Giovedi, 23 Novembre 2017

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Economia Digitale: le 100 Internet Startup di Maggior Valore


startup, internet, innovazione

Mentre l'Italia perde sempre più posizioni nelle classifiche relative ad innovazione e competitività, dall'altra parte del mondo, nonostante la crisi, l'economia digitale sembra andare incontro ad una nuova età dell'oro. La prima si concluse miseramente a cavallo degli anni 2000, con lo scoppio di una bolla di proporzioni epiche che vide letteralmente sparire dalla scena alcune delle imprese più accreditate del tempo. Tuttavia, da allora di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia e, sebbene i rischi non manchino mai, si può affermare che rispetto ad allora ci troviamo di fronte ad un era geologica diversa, più matura e forse anche più solida.

Un'interessante spaccato di questa seconda era dell'economia digitale proviene dalla classifica “Digital 100: The World's Most Valuable Internet Startups!Digital 100: The World's Most Valuable Internet Startups!”, redatta da Business Insider, in cui vengono analizzate le attività online più di valore e vincenti. Il metro di valutazione è il medesimo delle ultime edizioni, anche se nel corso degli anni il numero delle startup considerate è cresciuto sensibilmente. In ogni caso ogni azienda viene analizzata, sulla base dei dati disponibili (mai troppo trasparenti per le internet company), secondo diversi parametri quali:
  • finanziamenti ricevuti: in quanto danno un'idea del possibile valore dell'impresa
  • performance finanziarie: si tratta di un parametro che si basa su dati oggettivi (profitti) o su previsioni di profitto a seconda di come l'attività si sta muovendo nel mercato
  • quota di mercato e dimensioni di mercato: si tratta di un parametro connesso al precedente, in quanto la quota maggiore di profitti di un mercato tende ad andare all'impresa leader del settore
  • Tasso di crescita: in questo caso si analizza sia la crescita dell'impresa che il tasso di crescita dei profitti
Come si può facilmente capire dall'analisi degli elementi presi in esame per valutare le imprese, la classifica e i dati proposti non hanno un'evidenza totalmente oggettiva, in quanto si basano anche su valutazioni di carattere prospettico, tuttavia quello che ne deriva è senza dubbio un interessante spaccato dell'economia digitale di questo inizio millennio. Rispetto allo scorso anno, spiegano da Business Insider, di cose ne sono cambiate parecchie, a partire dalla scelta di attività come Linkedin e Pandora di quotarsi in borsa, con risultati decisamente buoni. Altre startup hanno deciso si seguire questa via annunciando un prossimo debutto in borsa (es Facebook, Groupon) e come sempre in un mondo comunque selvaggio come quello della Digital Economy, molte giovani imprese sono esplose ed altre sono inciampate lungo il percorso (es Digg, Linden Labs, Ustream, Auditude).
Vediamo allora chi domina la classifica.
Assoluto re di questa Digital 100, si conferma Facebook con una valutazione stimata in 80 miliardi di dollari, in clamorosa crescita rispetto ai 25 miliardi dello scorso anno e ai 6,5 miliardi dell'anno ancora precedente. Il più grande social network del pianeta con oltre 750 milioni di utenti, ha raggiunto questa valutazione grazie all'enorme crescita mostrata nell'ultimo anno, sebbene dicano da BI, per mantenere questi livelli dovrà continuare a crescere molto rapidamente.
Nessun cambiamento anche per il secondo posto, dove troviamo Zynga, azienda attiva nello sviluppo dei social game (es farmville, cityville, mafia wars etc) che ha raggiunto nel 2011 una valutazione stimata in 11 miliardi di dollari, più del doppio rispetto ai 5 miliardi di un anno fa. L'azienda fa sapere BI dovrebbe generare ricavi per 1,5 miliardi di dollari quest'anno, derivanti dall'attività di sponsorizzazione e di vendita di beni virtuali, cifra quasi tripla rispetto ai 597 milioni di dollari dello scorso anno.
Chiude il podio Groupon che guadagna 8 posizioni rispetto alla classifica dello scorso anno, con una valutazione di 10 miliardi di dollari, valore cinque volte superiore a quella dello scorso anno.
L'azienda che ad inizio anno aveva rifiutato un'offerta di acquisto da parte di Google per 6 miliardi di dollari, genererà quest'anno ricavi per tre miliardi di dollari, in crescita rispetto ai 760 milioni dell'anno precedente. 
Chiudono la top five Twitter, che guadagna due posizioni rispetto allo scorso anno con un valore stimato di 8 miliardi di dollari (3 miliardi nel 2010) e Dropbox che entra direttamente in quinta posizione con un valore di 4 miliardi. Molto interessanti anche le posizioni di Wikipedia, sesta con un valore di 6 miliardi di dollari (non male per essere una fondazione no profit) e di Square, dodicesima (1,6 miliardi di dollari) di cui abbiamo già avuto modo di parlare.

RISORSE:

 



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