pubblico impiego. In termini assoluti il numero di dipendenti pubblici è passato da 3,637 milioni nel 2001 a 3,526 milioni del 2009.

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Acquisto a Rate: con la Crisi l’Arredamento Diventa Low Cost

arredamento low cost, cucina, crisiIl mercato immobiliare è frenato dalla crisi economica ma in molti continuano ad investire per migliorare la propria abitazione, sia essa di proprietà o in affitto. Anche per l’arredamento però la “nuova” tendenza è quella dell’acquisto a rate. I negozi di mobili offrono finanziamenti per cucine, salotti, camere da letto o complementi di design.
Una ricerca condotta da PrestitiSupermarket.it (che ha coinvolto un campione di 15.000 utenti rivoltisi al sito per un prestito) ha evidenziato come quasi la metà delle richieste per finanziamenti, circa il 43%, venga avanzata per supportare spese per l’acquisto di mobili. Questi prestiti funzionali solitamente non superano i 10 mila euro. Non sono infatti solo i complementi d’arredo di design ad essere pagati a rate ma anche mobili di catene di arredamento low cost.

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Nove Milioni di Italiani Rinunciano Alle Cure Sanitarie per Ragioni Economiche

sanità, cure mediche, servizio sanitarioNell'Italia della crisi sono in tanti ad accusare ripercussioni sulla salute, ma sono anche tanti, troppi,quelli che non possono aver accesso alle prestazioni sanitarie di cui necessitano. Secondo la ricerca Rbm Salute e Censis: “il ruolo della sanità integrativa nel Servizio Sanitario Nazionale” sarebbero ben 9 milioni gli italiani che non hanno potuto accedere alle cure sanitarie per ragioni economiche. Di questi, 2,4 milioni sono anziani, 5 milioni vivono in coppia con figli e 4 milioni risiedono nel Mezzogiorno. Si sa la sanità è uno dei principali capitoli di spesa e di spreco, ma, nonostante ciò, non a tutti è dato lo stesso diritto di accesso alle cure mediche. Secondo quanto riferito dal Censis, il ritmo di crescita della spesa pubblica per la sanità è diminuito in maniera significativa negli ultimi anni.

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In Italia Due Terzi Delle Imprese Sono Individuali

imprese individuali, occupazione, tessuto produttivoIl tessuto produttivo italiano è fatto per lo più di piccole e piccolissime imprese, tanto che quelle con meno di 10 dipendenti (micro imprese) sono più di 4,2 milioni, pari al 95% del totale (4,5 milioni) e occupano il 47% degli addetti. Su un totale di 17 milioni di addetti occupati nell'industria e nei servizi, il 20% lavora nelle piccole imprese (da 10 a 49 addetti) e il 12,4% in quella a media dimensione (da 50 a 249 addetti). Vi è poi un 21% dell'occupazione che è assorbito da grandi aziende con più di 250 addetti. Queste però sono in numero assai ridotto e pari a 3.707 imprese. Questi dati derivano dall'indagine annuale dell'Istat sulla struttura e dimensione delle imprese relativa al 2010.

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Imprese Familiari: il Cambio Generazionale e il Ruolo Delle Holding

Impresa familiare, holding,L'economia italiana è fatta principalmente da piccole e medie imprese di tipo familiare, si conta, infatti, che il 71% delle aziende sia familiare. Questa situazione che ha reso nel tempo forte la nostra economia trova nel cambio generazionale uno dei suoi punti critici, tra imprenditori che non vogliono lasciare e lotte intestine per il controllo societario. Il tutto condito dalla mancanza di soggetti specializzati che possano aiutare gli imprenditori in questa fase delicata della vita aziendale. Ed è un problema non di poco conto se si pensa che nella realtà italiana un'azienda su cinque è guidata da imprenditori con più di 70 anni, mentre il 3% è guidato da over 80.
Questo è un limite soprattutto in un momento di crisi come quello attuale dove serve innovazione e nuove idee e dove la dimensione aziendale diventa sempre più un elemento di competitività.

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