Sabato, 25 Novembre 2017

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Professionisti: le Difficoltà Dei Giovani e la Fuga All'Estero


Professionisti, avvocati, tirocinio

Negli ultimi quindici anni sono oltre 10 mila i professionisti italiani che hanno preso la via dell'estero per trovare uno sbocco professionale. La maggior parte ha trovato nella Gran Bretagna una seconda patria con 4130 domande di trasferimento, segue la Svizzera con 1515 e la Germania con 1140. A fare i calcoli è stato il Cnel in collaborazione con il Centro Studi del Forum Nazionale dei Giovani nella ricerca “Dall’Italia all’Europa, dall’Europa all’Italia. (Giovani) Professionisti in Movimento”. L'elemento chiave che emerge dall'indagine è che dall'Italia escono professionisti con un background formativo elevato, mentre entrano professionisti a medio-basso valore aggiunto. Infatti, il saldo è pressoché nullo tuttavia mentre da noi escono medici (2.640), insegnanti delle scuole superiori (1.327), avvocati (596) e architetti (214) ad entrare sono soprattutto infermieri (6.513). Per quanto riguarda le nazionalità la maggior parte dei professionisti che entrano in Italia, provengono dalla Romania (5.125), segue la Spagna (1.306) e la Germania (1.030).

Al di là delle professioni, la ricerca mette in luce che il trasferimento all'estero dei professionisti italiani non sempre è facile. La situazione è migliorata da quando nel 2007, l'Italia ha recepito la normativa comunitaria sulla mobilità dei professionisti all'interno dell'Ue, ma permangono delle difficoltà. Secondo il Cnel, infatti, esistono ancora problemi per quanto riguarda il riconoscimento dei titoli e l'omogeneità dei percorsi formativi.

I più agevolati in questo senso sono i medici e gli architetti, mentre quelli che incontrano maggiori difficoltà sono psicologi e giornalisti, ma soprattutto notai, commercialisti, consulenti del lavoro e avvocati.
Non che le cose siano migliori per chi rimane visto che il nostro Paese ha una forte regolamentazione, considerata tra le più complicate tra i Paesi avanzati (l'Ocse ci pone al 31° posto su 34° Paesi, davanti solo a Slovenia, Turchia e Lussemburgo).
I professionisti iscritti agli Ordini in Italia sono oltre 2,122 milioni, la maggior parte dei quali sono medici, chirurgi, odontoiatri, infermieri ed ingegneri. I meno numerosi sono invece gli spedizionieri doganali e i notai. L'eccessiva regolamentazione fa si che alcune professioni siano praticamente off limits da parte dei giovani, come ad esempio per quanto riguarda gli ordini degli architetti, degli avvocati, dei commercialisti, dei giornalisti, dei medici, dei notai e degli psicologi, dove in media solo il 9,4% degli iscritti ha meno di 30 anni. In assoluto le professioni meno accessibili ai giovani risultano essere quella di notaio, di medico e di commercialista.
L'indagine ha messo in luce anche che i professionisti non vedono positivamente il sistema formativo italiano, considerato troppo teorico e scarsamente attento al mondo dell'impresa e del lavoro. Il tirocinio post universitario è poi considerato da molto come un periodo di pseudo sfruttamento e di prestazione d'opera a basso costo piuttosto che essere un momento di formazione.
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