Martedi, 23 Gennaio 2018

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Fallimento Imprese: in Italia Se Ne Contano 35 Al Giorno


fallimento imprese, crisi, costruzioni, commercio

Abbiamo visto nei giorni scorsi che, secondo un'elaborazione di Unimpresa, in Italia è a rischio fallimento un'impresa su tre. Una situazione decisamente critica confermata dai dati di Cribis D&B società del gruppo Crif specializzata nella business information, secondo cui nei primi sei mesi dell'anno sono fallite in media 35 imprese al giorno. Si tratta nello specifico di 6.321 fallimenti in sei mesi. 
Dal primo gennaio 2009, spiegano da Cribis D&B, sono state ben 39.159 le imprese che hanno portato i libri in tribunale dichiarando fallimento, una situazione che è in continuo peggioramento. Confrontando il primo semestre del 2009 con il primo semestre 2012, l'aumento delle istanze di fallimento è stato del 30%. E poco consola il fatto che quest'anno le istanze di fallimento siano state in numero leggermente inferiore rispetto al primo semestre 2011.

Per quanto riguarda i dati di questo semestre, i settori che risultano più colpiti sono quello dello costruzioni e il commercio. A preoccupare è anche il fatto che la regione più colpita da questa ondata di fallimenti è anche uno dei motori del Paese, la Lombardia, dove nel primo semestre sono state avanzate 1.384 istanze di fallimento. É anche vero che la Lombardia è la regione più imprenditoriale d'Italia, tuttavia rimane significativo vedere che a soffrire maggiormente è una regione economicamente ricca e solida.

Dietro la Lombardia troviamo il Lazio con 715 istanze fallimentari, il Veneto con 505 istanze, la Campania con 491, il Piemonte con 480 casi, l’Emilia Romagna con 462 e la Toscana con 430 casi.
Come dicevamo il settore a soffrire maggiormente è quello dell'edilizia, dove si è registrato quasi un quinto di tutti i fallimenti (1.345 istanze), considerando non solo le costruzioni in senso stretto, ma anche gli installatori e l'edilizia specializzata. La causa principale di questa situazione in campo edile è dovuta, come abbiamo avuto di vedere, al ritardo nei pagamenti e alla difficoltà di riscossione dei crediti. Altro settore in difficoltà è quello del commercio all'ingrosso con 461 fallimenti nel comparto dei beni durevoli e 411 casi in quello dei beni non durevoli, ai quali si aggiungono 399 fallimenti nei servizi commerciali.
La maggior parte dei fallimenti, il 77% del totale, ha riguardato le società di capitali con 4.839 casi, seguono le società di persone con il 12% e le ditte individuali con l'11%.
Ma cosa dobbiamo aspettarci dal prossimo futuro?
Niente di buono, secondo Cribis D&B, in quanto la stretta del credito da parte delle banche creerà alle imprese ancora più problemi sul fronte della liquidità, rendendo sempre più difficile il proseguo dell'attività. Insomma il rischio di fallimento per le imprese italiane rimane molto alto.
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