Domenica, 28 Maggio 2017

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Assunzioni Lavoro: il 60-70% è a Tempo Determinato


Assunzioni, lavoro, tempo determinato

Il Ministero del Lavoro ha pubblicato il Rapporto Annuale sulle Comunicazioni Obbligatorie, che analizza i movimenti che sono stati rilevati nel mercato del lavoro dipendente, parasubordinato nel triennio 2009-2011. Un periodo che coglie in pieno gli effetti della crisi economica e mostra un sostanziale stallo della domanda di lavoro.
Le attivazioni trimestrali di nuovi rapporti di lavoro mostrano un andamento variabile durante il periodo analizzato con il picco minimo nel IV trimestre 2009 (2,3 milioni circa) e quello massimo nel II trimestre 2011 (2,8 milioni circa). Circa il 60-70% delle assunzioni che annualmente vengono effettuate dai datori di lavoro sono a tempo determinato e riguardano qualifiche professionali di medio-basso livello e a carattere stagionale.
L'indagine, in riferimento agli individui, sottolinea che il numero medio di contratti attivati per le donne lavoratrici è considerevolmente più alto rispetto alla componente maschile (1,79 contro 1,64 nel 2011).

Segno questo che le storie occupazionali delle donne sono caratterizzate da una maggiore discontinuità contrattuale. Sul fronte delle cessazioni circa il 30% dei contratti cessati presenta una durata inferiore al mese, con il 13% che ha durata pari ad un giorno, mentre 4 rapporti di lavoro a tempo indeterminato su 10 che nel 2011 sono giunti a conclusione, hanno avuto una durata inferiore ai 12 mesi. Non tutte le cessazioni di lavoro sono riconducibili ai datori, infatti nel 17-19% dei rapporti cessati la richiesta è riconducibile al lavoratore (nel 2011 tali richieste hanno interessati 1,6 milioni di lavoratori).

Nel caso degli stranieri la quota di assunzioni a tempo indeterminato è rilevante. Tuttavia, spiega il rapportorapporto queste assunzioni sono contrassegnate da una fragilità di fondo, dovuta per lo più a processi di interruzione prevalentemente dovuti a cessazioni dei rapporti lavorativi richieste dal lavoratore. Nel caso degli extracomunitari, queste mostrano un'incidenza quasi doppia a quanto rilevabile per i contratti conclusi che hanno riguardato lavoratori italiani.
Riguardo alle forme di lavoro maggiormente utilizzate nelle attivazioni dei nuovi rapporti, spicca “il tempo determinato”. Il contratto di lavoro a tempo indeterminato rappresenta la seconda tipologia utilizzata nel mercato con valori che oscillano tra il 17,2% del III trimestre 2010 al 25,2% del II trimestre 2009. Su quest'ultimo lavoro il rapporto precisa che hanno “verosimilmente” inciso i dispositivi normativi volti a regolarizzare i lavoratori extracomunitari.
I contratti di collaborazione rappresentano la terza modalità più utilizzata, con un'incidenza che varia tra il 6,6% del II trimestre 2009 e il 10,6% del I trimestre 2010.
Infine l'apprendistato riguarda circa il 3% di attivazioni di rapporti di lavoro nel triennio considerato e rimante la modalità contrattuale più utilizzata per la fascia giovanile.
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