Lunedi, 18 Dicembre 2017

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Amazon, Apple, Facebook, Google: in Futuro Più Dispositivi Mobili e Tracciamento Dei Dati


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Farhad Manjoo, giornalista americano tra i più esperti in tecnologia e nuovi media, ha realizzato un saggio (pubblicato sulla rivista Internazionale) nel quale indaga le intenzioni dei quattro colossi delle nuove tecnologie: Amazon, Apple, Facebook e Google.
Manjoo esordisce affermando che i prossimi due anni saranno dominati da quelli che lui chiama ‘i fantastici quattro’. Si preannuncia una sfida di proporzioni epiche: tutte e quattro le società agiscono nello stesso mercato ma hanno a disposizioni armi diverse. Per fare un esempio, Apple si distingue per la creatività, Facebook per l’attrattività nei confronti delle masse.
Differenze e concorrenza a parte, le quattro imprese hanno la stessa visione del mondo. Visione del mondo che, secondo Manjoo, si concretizzerà attraverso la realizzazione di tre idee. Vediamo quali.

La prima idea che il quartetto amazon-apple-facebook-google intende mettere in pratica è quella relativa al ‘mondo post-pc’. Il termine, coniato da Steve Jobs, identifica la fase che, sebbene iniziata da poco, vedrà i suoi sviluppi più importanti tra qualche anno. Nel mondo post-pc le persone sono dipendenti dai dispositivi mobili perché questi sono capaci di agevolare le azioni del quotidiano. Il semplice computer non basta più. Manjoo illustra così il concetto: “ E’ un mondo in cui la vita quotidiana è resa più comoda – e finisce con dipendere – da smartphone, tablet e altri piccoli computer portatili e facili da usare”.

La seconda idea è quasi un corollario per la prima. Se i dispositivi agevolano le azioni del quotidiano, vuol dire che in qualche maniera le filtrano e di conseguenza filtrano anche le transazioni, il processo di acquisto di ogni bene. Ovviamente, se Apple piuttosto che Amazon si pone come intermediario tra l’utente e l’acquisto, dalla transazione ne ricaverà sempre qualcosa. Questo aspetto è stato sviscerato, per adesso, soprattutto da Amazon, in quanto nato come negozio online.
La terza idea è quella che chiude il cerchio ed è evidentemente connessa alle altre due. Se il dispositivo filtra le azioni quotidiane e filtra anche il processo di acquisto, la società ha tutte le ragioni per voler favorire un aumento nei consumi. Il passaggio da utente a consumatore, iniziato con il processo di dipendenza dal dispositivo, si conclude grazie alla fruizione di un’interfaccia colorata, accogliente, ispiratrice. Intenzione dei quattro colossi è quella di accompagnare dolcemente la persona nell’incantato mondo del consumo. La cosa genera introiti più consistenti per tutti, tanto per Google e co. quanto per le imprese, perché a intensificare questo processo interviene, oltre alla spinta dettata dal rapporto col dispositivo, il fatto che tablet e cellulari possono archiviare dati sugli utenti. Informazioni sulle pagine visitate, sui commenti visitati, si trasformano facilmente in dati sugli interessi del singolo, e dunque nella possibilità di tracciare un ritratto dettagliato di ogni eventuale consumatore. Una manna per chi deve stilare le strategie di marketing.
Il ragionamento di Farhad Manjoo è corroborato da una sua ultima considerazione: “I dispositivi post-pc sono personali. Pensateci: può darsi che in casa abbiate un “computer di famiglia”, ma è difficile che abbiate un Kindle di famiglia”.
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