Lunedi, 18 Dicembre 2017

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Il Ruolo Delle Donne Nell'Economia Italiana: Pesano le Difficoltà Sul Lavoro


Donne, lavoro, economia, famiglia

Nella relazione annuale della Banca D'Italia, l'istituto di Via Nazionale ha dedicato un capitolo al ruolo delle donne nell'economia italiana, sottolineando che nonostante i progressi fatti negli ultimi decenni, l'Italia rimane uno dei Paesi più arretrati nella graduatoria dell'Indice Global Gender Gap. Siamo infatti al 74° posto su 145 Paesi e al 21° posto tra quelli dell'Unione Europea. I ritardi riguardano soprattutto l'accesso al mercato del lavoro, le opportunità economiche, il livello di retribuzioni, la carriera e l'iniziativa imprenditoriale.
Le cause che rendono difficile il ruolo della donna nel mondo del lavoro e nella società sono molteplici, a partire dalla mancanza di servizi di conciliazione tra lavoro e famiglia, soprattutto nei primi anni di vita dei figli, passando ai carichi domestici e all'attività di cura che all'interno della vita familiare pesano soprattutto sulle donne.

Ciò non è un danno solo per le donne, ma anche per tutto il Paese, visto che ci sono studi che dimostrano possibili benefici sistemici di una maggiore partecipazione femminile al mercato del lavoro e nelle posizioni di vertice delle amministrazioni. Nello specifico una maggiore presenza delle donne tra gli amministratori pubblici implicherebbe livelli di corruzione più bassi e una riduzione del rischio di povertà, con una crescita complessiva del PIL.

Allo stato attuale il tasso di occupazione femminile nella fascia 15-64 anni è pari al 46,5%, vale a dire 21 punti percentuali più basso di quello maschile. Un divario che si riduce in modo costante, ma lento, dal 1993 (quando il divario con gli uomini sfiorava i 31 punti) e che continua anche in questo momento di crisi. La situazione più complessa è come al solito, quella del Mezzogiorno dove il tasso di occupazione è al 30,8% contro il 55,1% del Centro Nord. Un divario, quello territoriale, che purtroppo sta aumentando nel corso degli anni.
La presenza delle donne nel mercato del lavoro risulta essere maggiore nelle tipologie di impiego meno stabili e nei settori a più bassa remunerazione.
Tra i settori in cui la presenza femminile nella forza lavoro è maggiore troviamo quello del tessile e dell'abbigliamento, mentre minore è la presenza nel metalmeccanico, nella chimica, nei trasporti e nelle industrie energetiche ed estrattive.
Capitolo differenze salariali. Secondo le rilevazioni della Banca d'ItaliaBanca d'Italia , nel comparto del lavoro dipendente il divario salariale tra uomini e donne risulta pari in media al 6%, mentre se calcolato a parità di caratteristiche individuali e dell'impresa sale al 13%. Abbiamo visto che secondo altre indagini il divario raggiunge e supera anche il 19%. In ogni caso secondo le indicazioni del Governo, dal 2016 sarà obbligatoria la parità di stipendi tra uomo e donna a parità di mansione svolta.
 
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