Giovedi, 21 Settembre 2017

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Innovazione: Le Top 100 Imprese Innovatrici


imprese, innovazione

Che l'Italia non sia un Paese particolarmente avvezzo all'innovazione l'avevamo capito, guardando il recente Global Innovation Index, dove il nostro Paese si è classificato agli ultimi posti in Europa, ma che nemmeno un'impresa italiana sia considerata tra le 100 più innovative al mondo, questo un po' ci spiace e (forse) ci stupisce. L'ultima classifica, in questo senso è stata stilata da Thomson Reuters, che ha raccolto in un rapporto le 100 aziende più innovatrici. Per stilare l'elenco di queste aziende Thomson Reuters ha utilizzato una tecnologia prorpietaria, che analizza alcune metriche legate ai brevetti che secondo la società definiscono al meglio il concetto di “innovativo”.

Tutto si basa insomma sulla quantità e qualità di brevetti depositati, sul successo che riscontrano e sul fatto che l'azienda riesca a proteggere questa sua invenzione e a creare risposte positive nel mercato e nelle aziende concorrenti.  La classificaclassifica si basa su parametri di analisi particolari e come vedremo non mancherà di suscitare qualche perplessità. Ma andiamo con ordine.

A livello Geografico il 40% delle aziende presenti nel rapporto ha la sede principale negli Stati Uniti, segue il Giappone con il 27% delle imprese, la Francia (prima sorpresa) con una percentuale del 12% circa, davanti alla Svezia con circa il 7%. Segue poi un trittico con percentuali intorno al 5% formato da Germania, Olanda e Corea del Sud, mentre chiudono il gruppo Svizzera e Liechtenstein con percentuali tra il 4 e il 2%. Oltre alla Francia regina d'Europa, davanti alla Germania, stupisce l'assenza di imprese di Paesi emergenti come Cina (soprattutto) e India.
Sulla Cina il rapporto chiarisce che la mancanza di aziende cinesi, nonostante il Paese sia leader mondiale per la produzione di brevetti, dipende dal fatto che non è stata presa in considerazione solo la quantità, ma soprattutto la qualità e la capacità di influenzare il mercato.
In generale comunque l'America del Nord domina la classifica con il 40% delle imprese, segue l'Asia con il 31% complessivo e l'Europa con il 29% delle aziende innovatrici. Mentre l'Asia ha il suo punto di forza nelle aziende attive nell'Hardware per Computer, l'Europa fa molto bene nel manifatturiero e l'America nei componenti elettronici.
Analizzando le aziende per settore troviamo la presenza di 14 Gruppi del comparto dei semiconduttori e dei componenti elettronici, con aziende come Intel, Sharp, Samsung e Qualcomm. Il settore dell'hardware per Computer è presente con 11 aziende, tra cui HP, Toshiba e Xerox. Inoltre nel rapporto compaiono 13 produttori di prodotti chimici, tra cui  3M, la Chevron e la Dow Chemicals, mentre il settore dei beni di consumo è rappresentato da nove aziende tra cui Procter& Gamble, l'Oreale e Unilever.
Stupisce l'assenza pesante nella classifica di Google, azienda che forse più di altre incarna in se stessa il concetto di innovazione, soprattutto se poi nella classifica viene inserita Motorola che di recente è stata acquistata proprio da Google (per quanto riguarda Motorola Mobility, una delle due parti in cui è stata “divisa” l'azienda).
La risposta, come per la Cina, dipenderà dai criteri utilizzati per stilare la classifica, ma qualche dubbio sulla bontà di questi criteri rimane.  
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