Sabato, 25 Novembre 2017

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Cloud Computing: le Realtà Amministrative Europee Investono Poco


cloud computing, realtà amministrative, società

La società di ricerche di mercato IDC ha diffuso un’indagine che ha analizzato il complesso rapporto tra le realtà amministrative europee e il cloud computing. Il quadro che esce fuori è poco confortante. Lo è per due motivi: la situazione attuale e le prospettive per il futuro.
I dati riferiti al presente rivelano che gli investimenti dei soggetti intervistati sono relativamente bassi. Nessun ente dedica al cloud computing più del 15% delle sue spese complessive. Peggio ancora, metà di loro addirittura non stanzia alcune somma di denaro.
I numeri fanno pandan con un altro tipo di rilevazione: la percezione degli enti-aziende sul cloud in generale. Nonostante il ridotto impiego di risorse, esso è visto come una grande opportunità nell’economia di un'impresa, di qualsiasi tipo essa sia.

Ciò perché rende più agile il business, semplifica e de-burocratizza i rapporti con gli utenti finali, migliora i livelli di servizio. Percezione certamente positiva, il problema è che è condivisa da solo il 29% degli intervistati.

Ma perché il cloud non va come dovrebbe andare? Dalle interrogazioni della IDC è emersa una preoccupazione diffusissima tra gli enti presi a campione. I timori sono tutti rivolti alla sicurezza dei servizi, percepita come ancora troppo precaria dal 46% degli intervistati. Il cloud computing, soprattutto in alcune sue forme ‘hard’, ad esempio il trasferimento degli archivi e dei dati in rete, impone una cambiamento nella concezione del patrimonio aziendale: non più fisicamente vicino ai proprietari ma lontano, su una nuvola appunto (cloud vuol dire proprio questo). In genere, però, a pesare è una generica paura dell’ignoto, essendo il cloud computing un servizio di cui ancora si sa poco.
Il documento della IDC rivela prospettive poco confortanti per il settore. Ecco cosa si legge: “Gli intervistati delle realtà amministrative dell'Europa Occidentale sono stati piuttosto conservativi. Sebbene vi sia un certo interesse verso il cloud, più del 75% degli intervistati hanno dichiarato di non aver allestito o d non aver pianificato l'allestimento di soluzioni cloud per i prossimi 12 mesi”. Il resto del mondo non versa in acque migliori, visto che anche in Asia e In America il cloud nel settore pubblico soffre degli stessi problemi.
L’altra parte del cielo, ossia le imprese private, con il cloud computing hanno più familiarità e lo utilizzano in maniera più massiccia. In particolare l’Italia se la cava piuttosto bene, essendo la sesta potenza mondiale (computo generale privato + pubblico). E’ prevista, inoltre, un ulteriore espansione dell’allocazione di budget in cloud computing, nonostante le cattive acque in cui le pmi italiane si trovano a navigare.
 
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