Domenica, 28 Maggio 2017

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L'Austerità è Nemica Del Lavoro e Crea Precarietà


precarietà, occupazione, crisi

L'Italia è in grossa crisi sul fronte lavoro con un tasso di disoccupazione del 9,7%, senza contare gli oltre 250 mila cassaintegrati, la disoccupazione giovanile al 31% e il fatto che il 43% degli inattivi è scoraggiato. Ma sono molti i Paesi che manifestano difficoltà occupazionali, tanto che dall'inizio della crisi nel 2007 ad oggi mancano ancora 50 milioni di posti di lavoro a livello globale. A sottolineare la gravità della situazione ci ha pensato l'ILO (Istituto Internazionale del Lavoro) nel rapporto World of Work Report 2012World of Work Report 2012 secondo cui le politiche di Austerità e di rigore imposte in Europa stanno peggiorando la situazione. Non tutti i Paesi hanno però avuto le stesse difficoltà, infatti tra le economie avanzate 6 Stati sono andati in controtendenza creando occupazione. Si tratta di Germania, Austria, Israele, Lussemburgo, Malta e Polonia.
Ma cosa fare dunque di fronte a questa situazione?

L'ILO non ha dubbi nel sottolineare che il piano di austerità scelto dall'Unione Europea con il Fiscal Compact sia una scelta sbagliata, così come le raccomandazioni del Fondo Monetario Internazionale in tema di rigore. Il Responsabile del rapporto, l'economista Raymond Torres, ex responsabile delle politiche sociali dell'Ocse, ha evidenziato senza mezzi termini che le misure di austerità hanno avuto conseguenze disastrose nella creazione di lavoro e nella crisi occupazionale.

Inoltre in molti casi le misure adottate non avuto grossi effetti nella riduzione del deficit, un riferimento neanche troppo velato al caso italiano.
Dall'altra parte, invece, i Paesi che hanno scelto per politiche di sviluppo hanno ottenuto risultati migliori in termini di benefici economici e sociali, superando la crisi in maniera più efficace di chi ha scelto il rigore e diventando anche più competitivi. Il rigore, si legge nel rapporto, crea, infatti, un pericoloso avvitamento dell'economia soprattutto se associato ad una stretta del credito da parte degli istituti bancari.
L'Europa è il bersaglio designato di queste critiche, tanto che l'ILO afferma che, senza un deciso passo indietro sul fronte del rigore, non si potrà avere una ripresa occupazionale prima del 2016.
Un altro problema dei Paesi soggetti a stringenti misure di austerità riguarda la qualità dell'occupazione. Infatti, in Paesi come Spagna, Italia e Grecia, cita il rapporto, la poca occupazione creata è sostanzialmente precaria e assieme a quella part time ha superato (nel 2010) la soglia del 50%. Oltre a questi tre Paesi, in Europa anche Irlanda, Gran Bretagna e Slovacchia presentano problemi di precarietà e di mancata crescita di un'occupazione di qualità, mentre a livello globale se ne contano altri 20, tra cui anche gli Stati Uniti (seppur in maniera minore).
 
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