Mercoledi, 23 Agosto 2017

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Investimenti

Il Capitalismo Italiano Rimane a Galla Solo Grazie Alle Acquisizioni Estere

Capitalismo, Società quotate, settore pubblico, settore privatoLa crisi ha mostrato tutta la fragilità del capitalismo italiano, che si salva solo grazie alle acquisizioni all'estero. A riferirlo è l'Ufficio Studi di Mediobanca nella ricerca R&S 2012 sulle 50 maggiori società quotate italiane. Per l'industria italiana è stato un quadriennio perso, con il margine operativo netto (MON) positivo del 3,8% grazie alle acquisizioni all'estero di Endesa e Chrysler. I Margini industriali del settore pubblico sono cresciuti del 10,5% (grazie ad Enel ed Endesa) mentre quelli del settore privato sono calati del 5,3%.
Secondo la ricerca il fatturato aggregato è cresciuto del 29%, dal 2007 al 2011 e del 14,5% tra il 2010 e il 2011,, ma senza le acquisizioni lo sviluppo dei margini industriali del settore pubblico sarebbe stato fermo e senza l'acquisto di Chrysler da parte di Fiat la flessione del MON del settore privato sarebbe stata del 22,3%.
Il fatturato estero aggregato sul totale è cresciuto dal 54,3% del 2007 al 67,1% del 2011.

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Spread: 300 Punti Sono Ingiustificati e Ci Fanno Bruciare 1 Punto di PIL

Spread, fondamentali economici, crisi del debito, PIlÉ da quasi un anno che la crisi del debito italiana e l'impennarsi dello spread tra Btp e Bund tedeschi stanno mettendo in ginocchio l'economia e la società italiana. A nulla, o quasi, sono serviti gli interventi della BCE che nella prima fase ha acquistato titoli di stato italiani, né il cambio da un governo politico ad uno tecnico per far scendere questo “maledetto” differenziale. Il problema è la credibilità dell'euro e dell'unione monetaria, ma l'Italia rimane il bersaglio preferito della speculazione internazionale. Sul tema è intervenuto anche il Centro Studi di Confindustria che ha stimato che, rispetto ai fondamentali dell'economia italiana, 300 punti di spread sono ingiustificati. Un differenziale “corretto” riconducibile al divario economico tra Italia e Germania sarebbe nell'ordine dei 164 punti base. Ovviamente il “prezzo” lo fa il mercato, ma il nostro Paese sta subendo una pressione ingiustificata, per lungo tempo addirittura superiore a quella della Spagna che è in situazione economica peggiore della nostra.

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Rating Debito: Riflessione Sul Taglio di Moody’s

crisi del debito, titoli di stato, agenzie di ratingPer Moody’s il debito italiano è quasi spazzatura. Nei giorni scorsi la famosa agenzia di rating ha declassato i titoli di Stato italiani di due ‘scalini’, portandoli da A3 a Baa2. In termini di fiducia dei mercati, qualche mese fa il taglio avrebbe rappresentato il colpo di grazia alle speranze dell’Italia. Le piazze hanno invece quasi ignorato il giudizio di Moody’s. Segno che le agenzie di rating vengono ormai percepite come strumenti inadeguati o, peggio, come ‘alleati’ degli speculatori.
D’altronde il giudizio è stato accolto con sdegno e un pizzico di stupore dai leader economici e politici di mezzo mondo. Il taglio di Moody’s è stato visto come un qualcosa di anacronistico, fuori tempo, praticamente illogico. Le critiche più aspre sono arrivate, ovviamente, dall’Italia, con Mario Monti in testa.

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Borsa: la Crisi Del Sistema Finanziario Italiano

borsa, listino, ConsobLa crisi economica, nata come crisi finanziaria internazionale nel 2007-2008 ha visto nello scorso anno, dopo accenni di timida ripresa il riesplodere delle tensioni dei listini di borsa in Europa, a causa dei problemi dei titoli di stato dei Paesi periferici. La crisi del titolo sovrano ha avuto come epicentro Portogallo, Irlanda e Grecia (soprattutto) e nel corso dell'anno ha contagiato anche Italia e Spagna. A fare il punto della situazione ci ha pensato Giuseppe Vegas, presidente della Consob, nella sua relazione annuale.
I titoli pubblici italiani, a causa dell'aumento della percezione del rischio sovrano hanno toccato il loro massimo nel novembre dello scorso anno (spread a 570 punti base) determinando anche la necessità di un passaggio da un governo politico ad uno tecnico. Nel corso di quest'anno poi lo spread e sceso al di sotto dei 300 punti, per poi attestarsi a livello dei 400 punti base, con l'aggravarsi della situazione spagnola.

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Borsa: con Mille Società Quotate Aumento Del PIL Dell'1,5% e Dell'Occupazione

Borsa, capitalizzazione, PILPiazza Affari non sta vivendo uno dei suoi periodi migliori, infatti lo scorso anno, secondo Borsa Italiana è stato perso il 25% della Capitalizzazione. Inoltre si osserva una stagnazione del numero di società quotate (erano 328 lo scorso anno) ed un calo nel debutto di nuove matricole (9 le IPO registrate nel 2011). Questa situazione di difficoltà e di diffidenza di fronte al mercato azionario può penalizzarci anche sul lato della crescita. A riferilo è una ricerca realizzata dall'Università Bocconi, in collaborazione con Borsa Italiana secondo la quale se l'Italia portasse a mille il numero delle aziende quotate si avrebbe un incremento del Pil reale tra lo 0,9% e l'1,5%, con una creazione di 137 mila posti di lavoro ed un aumento delle entrate fiscali per 2,85 miliardi di euro.
L'indagine fa riferimento al 2010 è mostra che le imprese quotate sul listino italiano sono meno della metà di quelle quotate in Germania, un terzo di quelle quotate in Francia e addirittura poco più di un decimo di quelle quotate a Londra.

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