Giovedi, 23 Novembre 2017

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ANALISI DEI PRODOTTI FINANZIARI: SEI NUOVE TIPOLOGIE DI BUONI FRUTTIFERI DA POSTE ITALIANE

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buonifruttiferipostali0708.gifLa Cassa depositi e prestiti ha reso noto che sono disponibili presso tutti gli uffici postali italiani 6 nuovi tipi di buoni fruttiferi postali in cui i cittadini potranno investire i propri capitali; si tratta precisamente dei buoni P35, X03, M50, J03, D08, B70.
I buoni fruttiferi possono essere sottoscritti e rimborsati in qualsiasi ufficio delle Poste Italiane oppure comodamente online, senza alcun costo di commissione, tranne le normali spese di natura fiscale.
Il nuovo buono P35, chiamato anche buono BFPPremia, è un tipo di buono fruttifero indicato per gli investitori più esperti, che intendono custodire i propri capitali in tutta sicurezza e cogliere allo stesso tempo le opportunità di investimento offerte dalla crescita dei mercati azionari dell’area euro. P35 garantisce interessi annui pari allo 0,35%, al quale si aggiungono, a partire dal secondo anno, degli eventuali premi annuali che saranno pari al 4%, al 2,5%, al 3%, al 3,5%, al 4% ed al 4,5%; la durata dei buoni P35 è infatti di 7 anni. Questi premi saranno legati all’andamento dell’indice Dow Jones Euro Stoxx 50; l’investitore potrà usufruire dei premi annuali nel caso in cui questo indice registri una crescita di almeno il 20% per i primi due anni e di almeno il 10% per i cinque anni successivi. Nel caso in cui vengano riconosciuti tutti i premi previsti  tasso massimo di rendimento effettivo a scadenza (lordo) sarà pari a 3,14%, nel caso opposto (quello peggiore) invece sarà garantito l’interesse di base.
Il Buono Indicizzato a Scadenza alle Borse Europee - Serie X03: oltre al capitale investito e ad un interesse certo e definito all'emissione, prevede dopo cinque anni (ovvero alla scadenza) un premio aggiuntivo (eventuale) pari al 50% dell'incremento registrato nel periodo dall'indice azionario EURO STOXX 50.
Il buono serie M50 è invece una nuova forma di investimento dedicata ai minori di età, con una durata variabile ed un investimento finale leggermente superiore rispetto ad un buono ordinario di pari durata e pari data di sottoscrizione. Il buono serie J03 ha durata decennale, e garantisce il recupero dell’inflazione italiana maturata, dunque non risente dell’aumento del costo della vita, dal momento che il capitale si rivaluta in funzione dell’indice FOI (Famiglie di operai ed impiegati) elaborato dall’Istat.


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CONSOB: NUOVO MANUALE DEGLI OBBLIGHI INFORMATIVI PER I SOGGETTI FINANZIARI VIGILATI

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consobmanualeobb.gifUna delle indicazioni che chiudono i nostri articoli di analisi dei prodotti finanziario assicurativi è sempre quella di prendere visione della nota informativa e delle condizioni contrattuali dello strumento finanziario. Questi documenti informativi sono obbligatori per gli istituti finanziari che vogliono proporre prodotti al mercato e racchiudono nel dettaglio le caratteristiche contrattuali e i rischi dell'investimento. La principale caratteristica che hanno (o dovrebbero avere) questi documenti è la trasparenza nelle informazioni.
Tuttavia la recente crisi finanziaria con i propri fallimenti ma anche i meno recenti crack che hanno caratterizzato i primi anni di questo decennio, ci ricordano che non sempre, pur nella complessità degli scenari economici, l'obbligo di trasparenza è rispettato.
Una buona notizia in tal senso, arriva però dalla Consob che ha stabilito nuovi obblighi informativi per i soggetti vigilati a partire dal 1° luglio prossimo. Le disposizioni contenute nel nuovo "Manuale degli obblighi informativi dei soggetti vigilati", andranno a sostituire quelli previsti dalla delibera n. 14015 del 2003 e recepiranno alcune disposizioni della legge sul risparmio ( n. 262/2005) e della direttiva europea Mifid. In particolare questi nuovi obblighi sono scaturiti da dei tavoli di consultazione che hanno coinvolto anche le associazioni di categoria. Da queste consultazioni è emersa l'esigenza di assicurare una più estesa copertura informativa, con riguardo a:

