Giovedi, 19 Ottobre 2017

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I Compensi Degli Amministratori Della SPA Italiane Sono Cresciuti Dell'8%, Capiamo il Perchè


Amministratori delegati, spa, stipendio, dirigenti
Dopo gli anni bui della crisi i compensi degli amministratori delegati delle società quotate italiane tornano a crescere. Va detto, come segnala un'indagine dello Studio Ambrosetti, che l'aumento delle remunerazione delle società quotate è stato un fatto globale nel 2010. Infatti In Francia il totale dei compensi dei direttori generali delle aziende del CAC40 è stato pari a 98 milioni di euro, in crescita del 24% rispetto all'anno precedente. Lo stesso negli Stati Uniti dove le retribuzioni dei CEO delle principali società dell'’indice S&P 500 sono aumentate del 27%. In Italia, l'aumento è stato più contenuto e pari all'11% rispetto al 2009, per un totale di circa 88 milioni di euro.

In questo calcolo sono state considerate le aziende del FTSE MIB, ad esclusione delle società di diritto estero, (STMicroelectronics - Tenaris), e le neo quotate (Fiat Industrial – Enel Green Power). In Italia perciò, ciascun Amministratore Delegato ha percepito in media nel 2010, 2,44 milioni di euro contro i 2,27 del 2009, ovvero circa l'8% in più. Il dato italiano è in linea con quello del CAC40 francese (2,46 milioni di euro) nonostante la capitalizzazione delle aziende quotate nell'indice francese sia più del doppio di quella del FTSE MIB e gli utili registrati siano quasi tre volte superiori rispetto alle spa italiane. Questa analisi riguarda solamente la componente monetaria desumibile dal bilancio, senza considerare dunque strumenti finanziari quali stock option, performance share, stock granting, ecc..
Per quanto riguarda l'Italia, la parte fissa del compenso è cresciuta del 7% in media, mentre la componente “bonus ed altri incentivi” ha subito un aumento del 20% rispetto al 2009. A livello aggregato questo aumento delle retribuzioni ha seguito l'andamento dell'utile netto cumulato del 2010 delle 36 aziende, analizzate nello studio, che è passato dai 23 miliardi di euro del 2009 ai 28 miliardi di euro del 2010 (+23%).
Guardando le singole aziende però si nota che gli aumenti nelle retribuzioni non hanno seguito lo stesso andamento dell'utile netto dell'azienda in tutte le situazioni.

Nello specifico nel 50% dei casi (in 18 aziende) si è riscontrata una coerenza di segno, ovvero ad aumenti delle performance è corrisposto un aumento dei compensi e viceversa ad un peggioramento dei risultati sono seguiti compensi decrescenti. In cinque casi (il 14%) a fronte di miglioramenti della performance si è osservata una diminuzione dei compensi, viceversa in  7 casi (il 19%), a fronte di peggioramenti dell'utile netto si è assistito ad un aumento dei compensi.
Nei sei casi mancanti, rileva lo Studio Ambrosetti, non è stato possibile fare commenti di rilievo o perchè i compensi sono stati sostanzialmente stabili oppure per mancanza di informazioni con le quali poter fare i raffronti.
La ricerca dice che è comunque difficile spiegare compiutamente l'andamento tra performance societarie e retribuzioni del top management sia perchè alcune aziende possono scegliere di orientare parte dei compensi del Ceo verso strumenti finanziari, sia perchè la scelta dell'utile netto come parametro non può riassumere tutta la complessità aziendale della gestione. Ecco dunque spiegati, quantomeno in parte, quei casi in cui i compensi non sembrano collegati alle performance.
Più strumenti e informazioni per combinare i due parametri (performance e compensi) saranno disponibili dalla primavera del 2012, in quanto da quella data i  Consigli di amministrazione dovranno presentare all’'assemblea una relazione sulla politica retributiva per gli amministratori esecutivi, per gli amministratori non esecutivi e per i dirigenti con responsabilità strategiche. Sarà poi l'assemblea degli azionisti a decidere se approvare o rigettare la politica retributiva. Si tratta di un'innovazione significativa prevista dal d.lgs 30 dicembre 2010, n. 259 che va a recepire le Raccomandazioni della Commissione Europea in materia di remunerazione. 

[Via: Studio AmbrosettiStudio Ambrosetti ]

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