Giovedi, 19 Ottobre 2017

Back CREDITO Categorie Investimenti Spread: 300 Punti Sono Ingiustificati e Ci Fanno Bruciare 1 Punto di PIL

Spread: 300 Punti Sono Ingiustificati e Ci Fanno Bruciare 1 Punto di PIL


Spread, fondamentali economici, crisi del debito, PIl

É da quasi un anno che la crisi del debito italiana e l'impennarsi dello spread tra Btp e Bund tedeschi stanno mettendo in ginocchio l'economia e la società italiana. A nulla, o quasi, sono serviti gli interventi della BCE che nella prima fase ha acquistato titoli di stato italiani, né il cambio da un governo politico ad uno tecnico per far scendere questo “maledetto” differenziale. Il problema è la credibilità dell'euro e dell'unione monetaria, ma l'Italia rimane il bersaglio preferito della speculazione internazionale. Sul tema è intervenuto anche il Centro Studi di Confindustria che ha stimato che, rispetto ai fondamentali dell'economia italiana, 300 punti di spread sono ingiustificati. Un differenziale “corretto” riconducibile al divario economico tra Italia e Germania sarebbe nell'ordine dei 164 punti base. Ovviamente il “prezzo” lo fa il mercato, ma il nostro Paese sta subendo una pressione ingiustificata, per lungo tempo addirittura superiore a quella della Spagna che è in situazione economica peggiore della nostra.

Una pressione che ha parecchio conseguenze sul nostro Paese a partire da una perdita dello 0,9% del Pil, passando per la perdita di 144 mila posti di lavoro e maggiori oneri per interessi pari a 12,4 miliardi a pesare ulteriormente sul debito pubblico. Inoltre, spiega Confindustria, uno spread così alto costa 12,1 miliardi sui conti delle famiglie e 23,7 su quelli delle imprese. In questa analisi sono state considerate tutte le ripercussioni che uno spread così alto produce sull'economia, partendo dall'influenza sulle banche e dalla conseguenza crisi del credito.

La normalizzazione dello Spread, secondo Confindustria, porterebbe ad una crescita degli investimenti del 3,7%, ad un aumento dei consumi dello 0,6%, ad una diminuzione del deficit pubblico di 2,4 punti di Pil e ad un rapporto debito pubblico Pil, inferiore di 6,9 punti.
Che fare dunque? Secondo Confindustria bisogna puntare decisi verso lo scudo anti spread e ottenere maggiore credibilità come Zona Euro e anche come Italia. Il governo Monti, infatti, ha ridato credibilità al Paese, ma il suo mandato a termine (2013) e l'annuncio di non ricandidarsi pone l'Italia in uno stato di limbo, visto che i partiti non sembrano in grado di poter fare le riforme di cui abbiamo bisogno.
Da Viale dell'Astronomia fanno sapere che lo scudo anti-spread è la soluzione, ma deve essere ridisegnato rispetto all'attuale versione, con l'assegnazione di molte più risorse e “attribuendone la gestione discrezionale e unilaterale alla Bce, che vigilaerebbe sul rispetto dei programmi di stabilità concordati con la Commissione europea”.
In questo modo potrebbero essere premiati i comportamenti virtuosi dei vari Paesi e sanzionati quelli opportunistici e devianti, “attraverso la caduta della protezione dello scudo eventualmente decisa dalla Bce”. La Banca Centrale Europea dovrebbe poi rendere conto al Parlamento Europeo delle decisioni, evitando di assumere quindi improprie decisioni politiche.
Valore Conto 468 x 60
RISORSE:

Importo  € Durata mesi
Finalità Anno di nascita  
PrestitiOnlinePrestitiOnline è un servizio di CreditOnline Mediazione Creditizia S.p.A.
P. IVA 06380791001 - Iscrizione Albo Mediatori Creditizi presso Banca d’Italia n°631


blog comments powered by Disqusblog comments powered by Disqus
  • Ultime Lavoro

  • Fisco e Tasse

  • Investimenti

  • Prestiti

Case ed Immobili 

immobili

Green Economy

greeneconomy

Innovazione

Innovazione

Politica e Società

ingranaggi

Consumatori

consumatori
Facebook
Twitter
Rss
FriendFeed