Giovedi, 18 Ottobre 2018

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Crescono le Esportazioni Ma la Dimensione Aziendale Delle PMI Rimane un Freno


esportazioni, PMI, dimensione aziendale

L'economia italiana sta passando un momento difficile sotto molti punti di vista, dalla produzione al credito, passando per il lavoro e la debole domanda interna, tanto che il prossimo biennio sarà molto duro sul fronte della crescita. L'unico fronte su cui l'economia italiana sembra tenere nonostante la recessione è quello delle esportazioni, con una crescita attesa in termini reali, per l'anno in corso del 2,8%. A riferirlo è Unioncamere che in un indagine che ha analizzato la capacità di vendere all'estero del nostro sistema imprenditoriale. A livello geografico sarà soprattutto il Nord-Est a registrare le performance migliori con una crescita delle esportazioni del 3,1%, trainata dal Veneto (+3,7%). Segue il Centro con una crescita del 3%, guidata dalla Toscana (+3,1%), il Nord-Ovest (+2,8%) con capofila la Lombardia (+3,2%) e il Mezzogiorno con una crescita inferiore alla media (+1,8%), ma con Abruzzo e Molise in evidenza (+2,6% per entrambe le regioni).

Le regioni che invece mostrano una crescita più bassa delle esportazioni risultano essere Puglia e Calabria (+1,1% per entrambe) Trentino Alto Adige (+1,3%), Campania e Sicilia (+1,7%). La crescita delle esportazioni e l'espansione della base imprenditoriale che opera sui mercati esteri risulta però frenata dalla modesta dimensione aziendale. Infatti, spiega Unioncamere, proprio la dimensione aziendale non adeguata è la principale barriera all'export delle Piccole e Medie Imprese Italiane.

La dimensione non adeguata viene segnalata tra i principali ostacoli nell'accesso ai mercati esteri dal 41% delle PMI, seguono i costi troppi elevati (25,2% delle preferenze), l'idea di avere prodotti poco competitivi (17,58%) e le difficoltà logistiche (13%). Tra i fattori meno limitanti si segnalano i rischi politici/economici legati ai Paesi esteri (0,7%), il sostegno finanziario (2%) e la concorrenza delle aziende italiane (2,5%).
Le imprese chiedono alle istituzioni un aiuto sul fronte della semplificazione delle procedure di erogazione dei servizi e ciò vale soprattutto per le imprese che già usufruiscono di servizi all'internazionalizzazione. Più di un terzo delle imprese dichiara di preferire un accompagnamento più stringente nei Paesi dove l'attività internazionale viene svolta, evidenziando la necessità di rafforzare il legame tra la rete italiana e quella internazionale nell'offerta all'internazionalizzazione.
Insomma le aziende italiane sono troppo piccole e hanno bisogno di un aiuto per affacciarsi verso i mercati esteri da parte degli attori istituzionali. Il primo problema potrebbe essere risolto ad esempio con i contratti di rete, mentre per il secondo è richiesto qualche sforzo in più dal sistema delle Camere di Commercio e delle Associazioni di Categoria per aiutare a superare le barriere che impediscono lo sbarco sui mercati esteri. Sarebbe importante, soprattutto in questo moneto di debolezza interna riuscire a portare le PMI in condizione di poter puntare maggiormente sui mercati esteri, soprattutto su quelli emergenti.
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