Domenica, 20 Agosto 2017

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Il Capitalismo Italiano Rimane a Galla Solo Grazie Alle Acquisizioni Estere


Capitalismo, Società quotate, settore pubblico, settore privato

La crisi ha mostrato tutta la fragilità del capitalismo italiano, che si salva solo grazie alle acquisizioni all'estero. A riferirlo è l'Ufficio Studi di Mediobanca nella ricerca R&S 2012 sulle 50 maggiori società quotate italiane. Per l'industria italiana è stato un quadriennio perso, con il margine operativo netto (MON) positivo del 3,8% grazie alle acquisizioni all'estero di Endesa e Chrysler. I Margini industriali del settore pubblico sono cresciuti del 10,5% (grazie ad Enel ed Endesa) mentre quelli del settore privato sono calati del 5,3%.
Secondo la ricerca il fatturato aggregato è cresciuto del 29%, dal 2007 al 2011 e del 14,5% tra il 2010 e il 2011,, ma senza le acquisizioni lo sviluppo dei margini industriali del settore pubblico sarebbe stato fermo e senza l'acquisto di Chrysler da parte di Fiat la flessione del MON del settore privato sarebbe stata del 22,3%.
Il fatturato estero aggregato sul totale è cresciuto dal 54,3% del 2007 al 67,1% del 2011.

Nello specifico la quota del gruppi pubblici è passata dal 50,3% al 66,4%, mentre quella dei privati dal 58,1% al 67,9%.  L'Utile netto dei gruppi esaminati è calato del 70% in quattro anni anche a causa delle pesanti svalutazioni di società quali A2A, Edison (soprattutto), Finmeccanica e Telecom. Il Roe (Return on Equity) ovvero la redditività industriale è passata dal 10,4% del 2007 al 3,7%.

Ma anche la struttura finanziaria è peggiorata con le società pubbliche che hanno debiti pari al 155% dei mezzi propri tangibili, mentre per quelle private si arriva al 2100%. Di positivo c'è stato il taglio degli oneri finanziari che si è accompagnato con la crisi e che sono calati in media dal 5,8% al 5,2% annuo.
L'andamento delle vendite all'estero è stato decisamente positivo nel quadriennio con una crescita del 58,7% sul 2007 e del 30,6% sul 2010, mentre quelle sul mercato interno sono scese nel quadriennio del 7,6% e dell'8,6% tra il 2010 e il 2011. I gruppi pubblici hanno visto aumentare le vendite estere dell'85% dal 2007, dato che senza Endesa scenderebbe al 54,4%. Allo stesso modo i gruppi privati hanno visto crescere le vendite del 41,4%, ma senza l'effetto Chrysler si scenderebbe al 18,4%.
Anche l'incremento occupazionale del 15,8%, tra il 2007 e il 2011, si è concentrato al di fuori dei confini nazionali. Infatti i dipendenti sul mercato interno si sono ridotti del 4,9% sul 2007, mentre l'incremento occupazionale estero è stato del 35,8%, risultato di una crescita del 22,9% del settore pubblico e del 41,7% per quello privato.
Infine per quanto riguarda la produttività, i tecnici di Piazzetta Cuccia, sottolineano che il valore aggiunto per dipendente è calato del 3,7%. Solo il comparto pubblico ha difeso il valore aggiunto per dipendente (+0,4%) che invece per i gruppi privati è calato del 5,2%. Il valore aggiunto netto per dipendente è pari nello società pubbliche a 273 mila euro, mentre in quelle private è di 73 mila euro.
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