  • la distribuzione di prodotti finanziario-assicurativi (unit e index linked, contratti di capitalizzazione)
  • l’attività di gestione collettiva di portafogli/fondi immobiliari, di private equity e di hedge fund;
  • l’operatività svolta dai promotori finanziari per conto degli intermediari che esercitano l’attività di offerta fuori sede.
Il nuovo manuale degli obblighi informativi è un documento molto specifico che descrive, attraverso una rappresentazione schematica con l'ausilio di tabelle, i nuovi obblighi informativi previsti per ciascuna categoria dei soggetti vigilati, assieme alle modalità e ai termini temporali con i quali adempiere a detti adempimenti. I soggetti vigilati oggetto dei nuovi obblighi sono essenzialmente: Sim, Banche italiane e Poste Italiane Spa, Agenti di Cambio, Imprese e Banche di Investimento comunitarie ed extracomunitarie, Intermediari Finanziari, imprese di Assicurazione, Sicav e Sgr.
Il raggruppamento degli obblighi informativi è stato realizzato ricorrendo a tre macrocategorie:
  • Documentazione Periodica (colore arancio nel manuale), che comprende gli atti e i documenti inviati secondo una cadenza temporale prestabilita (come i bilanci d’esercizio);
  • Documentazione ad Evento (colore verde nel manuale), che fa riferimento agli atti e ai documenti inviati al verificarsi di una specifica e predeterminata situazione aziendale (come le modifiche dello statuto sociale e le operazioni di finanza straordinaria);
  • Dati Strutturati (colore azzurro nel manuale), ossia le informazioni inviate, periodicamente o ad evento, secondo prospetti e/o modelli prestabiliti (come i dati aggregati relativi alla composizione dei portafogli gestiti e alle relative variazioni).


Nel manuale ogni adempimento informativo è contrassegnato da un codice che identifica la categoria del soggetto tenuto all’assolvimento dell’obbligo, la tipologia di obbligo (contrassegnato come abbiamo vista da un colore) e l’oggetto dell’obbligo (es. Bilancio di esercizio) con l'indicazione dei termini temporali. (ad esempio, il bilancio d’esercizio).

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INTERVISTA A WALTER PANZERI: APPROFONDIMENTO SUI FONDI DI INVESTIMENTO SPECIALIZZATI (SIF)

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intervistapanzeri.gifAbbiamo visto in un nostro recente articolo cosa sono i Sifcosa sono i Sif e quali importanti novità potrebbero introdurre nel panorama finanziario. Oggi vogliamo tornare sull'argomento approfittando del dottor Walter Panzeri, amministratore di Equi Sicaf Sif che ha dato la propria disponibilità a rispondere ad alcune delle nostre domande.

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Cosa sono i Sif e cosa li distingue dai normali fondi di investimento disponibili sul mercato italiano?

 

I Sif sono veicoli di investimento (UCI) lussemburghesi. A differenza dei normali fondi d’investimento attualmente disponibili sul mercato italiano, possono investire su una pluralità di beni materiali e immateriali, tutto ciò che è periziabile e non solo in strumenti finanziari. Inoltre, questo è molto importante per le famiglie, possono avere sottostanti in forma mista, cioè lo stesso fondo può investire in immobili, attività finanziarie varie (come quote societarie), arte, vini ecc......

 

 
Esistono delle limitazioni per quanto riguarda le tipologie di investimenti e la leva finanziaria che caratterizzano un Sif, oppure no?

Le limitazioni sono quelle riguardanti il rispetto della politica d’investimento per cui ogni singolo fondo è stato autorizzato. Quindi con una politica adeguata non vi è alcun vincolo. Non esiste nessun limite alla leva finanziaria dei Sif, c’è solo un limite di diversificazione che stabilisce il valore massimo di ogni singolo asset pari al massimo del 30% sul NAV totale, esclusi i titoli garantiti dalla OECD.

 

 

A che tipo di investitori si rivolgono i Sif e quali requisiti economici e non devono avere gli investitori per essere considerati “well informed”. Esistono dei limiti minimi di investimento?

I SIF si rivolgono agli investitori qualificati ed agli investitori istituzionali quali banche, compagnie assicurative, fondi pensione ecc... Per quanto concerne la legge Italiana un investitore qualificato non trova una definizione esatta, pero vincola l’investimento, in questi strumenti alternativi, ad un minimo di 250.000 euro. Possono essere veicolati anche tramite polizze Assicurative Unit Linked e con tagli inferiori.

 

 

Come sono trattati dal punto di vista fiscale i guadagni realizzati in un Sif?

