Mercoledi, 24 Maggio 2017

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Le Startup Danno Lavoro e Funzionano Meglio Delle Aziende "Anziane"


StartUp, innovazione, aziende, lavoro

Le startup sono una vera risorsa in tempo di crisi: offrono posti di lavoro, molti di più di quanto facciano le aziende con dieci o più anni alle spalle. Questo e altro emerge da un’editoriale di Piero Formica, pubblicato ne Il Sole 24 Ore.
La tesi di Piero Formica è suggestiva, per quanto già ripercorsa da altri. Le startup rappresentano il vero motore dell’economia mondiale, la porta di accesso ad un futuro di cui ancora non si intravedono i contorni. Non solo: rappresentano anche la nascita di un mondo nuovo. L’economista paragona l’azione delle startup a quelle delle prime aziende elettriche all’inizio del secolo scorso. In comune le due realtà condividono la carica innovativa e l’approccio alla conoscenza, considerata come il perno dello sviluppo della società. Infine, le startup, proprio come le aziende elettriche parecchi decenni fa, stanno creando una comunità di innovatori, di nuovi manager, di nuovi talenti:

La corrente di conoscenza che le attraversa ne aziona i motori e alimenta la loro crescita. Sono queste le comunità dotate di quelle abilità che servono per gettare ponti tra le idee innovative e la loro traduzione in prodotti e servizi commercializzabili con successo”. Tutto ciò è accompagnata da un’offerta occupazionale che non ha pari. Le startup danno lavoro.
Lo ha confermato una ricerca dell’americana Fondazione Kauffman, che ha scoperto che tra il 1980 e il 2005 sono state proprio le aziende con meno di cinque anni di vita ad aver offerto il maggior numero di posti di lavoro.

Attualmente, la aziende neonate offrono, in tutto il mondo occidentale, un milione di posti di lavoro in luogo dei 300mila offerti da quelle con dieci anni di vita alle spalle. Insomma, le startup sono una risorsa, perché investono di più sull’innovazione e sul personale. Eppure spesso non vengono trattate come si meritano, vengono anzi vessate come le altre aziende e in certi casi anche di più. Sul banco degli imputati, la pesantezza della burocrazia e una politica governativa raramente al passo con le idee delle nuove aziende. Se non altro, negli Stati Uniti sono consci del problema. Nel 2011 è stato varato lo Startup Act, un corpus normativa che prevede facilitazioni per le startup. Nel 2013, invece, verrà varato lo Startup Act 2.0, naturale evoluzione del primo. 
E in Italia? Nel Bel Paese la strada per un pieno riconoscimento dell’opera delle startup è lunga e impervia. Eppure non manca il patrimonio di imprenditorialità coraggiosa e di talento. Le richieste affinché si seggano pure loro nel tavolo della concertazione si fanno sempre più pressanti, in attesa di essere ascoltate dal governo.
La Task Force creata dal ministro Passera, con alcuni dei migliori talenti/imprenditori italiani da Paolo Barberis a Riccardo Donandon dovrebbe andare in questa direzione. In Italia le Community più attive sul tema sono due gruppi su Facebook: Italian Startup Scene e Indigeni Digitali (che è anche un'associazione). dove si possono trovare brillanti startupper della scena italiana, aspiranti tali, esperi della rete, ma anche presentazioni di eventi sul mondo delle Startup Digitali  a cui è possibile partecipare.
Valore Conto 468 x 60
RISORSE:

Importo  € Durata mesi
Finalità Anno di nascita  
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