Giovedi, 23 Novembre 2017

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Agenda Digitale: Investimenti in Deroga al Fiscal Compact


banda larga, Agenda digitale, economia digitale

L'Agenda Digitale è per il governo una priorità, per far crescere il Paese a partire dallo sviluppo dell'economia digitale e della banda larga, ma sull'Italia pesa la spada di Damocle del Fiscal Compact, il piano che l'Unione Europea ha delineato su spinta tedesca per contenere il debito pubblico dei Paesi Membri.
Per questa ragione il Governo vorrebbe chiedere alla Commissione Europea sostanzialmente di poter sforare dal piano di austerity per effettuare investimenti mirati e dal sicuro ritorno in termini di Pil. La richiesta di deroga, che prende il nome di “Golden Rule”, è in pratica una concessione che l'Europa ci farebbe per poter effettuare alcuni investimenti a debito e con precisi termini temporali, per riuscire a stimolare la crescita economica. Il nostro Paese, infatti, si trova in recessione e non può effettuare investimenti per riuscire a centrare il pareggio di bilancio nel 2013, rimanendo di fatto bloccato e senza spazi di manovra. 

Gli investimenti però sono necessari per stimolare la crescita, soprattutto in campi, come ad esempio la banda larga dove siamo in difficoltà cronica e che potrebbero invece aiutarci ad uscire velocemente da questa fase recessiva. Abbiamo visto, infatti, come secondo l'Antitrust il ritardo sulla banda larga ci costi fino a 1,5 punti di PIL, un tema che non possiamo trascurare come abbiamo fatto (colpevolmente) fino ad ora.

Monti è convinto che con questa deroga (golden rule) sui temi dell'Agenda Digitale, il nostro debito pubblico salirebbe per poi rientrare in tempi piuttosto brevi, visto gli effetti positivi sul Pil e sull'economia di investimenti come quelli sulla banda larga. Sarebbe inoltre disposto a definire chiaramente i limiti di questa deroga per rassicurare l'Europa che l'Italia ha intenzione di mantenere i propri impegni con disciplina ferrea. Il nostro obiettivo del pareggio di bilancio, che abbiamo visto essere un pareggio tecnico e non reale, sarebbe centrato comunque in quanto questi investimenti non sarebbero considerati nel computo, perchè facenti parte della golden rule.
Insomma sembra che il Governo Italiano abbia finalmente capito che l'austerità fine a sé stessa non può portare ad altro che ad un avvitamento dell'economia, soprattutto per un Paese in difficoltà come il nostro e caratterizzato da una bassa crescita. 
Come detto però bisogna convincere l'Europa, anche se pare che sia il Presidente della Commissione Europea , José Manuel Barroso, che il Commissario al Bilancio e Affari Monetari, Olli Rehn, siano favorevoli. Il vero ostacolo sarebbe a conti fatti superare il veto tedesco, potendo contare anche su un ipotetico appoggio della Francia. Infatti, il Cancelliere Tedesco Angela Merkel è il principale fautore del fiscal compact mentre il neo Presidente Francese Francois Hollande in campagna elettorale ha spesso espresso opinioni contrarie al piano di austerity europeo.

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