I guadagni realizzati all’interno del fondo ricadono sotto l’agevolata fiscalità lussemburghese, mentre per i guadagni dei sottoscrittori si dividono in chi ha investito tramite polizza paga il 12,50% sulla plusvalenza al momento del disinvestimento, e quelli che sottoscrivono direttamente invece devono dichiararli nel loro unico e quindi ogni anno entreranno a far parte della dichiarazione personale al valore del Nav di fine anno.

 

 

C'è differenza tra i fondi Off Shore e i Fondi Sif?

Ci sono notevoli e molteplici differenze, ma quello che più conta è che i SIF sono prodotti europei e quindi inshore, utilizzano solo ed esclusivamente come banca depositaria strutture lussemburghesi, quindi operatori in una affidabile e riconosciuta piazza finanziaria e hanno l’obbligo della certificazione e revisione ad opera di una società autorizzata.

 

L'investitore italiano che si rivolge ad un fondo Sif commette dei reati fiscali per quanto riguarda l'elusione fiscale?

Non si commette nessun reato essendo fondi autorizzati e certificati in un paese Europeo.

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RISPARMIO GESTITO SIF, FONDI DI INVESTIMENTO PERSONALIZZATI ANCHE IN BENI MATERIALI

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sifinvestment.gifE’ stata avviata in Europa un’interessante novità nel mondo della finanza, in grado di offrire al risparmiatore flessibilità, politiche personalizzate e soprattutto di depositare valori di tipologia differente rispetto alle tradizionali: non solo contanti ed assegni, ma anche materie prime, opere d’arte e molto altro ancora. Alla base di questa nuova concezione di risparmio gestito, vi è senza dubbio la consapevolezza che il consumatore necessita sempre più di programmi di risparmio personalizzati ed incentrati sulle proprie esigenze; sarà senza dubbio questo il principale business del prossimo futuro per gli istituti di credito. I nuovi fondi di investimento specializzati, i cosiddetti SIF, sono attivi in già dal 2007 in Lussemburgo, senz’altro uno dei paesi più all’avanguardia dal punto di vista finanziario, e, come detto, consentono al consumatore di investire su un’ampia gamma di beni materiali ed immateriali sia in via esclusiva che mista, così come in forma pubblica o riservata. Gli investitori SIF, infatti, oltre ad investire in azioni, obbligazioni, fondi comuni d’investimento ed altri titoli, possono farlo anche in materie prime e metalli preziosi, Forex, immobili, opere artistiche, quote societarie, energie rinnovabili, software, brevetti e molto altro ancora.
Precisamente, ogni singola tipologia di investimento si suddivide in
comparti, ognuno dei quali vanta specifiche politiche di investimento, una propria contabilità, tempi rapidi di costituzione ed altre caratteristiche che rendono il servizio particolarmente efficiente e conveniente, soprattutto per il fatto che vaste categorie di investitori (non solo quelli istituzionali) di conferire beni di diverso tipo all’interno del fondo appositamente dedicato, evitando ogni sorta di confusione.

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ANALISI DEI PRODOTTI FINANZIARI: POLIZZA MUSICA PLATINUM DI BANCASSURANCE

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platinumbancassurance.gifTecnicamente, Musica Platinum è una polizza con prestazioni rivalutabili: la Compagnia che cura l’investimento, in altri termini, erogherà nei modi e nei tempi stabiliti dalle condizioni contrattuali l’importo assicurato oggetto di investimento, maggiorato dei rendimenti che la Gestione Separata denominata BAP Gestione avrà prodotto nell’arco del periodo di impiego.
La polizza Musica Platinum è un contratto a vita intera, con la conseguenza di non avere una durata prestabilita: la durata dell’investimento sarà pertanto coincidente con la vita dell’Assicurato, e in caso di premorienza di quest’ultimo verrà erogato il capitale assicurato (maggiorato dei rendimenti) ai beneficiari designati nella polizza, eventualmente successivamente modificabili. Ovviamente, al di là dell’ipotesi di premorienza, il contratto può estinguersi anche in caso di richiesta totale da parte dello stesso contraente.
Il premio unico minimo oggetto di sottoscrizione deve essere pari almeno a 250 mila euro, diventando così un contratto riservato soprattutto alla clientela con una maggiore capacità di risparmio e di investimento. Si possono in ogni caso effettuare versamenti aggiuntivi, con un minimo di 50 mila euro.
Al di là dei rendimenti previsti dalla Gestione Separata, la polizza è in grado di fornire un rendimento certo anche nelle ipotesi di un cattivo andamento della Gestione: la remunerazione garantita è infatti pari al 2% netto.

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